D/R secondo semestre 2015

13 maggio 2015

Buongiorno, sono una ragazza di 26 anni, lavoratrice che vive a Firenze. Prima di tutto mi scuso in anticipo per la lunghezza della mia mail. Purtroppo non so essere succinta e credo che sia bene spiegare tutto quanto a modo. Spero che ci sia modo di aver ugualmente una risposta. Da un po' di tempo ho qualcosa che mi infastidisce e mi crea tensione, dubbi e pensieri durante la giornata. Tutto tutto ha avuto inizio ad ottobre. Sto con un ragazzo da 2 anni. Lui è più piccolo di me di 4 anni ma molto maturo per diversi aspetti. Per altri no, ma alla fine; ognuno ha i suoi limiti ed ognuno è a sè. Sono la sua prima vera storia seria e il suo primo grande amore. Già questo per me è stato fonte di dubbi sin dall'inizio.

 

Diciamo che per tanti aspetti mi son sentita molto mamma, specie inizialmente. Non sapeva guidare, gli ho insegnato. Aveva paura di molte cose, l'ho aiutato. L'ho sbloccato da situazioni che lo tenevano ancora nella cosidetta culla. Lui di contro mi ha dato la sua mano e mi ha fatto scoprire quanto bello sia stare con una persona che ti ritiene al suo pari e che non ti fa sentire inferiore o di poco conto. Ho avuto storie precedenti in cui mi sono sempre sentita così o anche paragonata ad altre donne. Ho una scarsa stima di me stessa. Lui invece vede e ha sempre visto solo me come la donna più bella del mondo. Come la sua intera vita, come il suo sogno. Il suo tutto. Un po' eccessivo per me questo.

 

Mi sentivo e mi sento, a volte ancora, un peso sulle spalle. Il fatto che lui mi veda come una stella luccicante tra mille stelle nere. Dovrebbe far piacere ma a me spaventa. Io l'ho sempre visto come un ragazzo unico ma ho vissuto e vivo la storia, forse per via delle mie esperienze passate; più razionalmente. Lui ha subito messo la quinta e poi ha inserito quasi la retro quando tutto si è stabilizzato. Sentimenti compresi. Insomma, decantando tanto quanto sono tutto e quanto sono il suo futuro, in 2 anni non mi ha mai portata a casa sua se non una o due volte quando non c'era assolutamente nessuno e non mi ha mai fatto conoscere i suoi genitori. Cosa che io ho fatto. E' sempre stato a casa mia sia con i miei che non e spesso anche a dormire.

 

All'inizio mi andava bene che fosse così ma dopo 2 anni la cosa mi ha iniziato a deludere. Anche perchè era dall'anno scorso che si parlava di farmi conoscere i suoi e lui rimandava sempre. Ho cercato di capire perchè tante volte ma si finiva sempre e solo per litigare. Mi chiedevo se per caso fossi davvero così importante per lui, visto che non accennava a sbloccare la nostra storia e mandarla allo step successivo. Mi son presi molti dubbi. Oltretutto in due anni che stiamo assieme non abbiamo mai fatto un viaggio insieme. Mai una vacanza, mai fatto qualcosa di diverso se non rarissime volte. Ha preso la macchina ora ora, perchè fino a pochi mesi fa usavamo solo la mia. Non che la cosa mi infastidisse ma appunto mi sentivo la mamma della situazione. E non dipendeva solo da lui, ma dai suoi. Troppo puntigliosi forse.

 

Troppo poco pronti a lasciarlo maturare. Non saprei. In ogni caso la nostra storia ad ottobre 2014 è diventata per me stagnante. Noiosa. Anche far l'amore non era più gradevole. Il che mi dispiaceva perchè so quanto valga come persona e perchè in fin dei conti, quando avevo qualsiasi problema, lui c'era. C'è sempre stato. Una sera di ottobre siamo usciti e abbiamo incontrato un paio di amici che non vedevamo da tempo. Mi sono fermata a parlare con uno di loro che ha la sua stessa età. Lui ed io abbiamo tanto in comune, tra cui anche la professione che svolgiamo o per la quale abbiamo studiato. E' una persona vitale, simpatica, estroversa, abbastanza indipendente e matura.

 

Quella sera ho parlato tutto il tempo con lui e quando son tornata a casa mi son trovata a pensarlo. La cosa mi ha un po' infastidita ma ho lasciato correre. Nel corso dei giorni non l'ho più rivisto ma ogni tanto notavo qualche suo commento su facebook, per me. Niente di che. Come se fosse un amico semplicemente. Già questo ha però dato molta noia al mio ragazzo che lo conosce da più tempo di me e ha iniziato a sostenere che questo ragazzo volesse portarmi via da lui, come in passato era successo con altre ragazze di altri ragazzi. Lì per lì ho semplicemente reso la cosa meno drammatica di quanto la facesse ma in cuor mio c'era qualcosa. Con il passare dei giorni sentivo sempre più l'esigenza di vedere questo ragazzo,di parlarci, di sentirlo, di scambiare le stesse chiacchiere di quella sera di ottobre. Mi aveva fatta stare bene. Ho iniziato a uscire la sera sperando di rivederlo ma non succedeva mai. Ogni volta che uscivo mi sembrava di vederlo, ma era solo immaginazione. Ho cominciato a sospettare che mi potesse piacere. E i miei sentimenti si sono confusi con tanti pensieri.

 

Non era più lo stesso con il mio ragazzo. Non volevo quasi mai vederlo ma lo vedevo perchè non volevo che pensasse male. Ma quando uscivamo era sempre tutto uguale. Tutto noioso. La mia noia era seppellita quando pensavo all'altro. L'ho rivisto a dicembre, sotto le feste di Natale. Abbiamo nuovamente parlato molto ma il mio ragazzo non nutriva per nulla simpatia per lui. Nonostante fossero amici da anni, improvvisamente lo riteneva una cattiva persona e anche falsa. La cosa mi ha dispiaciuta perchè alla fine non stavo facendo nulla di male se non parlarci. La sera di dicembre in cui l'ho rivisto, il mio ragazzo ha messo il muso. Non voleva che parlassi con questo ragazzo e alla fine abbiamo litigato. Gli ho detto che non era giusto mi dicesse di non parlarci e che non stavamo facendo nulla di male. Lui si scusò ma a me non piaceva per nulla quel modo di fare.

 

Quell'urlare contro di me pur non avendo fatto niente. Nei giorni successivi abbiamo avuto modo di uscire nuovamente con lui e i nostri amici. Lui in una delle uscite, chiacchierando; ci invitò ad uscire per andare al cinema con un altro nostro amico per vedere un film che avevamo già visto io e il mio ragazzo. Un film che amo e che avrei voluto rivedere. E poi anche con più amici invece che solamente in coppia. Al che risposi che mi avrebbe fatto piacere. Il mio ragazzo invece pensò bene che non avesse senso e gli rispose male. In quell'occasione litigammo così tanto che quella sera, tornata a casa; scrissi a questo ragazzo. Gli dissi che mi avrebbe fatto piacere andare al cinema con lui, una mia amica ed un nostro amico in comune. E alla fine ci andai. Il mio ragazzo se la prese molto a male ma siccome da quando stiamo insieme praticamente pare che dipenda da me; gli consigliai sia di star tranquillo che anche di uscire con amici con i quali non era più uscito da molto tempo.

 

Così fece, nonostante un sacco di storie. La sera del cinema il ragazzo in questione si sedette accanto a me. La cosa mi fece piacere. Fu una bella serata. Dopo il cinema propose di andare a prendere qualcosa in un pub. Così andammo. Mi trovavo bene a parlare con lui. Ero felice. E mi ritrovavo sempre vicina a lui, anche volutamente. Una volta terminata la serata tornai a casa contenta ma al contempo trovai 10 chiamate del mio ragazzo e un sacco di sms in cui mi chiedeva di poter prendere parte alla serata perchè aveva già salutato i suoi amici. Io non pensandoci non avevo controllato il telefono se non dopo ore. Non vedendo mia risposta aveva poi proseguito dicendomi che non era giusto come facevo e che lo avevo lasciato girare da solo per il centro della città senza dirgli di aggregarsi. Mi arrabbiai. Perchè non capivo come mai dovesse controllarmi a quel modo. In fondo non avevo fatto nulla di male. I giorni dopo ero stufa della situazione e della storia così stagnante.

 

Così, all'ultimo dell'anno, feci gli auguri a più persone per sms e anche a questo ragazzo. Il caso volle che il mio ragazzo leggesse la risposta di lui. Fece un dramma davanti a tutti sostenendo che io e quest'altro ragazzo stessimo tramando alle sue spalle. Sostenendo che non era una bella persona e minacciando di ucciderlo o fargli del male se solo io non avessi smesso di parlarci o sentirlo. Rimasi impaurita da tale reazione. La notte dormimmo assieme e la mattina dopo si alzò e si mise a piangere implorandomi di aiutarlo e di scegliere tra lui o il ragazzo. A me pareva fuori controllo. Mi faceva paura. Urlava e minacciava lui. Non voleva andarsene da casa mia. Alla fine lo buttai fuori. Mi ero così tanto spaventata che alla fine chiamai il ragazzo in questione e gli spiegai tutta la situazione. Avevo timore che il mio ragazzo andasse da lui e gli facesse qualcosa.

 

Non lo riconoscevo più. Il ragazzo in questione fu gentile con me. Mi tranquillizzò pure. Gli dissi che non ne potevo più e che lo avrei lasciato. E che dopo ciò avrei gradito vederlo per spiegargli tutto quanto per bene e anche scusarmi per averlo messo in mezzo a qualcosa per cui non c'entrava nulla. Nei giorni dopo lasciai il mio ragazzo che mi implorò in qualsiasi modo di non farlo. Gli spiegai che non si era comportato bene e che avevo detto tutto quanto all'altro per la paura. Che non lo riconoscevo e che non poteva far un dramma simile per degli auguri di buon anno.... Lui ci rimase male. Gli proposi di sentir uno psicologo per affrontare questo problema. Lui acconsentì. Nei giorni dopo si faceva sempre sentire e voleva tornare con me dicendomi che aveva capito. Andando dallo psicologo questi gli disse che soffriva di bassa autostima e che si era sentito a confronto con quell'altro ragazzo. Lo aveva visto come una minaccia per se e per me e le minacce che aveva urlato contro di lui, erano solo un modo per dimostrare la sua virilità di fronte a me. Gli consigliò di lavorare sul suo fisico visto che si vedeva brutto. Gli disse che anche il vedersi così goffo e stupido sia fisicamente che non, era motivo di imbarazzo nel presentarmi i suoi parenti. Nonostante in cuor suo volesse, non se la sentiva perchè si riteneva meno bello di me e vedeva me superiore. gli consigliò pure di smettere di restare fermo.

 

Di provare cose nuove, esperienze diverse e di maturare quindi. Tutte cose che già io gli avevo consigliato mesi prima, vedendolo così pigro e taciturno. O solo preso da me. Dopo ciò si iscrisse in palestra e iniziò a uscire con gli amici. Nel frattempo io non stavo con lui ma sentivo la sua mancanza. Mi misi a ricordare tutto quel che era stato e quanto in fondo fosse una bella persona. Quante cose avevamo vissuto assieme e quante difficoltà avevamo passato. Pensai che l'altro ragazzo fosse solo un'evasione per me, dalla storia e dalla scarsa personalità del mio ragazzo. Mi mancava tantissimo e non volevo che capisse che stava meglio senza di me. Non volevo che trovasse un'altra. Al che, uscendo con l'altro ragazzo, mi decisi di cercare di rimettere le cose a posto. Gli dissi che il mio ex aveva capito. Che si era scusato. Che aveva esagerato e che in fondo lo amavo ancora. Lui capì e si rese anche disponibile a parlare personalmente con il mio ragazzo.

 

Mi disse che si vedeva che soffriva di scarsa autostima e mi confidò varie sue esperienze andate male con le ragazze. Cose che in parte sapevo grazie al mio ragazzo il quale ogni volta mi ricordava quanto questo suo amico ci provasse con le ragazze di altri suoi amici. Quella sera però lui mi raccontò di cose simili ma non uguali. Mi disse che si, alcune ragazze impegnate nell'arco degli anni; lo avevano cercato sostenendo di voler star con lui. Lui, provando qualcosa per loro e non conoscendo i ragazzi in questione; ci aveva creduto ma era sempre rimasto deluso. Quella sera mi disse anche che comunque fosse non avrebbe mai fatto niente di male ad un suo amico. Specie al mio ragazzo. Mi disse che c'era rimasto male per tutta la cosa e che non pensava veramente di aver creato quello scompiglio. Per pochi messaggi e per qualche chiacchierata.

 

Mi disse che però, se io non avessi avuto il ragazzo che avevo; ci avrebbe provato con me e che mi sottovalutavo e ero bella. Quella sera mi abbracciò e stava per succedere altro. Ma non lo abbiamo fatto accadere. Gli dissi che non potevamo. Perchè sennò il mio ragazzo ( in quel momento ex ), ci avrebe davvero uccisi. E magari a quel punto avrebbe avuto le sue ragioni. Ci salutammo e mi chiese di fargli sapere come procedevano le cose. Mi disse di valutare bene tutto e che sperava che tutto si risolvesse in fin dei conti per noi. Il giorno dopo mi scrisse che era stato bene con me e che gli aveva fatto piacere parlare a cuore aperto con qualcuno. Cosa che faceva di rado. E che gli avrebbe fatto piacere una serata simile a quella appena passata, più in la nel tempo. Io li per lì non ero poi così presa dalle sue richieste e affermazioni perchè pensavo che fosse una persona falsa. Credevo al mio ragazzo. Al fatto che comunque quest'altro non fosse una persona seria e sincera.

 

Perchè è un ragazzo bellissimo per qualsiasi donna o uomo che lo incontri e perchè ne può davvero avere quante ne vuole. Io non lo so dove stia la verità. Fatto sta che mi sono rimessa con il mio ragazzo a fine gennaio 2015. Lui è maturato molto, mi ha presentato in casa e ha più voglia di fare. Va in palestra anche se con pochi risultati e cerca lavoro. Ha una sua macchina e si impegna per esserci sempre per me. Ma prova un profondo odio per quest'altro ragazzo. Non può sentirlo nominare. Da quella sera famosa io non ho visto più l'altro se non poche settimane fa, per caso. Lui si è fatto risentire verso febbraio chiedendomi come stessi. Gli risposi che stavo riprovando a costruire qualcosa con il mio ragazzo... Lui non so, mi è sembrato rimanerci male. Mi ha risposto bene ma in modo strano. Non era come sempre. Prima usava scrivermi tantissime cose. Dopo aver saputo della mia decisione, era quasi scostante. Contento per noi ma scostante. Tant'è che non ha mai risposto all'ultimo mio messaggio inviato su whatsapp. Non lo ha mai visualizzato. Poche settimane fa l'ho rivisto. L'ho salutato io.

 

Anche se ero in imbarazzo e non ero pronta a rivederlo. Lui si è mostrato gentile e simpatico come sempre. Bello come sempre. Mi ha dato attenzioni e mi ha stuzzicata come sempre. Mi chiedeva di me, cosa facevo, cosa avevo deciso per i miei studi, per il mio vecchio lavoro.... tutte cose che neanche ricordavo di avergli detto. Io di lui ricordavo molte meno cose. Il poco tempo in cui siamo stati a parlare è stato stupendo di nuovo e la cosa mi ha infastidita. E' stato vicino a me e a parlare con me. Avrebbe potuto non dire molto, salutarmi e andarsene anche. Eppure no. E così, tornando a casa L'ho sognato. Pochi giorni dopo ho controllato che non mi avesse bloccata su whatsapp perchè ho avuto il timore ce l'avesse con me per tutta la storia in cui era entrato nel mezzo. Così gli ho scritto una frase a caso scusandomi per aver sbagliato a mandare il messaggio. In quell'occasione ha letto anche il mio ultimo messaggio di febbraio e il resto. Non ha risposto. Ha visualizzato e basta. La cosa mi ha fatto pensare. E così l'ho sognato. Ho sognato che mi rispondeva che non ce l'aveva con me... che c'era.

 

C'era come sempre. E così come l'ho sognato quella notte di poche settimane fa, così come lo sogno ogni notte da che l'ho rivisto. Mi sta tormentando. Non se ne va dai miei sogni. Dai miei pensieri. Tutto quel che è stato mi torna in mente e tutto questo sognarlo non rende bello il rapporto con il mio ragazzo. Penso sempre a quest'altro. Lo rivedo dovunque, in chiunque, con chiunque. Ho bisogno di vederlo, di capire se c'è qualcosa con me. Se mi odia, se sono una qualsiasi ormai, se c'è del sentimento. Se sono una tra tante. Io mi sento in colpa. Perchè sento il bisogno di capire. Perchè sento il bisogno di rivederlo. Perchè non merita questo il mio ragazzo. E ripenso a quella sera e immagino se lo avessi baciato. Immagino a come sarebbe stato. E penso anche che non era e non è una cattiva persona perchè ha fatto ciò che gli ho chiesto da subito: non dire niente a nessuno dei nostri amici in comune perchè sennò il mio ragazzo sarebbe passato per una persona poco bella....

 

Sopratutto nel suo delirio dell'ultimo dell'anno. Visto che il migliore amico suo è anche lo stesso del mio ragazzo; ho avuto il timore che parlasse male di lui per metterlo in cattiva luce e per anche solo riscattarsi dall'averlo messo in mezzo a qualcosa di così pazzesco. Non ha detto mai nulla e anche quando sapeva che lo avevo lasciato, non ha detto niente a nessuno. Si è tenuto tutto quanto e tutti trattano il mio ragazzo come sempre. come anche me. Di contro anche il mio ragazzo non ha detto niente a nessuno. L'ho pregato di non farlo. Solamente che da quando sa che l'ho rivisto, abbiamo litigato. Perchè dopo ciò, non voleva che invitassi ad uscire persone che avessero a che fare con lui, avendo paura che poi uscisse anche lui e che ci rivedessimo. Dice che ogni volta che lo vedo poi la notte gli arrivano chiamate anonime e dice che è colpa di questo ragazzo.

 

Sostiene ancora che questo ragazzo mi volesse portare via da lui, sostiene ancora che sia una bruttissima persona e che non lo tolleri più. Io mi sento confusa ormai. Di nuovo. E continuo a sognare questo ragazzo. E poi, più ne parlo e peggio sto ormai. Stanotte ho sognato che proprio stavamo assieme e che ero triste perchè pensavo al mio ragazzo e a quanto non si meritasse una cosa simile. E poi lui, nel sogno; guardava le altre e io mi sentivo come sempre mi sono sentita: inferiore. Non so più che fare. Non so come fare. Questi sogni mi destabilizzano e anche non rivederlo mi fa male. Vorrei rivederlo, dirgli tutto, dirgli cosa ho provato davvero. Cosa sento davvero. Abbracciarlo e andarmene. Ma mi sento così cattiva. Così superficiale, meschina... così crudele nei confronti del mio ragazzo. Non riesco quasi a guardarlo in viso per ciò che sogno e ciò che vorrei fare. Io non so, c'è qualcosa che non va in me? Cosa posso fare? Non voglio che l'altro ce l'abbia con me o che mi dimentichi anche solo come amica. Vorrei che sapesse che esisto ancora.... che anche se ho preso la decisione che porto avanti, lui è per me qualcosa.... ma poi mi chiedo perchè dovrei dirglielo...... e mi dico anche che forse mi odia. Perchè ovviamente sennò mi avrebbe ricercata.. mi avrebbe chiesto altro... non so, sono confusa.

 

Gentile lettrice,
Grazie per averci contattato.
Mi pare di capire che la situazione che stai attraversando ti fa stare male e ti mette molta ansia. Cercherò di aiutarti a trovare un pò di serenità, ma per fare questo devi prima di tutto fare chiarezza dentro di te. Cosa provi realmente per i due ragazzi? Da quello che scrivi non è chiaro chi dei due rappresenta realmente un amico e chi il tuo compagno. Probabilmente l'atteggiamento del tuo ragazzo ha influito sul fatto che tu ti sia distaccata un pó da lui e ti sia avvicinata all'altro... Forse ti sei sentita addosso un carico di responsabilità eccessivo (tu stessa dici di essere stata quasi una mamma per lui) che non ha giovato al rapporto... Ed effettivamente, posso dirti che non è funzionale questo tipo di relazione, ritengo piuttosto che una relazione positiva si basa su un rapporto paritario! Rifletti su questo aspetto e cerca di capire cose rappresenti per lui (una mamma, una sorella, un'amica o la sua compagna?). Un altro aspetto che emerge dalla tua storia è l'abitudine, un nemico pericoloso nelle relazioni che spesso porta alla rottura. L'altro ragazzo forse ha rappresentato per te una spinta positiva nella tua vita. E' importante mantenere il rapporto vivo, stimolante e se decidi di continuare la storia con il tuo ragazzo, impegnatevi in questo: trovate delle attività stimolanti da fare, fate cose nuove, insomma fate in modo di non cadere nella noia!
Concludo facendoti una domanda: qual è il motivo che ti spinge a stare con il tuo ragazzo? Perché lo ami, perché provi compassione, perché hai paura del giudizio altrui... Trova una risposta a questa domanda mettendo da parte il benessere degli altri e pensando solo al tuo bene!
In bocca al lupo!

Dott.ssa Clelia Manganaro

 

Gentile associazione psicologi di base,

Vi scrivo perchè ho bisogno di un aiuto per poter fare un po' di chiarezza.

Scrivo da Latina, ho 37 anni, sono sposata da 10 e ho un bombo di 5. 

Fino a poco fa avrei detto che, a parte i normali problemi quotidiani ero soddisfatta della mia vita, ma ...ora? non lo so ... questo non perchè metto in dubbio le mie scelte (le rifarei altre 1000 volte) ma perchè quanto sto per raccontare ha evidenziato alcune imperfezioni ... e il bello è che mi sono complicata la vita con le mie stesse mani. 

Qualche mese fa, complice la noia ho mandato un msg ad un mio vecchio amico. Ci siamo conosciuti quasi 20 anni fa, abita a circa 400 km, e tra noi non c'è mai stato nulla, neanche un bacio, solo una sorta di punzecchiatura reciproca ma niente di più. 

Circa 6 anni fa mi è venuto a trovare, ed anche in quell'occasione non è successo nulla, ma tra noi c'è sempre questa sensazione di "insoluto" come se ci fosse qualcosa in sospeso ... dopo questo riavvicinamento lui ha iniziato a tradire la moglie ... poi ci siamo persi, fino a qualche mese fa, quando l'ho ricontattato ...

Abbiamo iniziato a scriverci.

Ci siamo sposati lo stesso giorno dello stesso anno (ovviamente con persone diverse) e anche il periodo del fidanzamento coincide quasi alla perfezione (ed è una cosa che mi sconcerta non poco), ha la stessa età di mio marito, anzi condividono anche lo stesso segno zodiacale, e spesso quando mi scrivevo con lui ... i due volti mi si sovrapponevano, anzi spesso avevo in mente quello di mio marito ...

Lui ha una bimba e si è lasciato da poco con la moglie... 

In questi mesi ci siamo scambiati un mare di messaggi e telefonate e non ero solo io a cercarlo, anzi ... mi ha detto anche cose importanti per una persona come lui. 

Parlava di quando avrei conosciuto i suoi amici e colleghi, di quando avremmo fatto viaggi, di quando avremmo fatto finalmente l'amore ... 

Io sono sempre stata chiara sul fatto che non avrei mai lasciato ne tradito mio marito perchè lo amo. 

Lui mi ha detto e scritto una marea di volte che mi desidera, che mi vuole vedere, che mi vuole bene, che gli manco e che mi ama (anche in diverse lingue)... io gli voglio bene, tanto, non ne faccio mistero e anche lui lo sa, ma non lo amo, non potrei mai ...

Ora le cose sono cambiate lui si è complicato la vita, ha iniziato ad andare a letto con la ex moglie, con il capo (è donna) e con altre due ... abbiamo allentato i contatti perchè non vuole crearmi problemi e crearsene  altri  lui ... perchè la situazione è già complicata ... io ci sto male perchè mi sento in parte responsabile e causa di questo su  "casino" ... mi sento in colpa nei confronti di mio marito ... e ho tante domande in sospeso .... perchè quando gli ho chiesto se mi avesse preso in giro ... mi ha risposto che ero l'unica donna ad eccezione della madre a non aver mai preso in giro ... dice che mi vuole bene ... ma a parte tutto questo io non riesco a staccarmi, a lasciarlo andare, mi manca, ho voglia di vederlo e sto male per tutti i casini che ha fatto ... come devo fare?

Vi chiedo gentilmente un'aiuto, in modo da capire cosa mi sta succedendo, devo anche dire che sentirlo (ovviamente) mi faceva star bene e mi ha aiutata in un periodo non facile per problemi di salute con mio padre ...

Grazie infinitamente per l'attenzione

I.

 

Gentile signora I., la ringrazio innanzitutto di aver trovato il coraggio di chiedere sostegno al nostro team di professionisti  che collaborano con la rubrica “Lo Psicologo Risponde”: mi capita invece di incontrare, spesso, persone che hanno intenzione di avvalersi di un sostegno psicologico ma che non riescono a portare a compimento questo loro bisogno.

Il riuscire a tramutare in azioni le nostre intenzioni, soprattutto quando queste riguardano un nostro profondo bisogno, non è cosa affatto semplice. Benvenuta, dunque.

Da ciò che scrive, cara lettrice, potrei supporre che ha scelto di uscire dalla sua routine quotidiana, riagganciando i rapporti, la comunicazione, con un uomo che, all’ epoca, sentiva di considerare come un suo vecchio amico.

Seppur abbia descritto il suo menage quotidiano (appena prima di rincontrare l’ uomo di cui mi scrive) come qualcosa che le dava senso di soddisfacimento, ha deciso di ricontattare questa persona per, uso la sua parole, “noia”.

Mi chiedo, cara signora I.: cosa poteva celare all’ epoca la sua noia? Cosa le avrebbe potuto comunicare la sua parte annoiata, quando ha inviato un sms al suo amico?

Qual era il suo bisogno profondo, rispetto a ciò?

Mi colpisce il fatto che ,nel descrivermi la sua situazione ed il suo vissuto, ha inteso comunicarmi che quest’uomo ha delle assonanze sia con il suo matrimonio (data di matrimonio e durata di fidanzamento) sia con su marito (segno zodiacale).

Mi colpisce anche che, da come mi descrive, lei “si è scelta” una relazione a distanza, i cui connotati sentimentali sfumano molto più verso una relazione di tipo  amicale che amorosa, vista da qui.

Mi piacerebbe invitarla a riflettere dove per lei finisce l’ amicizia ed inizia il vissuto amoroso? Cosa differenzia per lei un rapporto di amicizia da quello erotico/sentimentale?In cosa, visti i suoi sensi di colpa (mi dispiace che ne abbia!), sente di aver tradito suo marito?

Potrebbe forse il suo vissuto di colpa, nei riguardo dei suoi valori morali, apportare confusione alla sua consapevolezza circa ciò che da qualche tempo sta vivendo?

Credo che una questione centrale per lei, potrebbe essere quella di lavorare sui suoi bisogni intimi, su ciò che la relazione con questa persona le ha permesso di farla sentire bene e , soprattutto, su quali sono le cose, nel Qui e nell’ Ora della sua esistenza, che possano farla sentire davvero soddisfatta.

Potrebbero le sue risposte a queste mie non semplici domande integrarsi con la vita amorosa che intrattiene da dieci anni con suo marito?

Le auguro di intraprendere, pian piano, un periodo di amicizia ed amore profondo verso se stessa, con l’ obiettivo di chiarire i confini tra la sua parte di donna amica e la sua parte di donna amante, attraverso un percorso di ascolto dei suoi propri bisogni corporei e mentali (le due cose per me sono assolutamente inscindibili!) e di ricavare in lei (e non solo fuori da lei) le motivazioni e le energie che la possano mettere in condizioni di allontanarsi dalla noia e da ciò che non la fa sentire soddisfatta.

Buona vita

Dott. ssa Maresca

 



07 maggio 2015

Buongiorno dottore mi chiamo Antonella Minaudo, vivo a Trapani e ho quasi 46 anni.

Le scrivo per un consiglio, sono in cura presso l’ASP della mia città per una depressione, ma il medico dopo due sedute mi ha detto che non vuole continuare perche’ io non espongo il mio problema. Le sembra professionale che uno psicologo mi mandi via? Non dovrebbe essere lui ad aiutarmi a cercare il mio di problema? 

In attesa di una sua risposta la ringrazio anticipatamente

 

 

Gentile Sig.ra, 

Posso capire una sua certa frustrazione e malcontento. A volte, anche in un rapporto professionale tra professionisti e pazienti, ci possono essere delle incomprensioni o delle modalità che un paziente può a volte, non comprendere pienamente.

Lo psicologo come lei lo sottolinea, aiuta le persone. Tuttavia aiuta chi vuole essere aiutato in un processo di miglioramento, di cambiamento. Lo psicologo aiuta la persone che desidera risolvere i propri problemi, difficoltà con il supporto di un professionista che può offrire strumenti e chiavi di lettura per creare consapevolezza e strutturare un eventuale cambiamento.

Forse anche questa esperienza che forse suscita in lei rabbia e incomprensione, può esserle utile per comprendere i suoi meccanismi di funzionamento, le sue modalità relazionali, la sua relazione con la depressione. A volte, anche quello che può sembrare un fallimento o la fine di un certo percorso può essere invece l'inizio di un reale cammino di comprensione e il passo successivo che porta al cambiamento. 

 

Spero esserle stata di aiuto, augurandole di poter trovare un supporto psicologico adeguato alle sue esigenze. 

Cordiali saluti,

 

Dott.ssa Fornillo Maria Vanesa

 

Salve, sono una ragazza di 18 anni di Torino e mi definisco al quanto esausta ed esasperata per questa storisa e spero col tutto il cuore

in un suo parere. Allora l'anno scorso stavo con un ragazzo, ci siamo conosciuti fino in fondo, non litigavamo mai e sapevamo essere

non solo fidanzati ma anche migliori amici. Ho fatto la cavolata di lasciarlo perche c'era un altro che mi corteggiava e mi

sentivo in colpa perché ci stavo, ma non l'ho tradito. Lui ci è stato tanto male, ha pianto anche davanti a me e io quando ho capito di

aver sbagliato lui era troppo arrabbiato per tornare insieme e doveva partire per tutta l'estate.

 

Parte per tutta l'estate ma ogni sera ci sentiamo, quando torna a settembre dice di non volere più tornare perche sa che ci rilasceremo

e che da quando mi ha lasciata ha deciso che non mi avrebbe più amata. Decido di lasciarlo perdere e allora iniziamo a sentirci

rarissimamente anche perché io cercavo di stare con altri, invanamente, e lui si divertiva in discoteca. Abbiamo continuato a sentirci,

poi a marzo per il suo compleanno gli ho chiesto di rivederci e con tanta fatica sono riuscita a stringerci un patto che se uscendo di

nuovo insieme non sarebbe successo niente, mi sarei arresa. Prima uscita nulla di che, seconda uscita mi bacia e terza uscita la cosa

cresce di più cosi gli chiedo di tornare ma lui mi dice che non vuole storie serie e che mi vuole solo bene e che se ha voglia di baciarmi

sarà per gli ormoni (prima mi schivava eh ) e che quindi gli sembrerebbe di usarmi.

 

Ah, da quando ci siamo rivisti, ci sentiamo ogni giorno L'altro giorno mi ha continuato a dire che mi vuole bene, che non vuole storie

serie e che vuole solo fare sesso con le ragazze.. Gli ho detto che mi sta bene... Al pomeriggio ci siamo visti e si è comportato in modo

diverso, mi ha baciata da subito, poi di solito ero io che mi mettevo il suo braccio intorno ma sta volta l'ha fatto lui, come anche che mi

ha fatto sedere sulle sue gambe. 

Poi io gli avevo fatto un libriccino su di noi e lui l'ha letto, mi ha baciata e non ha protestato quando gliel'ho messo dentro la tasca.. Mi

ha detto che non riuscirebbe a immaginare che io non facessi più parte della sua vita

 

Poi mi baciava sul collo e a me fa solletico e mi ha detto che dovrò riabituarmi.Mi ha promesso che anche se avremo litigato ci sarà al

mio compleanno  Poi voleva conoscere mia nonna  E la cosa strana è che mi ha salutata con un bacione e dicendomi "ciao stronzetta"

con l'aria allegra Però per messaggi fa l'ambiguo ed è sempre "non lo so" o i bacini per dire che sono tenera ma non sa che dire.. Cosa

dovrei pensare?

 

 

 Carissima Lettrice comprendo la tua confusione. Mi pare di capire che il comportamento del ragazzo di cui mi parli sia ambiguo.

Le relazioni a volte non sono facili. Dalle tue parole emerge un rapporto sia di tipo sentimentale/intimo ma anche amicale. Penso che a

volte le situazioni possano diventare ambigue per poca chiarezza del ruolo che si assume nel relazionarci all’altro. Attualmente si sente

spesso parlare di “amicizie” con risvolti diciamo più profondi e intimi. Sarebbe opportuno tenere ben chiara la differenza tra amicizia e

relazione amorosa. Comprendo che spesso tale distinzione non sia sempre facile, varie possono essere le implicazioni emotive. Dalle

tue parole mi pare di comprendere  che il tuo “amico” non sia interessato ad una relazione esclusiva, cioè solo con te, ma sia

interessato ad avere altre esperienze con altre ragazze e al tempo stesso emerge un affetto nei tuoi confronti e un interesse ad essere

presente al tuo compleanno e di conoscere tua nonna.

 

Mi pare di capire che tu abbia avuto interesse per un altro ragazzo e successivamente ti sia sentita in colpa per non essere stata

corretta nei confronti di quello che al tempo era  tuo ragazzo.

Il volere bene ad una persona, nel senso amicale del termine non dovrebbe essere confuso con l’essere innamorati. Un sentimento più

profondo che implica il volere stare solo con quella persona. Comprendo che sia difficile prendere una decisione sul da farsi. Dalle tue

parole non emerge se il ragazzo in questione abbia la tua stessa età o sia più grande. Potrei pensare che siate coetanei.

Spesso accade che quando due persone si lascino non ci sia una rottura subito immediata ma una tendenza a continuare a sentirsi, può

accadere il cosìdetto ritorno di fiamma ma spesso alla base c’è la difficoltà a lasciar andare le abitudini e una persona che già ci

conosce per nuove esperienze, nuovi incontri. In questo caso non mi riferisco a relazioni solo superficiali ma in particolare alla

difficoltà di costruire/creare con un'altra persona lo stesso livello di confidenza fiducia e sintonia.

È opportuno comprendere l’importanza di prendere una decisione netta seppur difficile.

 

Dott.ssa Sabrina Laccu

 

 

 

Buongiorno e grazie per questa opportunità.

Mi chiamo Nicoletta e scrivo da Padova. Ho 39 anni e sono mamma di uno splendido bambino di 6 mesi. Io e il suo papà (47 anni) ci

siamo conosciuti 14 anni fa e dopo una breve relazione non ci siamo più visti per tutti questi anni. Quando ci siamo rincontrati a

settembre dell'anno scorso i nostri sentimenti erano sempre gli stessi e ciascuno di noi si è "liberato" delle relazioni ormai sopite

coi relativi compagni.

A gennaio ho scoperto di essere incinta e fin da subito lui ha manifestato il suo disappunto perché, pur avendo un gran desiderio di

avere un figlio con me, ha visto in questo un grosso problema nell'affrontare la questione con suo figlio più grande di 11 anni, che ha

manifestato un rifiuto quando si è accennato il discorso (gli ha detto "se tu avessi un altro bambino, ti vorrei sempre bene

ma non vorrei più vederti), considerato anche che la sua ex è agguerrita e non vede l'ora di separarli per sempre. Per questo a tutt'oggi

non ha detto niente a nessuno (suo figlio, ma nemmeno a suo fratello e suo papà). Avendo l'affidamento del bambino più grande ogni

15 gg per il week end e data la difficoltà di far sparire ogni volta tutte le cose mie e di questo bimbo ho deciso di lasciare la casa che

avevamo preso in locazione e tornare dai miei. Inoltre stando li c'erano molte più possibilità che qualcuno ci vedesse e palesasse

l'esistenza di questo figlio. Ora viene lui a trovarci ogni 15 gg. 

Mi dice che sono un egoista perché non capisco che anche per lui è difficile ma che vuole trovare un modo per fare meno danni possibili

al suo primo figlio che è in un'età difficile e comunque ha una mamma che non si farebbe problemi a usare questo fatto per far del male

al papà e quindi anche al loro figlio. 

Io non ce la faccio a vivere così, perché una soluzione non la vedo e credo che lui la verità non la dirà mai. 

Aiuto.

 

 

Gentile scrittrice,

dalle Sue parole comprendo come stia affrontando una situazione non facile.

In una nuova coppia, la gestione dei rapporti con i precedenti compagni può essere complessa, in particolare quando ci sono dei figli.

Mi sembra di capire come la difficoltà sia proprio riguardo questo aspetto: il Suo compagno, per cercare di tutelare il rapporto con Suo

figlio, non ha parlato del bambino che avete avuto insieme. Ciò, forse, in seguito ad una conversazione con il figlio, dove questo ha

detto "se tu avessi un altro bambino, ti vorrei sempre bene ma non vorrei più vederti”. Si può quindi ipotizzare come il comportamento

del Suo compagno sia in conseguenza al timore di non vedere più il figlio, o, come Lei stessa accenna, che la precedente compagna

possa “sfruttare” di questa situazione per rivalersi sull’ex compagno.

Nella complessità della vicenda, però, ci siete anche Lei, come attuale compagna, e vostro figlio. la scelta, di certo non facile, di tornare

a vivere dai Suoi genitori, non aiuta però a costruire il vostro senso di coppia. Riconoscendo la difficoltà che il Suo compagno ha nel

gestire questa situazione, è però opportuno che vi confrontiate riguardo alle possibili “conseguenze” – mi passi il termine – che tale

scelta può implicare - come ad esempio, la possibilità che suo figlio scopra indirettamente del vostro bambino. Alla luce di ciò, mi

domando se pensare “insieme” un modo per comunicare tale notizia possa dare a Lei e al Suo compagno il sostegno necessario per

vivere “apertamente” come famiglia.

Mi chiedo anche se possa pensare di rivolgersi ad uno psicologo per affrontare questo delicato momento in coppia – ciò anche per dare

la possibilità ad entrambi di esprimere il proprio vissuto  rispetto alla situazione, mantenendo la linea del dialogo.

Se volesse iniziare ad affrontarequesti temi con me sarei ben felice di farlo.

Sperando di averle dato qualche spunto di riflessione, Le faccio un grande in bocca al lupo.

Cordialmente,

Dott.ssa Sara Marinelli.

 


30 aprile 2015

Non riesco ad avere un rapporto sereno con mia figlia di 22 anni
Mi aggredisce verbalmente  e alza la voce per nulla 
non si riesce a stare insieme.
Nonostante ci vediamo ogni tanto quando ci incontriamo e' inevitabile lo scontro.
Mi sono separata da suo padre 3 anni fa e li ho lasciati (lei e il padre) a casa mia (di mia unica proprieta') mentre io sono andata a vivere in una piccola casa dove pago  l affitto.
Purtroppo lei ha preso il mio posto affettivamente, il mio ex la difende a spada tratta, e mia figlia non vuole piu che io rientri a casa mia ma vuole che ne viva lontano.
Veramente assurdo!!!
Soon una persona ipovedrnte invalida al 100%  e per questi continui maltrattamrenti verbali vorrei ne fosse informatio il giudice.
Cosa mi consiglia? 
Esiste qualcuno che si possa prendere cura di me a parte uno psicologo?
Vivo nell indifferenza per la mia solitudine e sono giudicata da lei anche per i soldi che spendo se magari vado un giorno in vacanza.
Penso che senz altro avro' sbagliato, ma non cosi tanto da meritare tutto cio'
Cordialmente
D. V.

 

 

 

Gentilissima Domenica,

mi rendo conto che vivere con una disabilità al 100% implichi un notevole disagio tuttavia sono stato colpito dalla sua intraprendenza a voler vivere una sua vita autonoma lasciando, credo con dolore, la sua famiglia. Nella lettera non ci scrive le motivazioni che l'hanno portata a prendere questa decisione tantomeno viene menzionata la natura dello scontro fra Lei e sua figlia. Non nego che inizialmente ho ponderato la possibilità di un normale scontro generazionale fra una madre e una figlia che cerca di farsi spazio nel mondo. Tuttavia sono rimasto colpito dalla frase “....per questi continui maltrattamrenti verbali vorrei ne fosse informatio il giudice” in quanto ho provato a guardare la situazione da un'altra prospettiva e mi sembra che anche da parte sua non ci sia una piena volontà al dialogo con sua figlia in quanto se è questo che emerge nella vostra relazione penso che sua figlia si senta in un certo senso aggredita, quindi respinta.

Quello che potrei indicarle è di riflettere sulla rabbia che avvolge il vostro legame per cercare di trovare un punto di inizio insieme. Finchè una delle due parti non si ferma a fare questo il conflitto continuerà a perpetrarsi nel tempo.

 

Cordiali saluti,

Dr. Tuccio Domenico Savio

 





23 aprile 2015

Vado diretta al punto...un consiglio x non sbagliare quello che sto facendo, soprattutto verso di me. 2 mesi fa ho conosciuto un ragazzo..un colpo di fulmine entrambi..appena conosciuti lui mi dice che deve partire x lavoro e starà fuori un paio di settimane..ho accettato la situazione senza esitare...mi ha coinvolto dal primo momento che lo visto e così anche lui. Ci siamo sentiti praticamente tutti i giorni finché non è tornato e ci siamo conosciuti un po..è andata benissimo..la cosa ci ha preso mentalmente oltre che fisica . poi è partito di nuovo x lavoro e ci siamo sentiti tutti i giorni finché non è tornato di nuovo. E la situazione ci ha preso ancora di più. .si è aperto con me raccontando  del suo passato con una sua ex..ci ha convissuto 3 anni poi lei ha scoperto un bel giorno di avere la sclerosi multipla..lui sapendo questo gli stava molto vicino senza fargli pesare il problema..un bel giorno lei ha deciso di lasciarlo e da li lui ha iniziato un periodo di depressione è stato molto male. Sono passati 6 anni.. si sono sentiti anche rivisti, lui con la speranza di tornare insieme, invece lei non aveva nessun interesse è stata con altri ma non ha voluto tornare con lui.

Lui è andato avanti in questi 6 anni ha avuto altre storie però ogni volta che lei si faceva viva x sentirlo lui stava male..morale della favola..sono 2 mesi che ci frequentiamo e la cosa ci sta prendendo sempre di più..finché prima di pasqua appare dal nulla la famosa ex con gli auguri x il compleanno di lui e lui inizia la sua confusione mentale e con me inizia a diventare strano..ci passo sopra e cerco di capirlo comprende visto che aveva sofferto in passato..è tornato da fuori dal suo solito lavoro e siamo stati molto bene cosa che non credevo..a pasqua ha ricevuto di nuovo la chiamata di lei e li lui ha avuto di nuovo la sua fatidica confusione mentale ma questa volta più forte, che  è arrivato al punto che la vuole incontrare x capire lui cosa prova ancora e sapere lei cosa vuole pur sapendo che lui frequenta un altra persona . dice che lo deve fare perché ogni volta che la sente lui va in paranoia. ..anche sapendo di aver paura di perdermi, dice che deve rischiare perché non può continuare con queste paure ogni volta che lei si fa viva.

 Lui dice che tiene molto a me, prova dei sentimenti e non vuole perdermi però deve risolvere questa situazione una volta x tutte sennò starà sempre così. Lui vorrebbe che io comprendessi e mi metto Buona buona ad aspettare l'eventi...non lo pretende però me lo dice perché sa che mi può perdere...io più di mettermi da parte in questa situazione altro non posso fare...ci sto male tantissimo e non so cosa devo fare come agire..io lo amo!!! Ma  lui ama me???...datemi un consiglio vi prego!!!! Vi ringrazio...

 

 

 

 

Gentile lettrice,

innanzitutto le chiedo scusa per il ritardo nella risposta e la ringrazio per essersi  rivolta alla nostra rubrica.

Ho letto con molta attenzione la sua lettera e immagino le emozioni, che possa provare in questo momento, delusione, dolore e paura.

Io non posso dirle se sta facendo degli sbagli o meno, quello che posso dirle essere “giusto”,  è fare quello che sente e quello che sente essere giusto per lei. Lei ora sta male, come è ovvio quando  si teme che la persona che si ama si allontani, cosa  a lei la fa stare male? Ha seguito i suoi sentimenti nel lasciarsi andare con questo ragazzo, nel farsi coinvolgere in questi due mesi..ora che sta cercando di mettersi da parte quali sensazioni, quali sentimenti sta seguendo. Lui le ha chiesto di farsi da parte, provi a riflettere sul perché ha accettato. A cosa obbediva quando ha detto che l’avrebbe compreso?

Da quello che mi racconta, sembra che il suo ragazzo sia ancora legato alla sua ex e tengo a specificare che per legato non intendo che nutra dei sentimenti per lei, ma che per lui lei è un legame irrisolto, che ogni volta attiva in lui qualche sua parte, di cui probabilmente non è molto consapevole o che comunque ha difficoltà a gestire. In sei anni ha avuto varie storie eppure ogni volta che lei si è ripresentata nella sua vita lui si è comportato come se questi sei anni non fossero passati e questa dinamica potrebbe durare ancora per molto tempo, almeno fino a quando il suo ragazzo non metta in discussione il senso che da a questo vecchio legame. A questo punto lei dovrebbe domandarsi se è in grado di tollerare questa presenza nella vostra storia? Se è in grado di rimanere da parte per diverso tempo?  Parte di queste risposte arriveranno sentendo il dolore che prova ora, provando a pensare a quali sono le sue aspettative nei confronti di questo ragazzo, a cosa vuole da lui.

Se riesce a rimanere il più possibile in contatto con ogni emozione che prova in questo momento potrà arrivare a fare la cosa più giusta per lei. Nel frattempo, se non ce la fa a riflettere su questo potrebbe darsi del tempo , provare a sentire come sta in questa condizione di “stare un po’ da parte”, si potrebbe dare un tempo limite e poi provare a decidere per la soluzione che la fa stare meglio. Deve cercare di essere il più possibile sintonizzata su sé stessa perché il rischio che può correre è quello di cadere nella stessa confusione del suo ragazzo e di smarrirsi anche lei.

Se lo ritiene utile, può contattarmi di nuovo e potremmo provare insieme a riflettere su questi spunti che le ho fornito.

La saluto calorosamente.

Dr.ssa Marzia Dileo



22 aprile 2015

salve,

sono una donna di 33 anni di varese sposata da 8 anni. sto vivendo un momento molto doloroso e al contempo "arricchente". esco da un anno e mezzo da 2 lutti che si sono succeduti a distanza di pochi mesi. prima mio padre ( con il quale ho avuto un pessimo rapporto perche' alcolizzato, e nonostante cio' l'ho amato ed accudito essendo anche figlia unica e mancando mia madre morta 12 anni fa).. e poi sono rimasta incinta  ma mi e' morta la bimba al 7 mese di gravidanza. una tragedia, un dolore incolmabile.. mio marito buon uomo che mi ama, mi si e' allontanato durante il lutto. ha sofferto parecchio anche lui senza riuscire ad esprimersi. io ho trovato rifugio in una cara amica ( molto piu grande di me, che e' single), verso la quale gia' da anni provavo sentimenti forti, ma non consapevoli. in breve me ne sono innamorata da morire.. al punto di corteggiarla, con delicatezza..e poi esprimere tutto quel che provavo. abitiamo distanti, non siamo vicine.. lei ha in parte incassato il mio atteggiamento con serenita' senza mostrare disappunto. .ma mi ha rifiutato in definitiva. Io provo una forte attrazione fisica e mentale nei suoi confronti ed e' stata dura tenerla sotto controllo senza risultare pesante con lei.non l'ho mai sfiorata con un dito, ma ho avuto reazioni di gelosia e di insofferenza, se ad esempio di botto non rispondeva ai miei messaggi.. un po come se "fossimo fidanzate".

 

Avrei preferito che lei non assecondasse da tutt'inizio il mio modo di fare, perche' questo suo "esserci" sempre, ha lasciato spazio a mie interpretazioni a mio favore ( anche se in effetti un po di battute ambigue anche lei le ha inviate).. e io sto molto male.. ho tentato per ben 2 volte di allontanarmi da lei ( ormai sono stata solo io a cercarla.. in parte mi ha tagliato fuori dalla sua vita ..) ma tutte le volte l'ho ricercata, anche sono per sentirla con un messaggio.. perche' questo mi fa sentire viva, e penso di amarla aime'. non le dico la paura che ho provato a stare in mezzo a  una situazione del genere.. paura che ho scaricato anche su di lei.. che avevo paura fosse "spaventata o disgustata " da questo mio sentire.. adesso mi sono allontanata ancora una volta.. perche' anche lei ha fatto tira e molla.

 

Cioe' succedeva che per un po rispondesse sempre quasi subito a messaggi miei, e io mi ci abituavo e mi accendevo.. poi decideva di sparire.. e li' io avevo reazioni di rabbia.. come se mi avesse abbandonato.. lei ha capito il meccanismo e andava avanti un po cosi'.. adesso io sono stanca d soffrire.. io non la vedo piu solo come amica, io la amo e la desidero, quindi ogni sua chiusura e' un rinnovo della ferita di rifiuto da parte sua purtoppo. non mi spiego pero', e vorrei che qualcuno mi desse una mano a capire un po, perche'nonostante non mi voglia come "amante, compagna".. pero' si dimostri sempre disponibile alle mie richieste di attenzione e penso"gradisca", l'essere pensata e attenzionata da me. sarebbe piu' consono allontanarsi del tutto dalle mie richieste.. data che lei ormai di sua spontanea volonta' non mi cerca piu'.. ecco mi sento doppiamente in crisi.. perche' ingenuamente ho pensato che magari lei non sia ancora pronta,ma che senta qualcosa.. e in tutto questo il mio matrimonio ( che va su e giu' emotivamente).. e' stato messo in discussione da parte mia.. perche' sono in piena crisi d'identita. lei risponde a pieno a tutte le esigenze , affettive, mentali ed anche sessuali ( perche' mi piace e non poco).. alle quali mio marito non'e' paragonabile.. ho una grande paura.grazie di aver letto 

 

 

Gentile lettrice,

la ringrazio di aver scritto alla nostra rubrica “Lo Psicologo Risponde”.

Innanzitutto le vorrei porgere i miei complimenti per l’ analisi profonda e dettagliata che ha fatto, nel descrivere come si sente e cosa sta vivendo in questo delicatissimo periodo della sua vita: da come mi ha descritto la sua situazione potrei ritenerla una giovane donna che lavora su se stessa, che ha una capacità di analizzare il suo vissuto ben fuori la norma.

Questa capacità, che potrebbe avere ognuno di noi, di approfondire, da un punto di vista umano, relazionale e psicologico, ciò che ci accade e ciò che accade intorno a noi, è uno step, a mio avviso, necessario e fondamentale per cercare di migliorare il proprio status.

Le faccio le mie condoglianze per le sue due dolorose perdite.

La morte di suo padre e quella della sua bambina potrebbero essere stati traumatici per lei e per suo marito, attivando in voi due delle dinamiche, per affrontare l’ accaduto, che vi hanno allontanato più che avvicinato.

Questa situazione sembra essere ben frequente tra le coppie che vivono, soprattutto, un lutto rispetto alla prole.

Mi scrive, cordiale giovane donna, che a seguito di queste tre separazioni (suo padre, sua figlia ed emotivamente suo marito) si è sentita attratta da una persona a lei molto amica, del suo stesso sesso, dalla quale adesso si sente rifiutata, grazie ai silenzi che questa donna le regala.

Mi ha scritto “penso di amarla”, riferendosi a questa donna, che ha su di lei un grande ascendente, sia da un punto di vista fisico che psicologico.

Cosa ha fatto questa donna, cara lettrice, per meritare il suo amore? E’ bastata l’ attrazione fisica e mentale che prova per lei ad indurla a pensare che la ama?

Mi scrive che ha temuto di “spaventare e disgustare” (i termini sono i suoi) questa donna per quello che sente di provare per lei. Mi verrebbe da chiederle: come mai? Ha mai cercato di affrontare questa situazione in maniera esplicita con questa donna? Sarei interessata a capire se, forse, non è lei stessa, cordiale lettrice, ad essere “spaventata e disgustata” da ciò che crede di provare in questo periodo per una persona del suo stesso sesso.

Da ciò che mi scrive, ci sono dei “tira e molla” sia da parte sua che da parte di questa sua “amica”.

I “tira e molla” spesso sono atteggiamenti frequenti in una relazione , quando sta sul nascere, dove si annusa l’ altro per cercare di calibrare e mettere a fuoco i comportamenti migliori per raggiungere insieme gli obiettivi e i desideri.

Gli atteggiamenti di “andare e venire”, di avvicinarsi e di allontanarsi, di appartenere e di slegarsi,  se prolungati, possono condurre a situazioni e a vissuti confusionali, sentimenti di dispersione e rabbia, come quelli che, da ciò che mi scrive, sembrino domiciliare in lei, cara lettrice.

Per aiutarla a fare chiarezza dentro di lei, gentile giovane signora, dovrebbe procurarsi della chiarezza intorno a lei, vedrà che questa cosa le faciliterà la comprensione di ciò che le sta accadendo.

Visto che la sua amica ha adottato un atteggiamento passivo, rispetto a voi due, a ciò che accade alla vostra coppia “di amiche” (la virgoletto perché non sembrerebbe essere una relazione amicale) le consiglio di trovare un modo chiaro e preciso per riavvicinare questa donna e chiederle di definire lo status quo che intercorre tra voi due.

Le consiglio, dunque, di confrontarsi realmente con questa donna, di abbandonare leggermente le sue paure e le interpretazioni che dà alla sua “amica”. Soltanto così, sebbene capisco quanto può essere difficile e quanto può essere spaventata (a causa anche delle sue recenti e importanti perdite) potrà decidere cosa è meglio farsi.

Senza un reale confronto rimarrebbe, forse, costantemente nel non definito e nel dubbio.

Infine, ma non per questo meno importante, trasparirebbe, a mio avviso, non senza giustificati motivi, una forte dinamica da parte sua rispetto “l’ abbandono”.

Le auguro di poter lavorare, anche con l’ aiuto di una persona competente che le possa dare sostegno, sulle perdite che ha duramente subito e sul grande dolore che ne è conseguito.

Spero di esserle stata d’ aiuto, buona fortuna .

Le auguro una buona e serena vita.

Dottoressa Anna Maria Maresca





16 aprile 2015

Salve, ho 30 anni ho un comportamento che sta diventando un problema grande la questione è che non riesco a capire i miei sentimenti , ho conosciuto e frequentato tanti uomini di diverse età e premettendo che vorrei sposarmi far famiglia cerco sempre relazioni serie le avventure non le cerco per niente, ma appena frequento un uomo penso subito che sia quello giusto ,mi piace, sono gelosa , mi manca addirittura mi dichiaro innamorata ...perché in realtà in quel periodo lo provo veramente un sentimento forte tanto che parlo subito di convivenza gli presento la mia famiglia ...ma poi appena qualche uomo incrocia il mio sguardo e prova a conoscermi io non riesco a dirle no ...

è come per magia mi dimentico totalmente della persona che frequentavo, da lì tutto ciò che provavo per il mio compagno lo provo per uno conosciuto da pochi giorni , e il problema che mi turba di più è che non riesco più a stare con il mio compagno incomincio a non sopportarlo a vedere mille difetti in lui la relazione finisce e lo dimentico subito ...io non voglio più essere così perché ho fatto soffrire troppi uomini e io in realtà non sono felice ho solo queste forte emozioni che mi fanno vivere bene le giornate ma poi mi rendo conto che è un continuo non riuscirò mai ad amare nessuno e a crearmi una famiglia. Ditemi cosa posso fare grazie

Carissima lettrice, comprendo il suo interesse nel porre chiarezza alle sue esperienze relazionali. Ciascuno di noi ha un suo modo particolare di relazionarsi ed esistono diversi tipi di relazione ma tutte possiedono in comune l’obiettivo di connettersi, unirsi nel rispetto reciproco grazie alla comunicazione verbale, emozionale e fisica. Per le persone è importante il bisogno di sentirsi ascoltati e compresi. Essere compresi non significa essere d’accordo con l’altro. Comprendere significa dare spazio anche ad idee diverse dalle nostre. Una relazione non è qualcosa di perfetto, ideale, immediato. Spesso si pensa che per entrare in relazione con l’altro l’obiettivo sia proprio questo, mentre è importante la libertà di scelta e saper unire le differenze e raggiungere un giusto equilibrio e soddisfacimento relazionale. È opportuno cercare di essere onesti con se stessi e non etichettarsi come buoni o cattivi perché in questo modo censuriamo quello che c’è dentro di noi che non sia in accordo con l’etichetta che ci siamo dati. L’essere umano è molto complesso ed essendo inserito in una società con valori, principi, credenze religiose ne viene influenzato.

Nella nostra società attuale si sente parlare sia di “obiettivi tradizionalisti” cioè sposarsi e avere figli ma anche di altre esigenze e traguardi come laurearsi, realizzarsi con un buon lavoro, una relazione amorosa, che non necessariamente implica il matrimonio in quanto atto legale, ma non meno importante (prima ci si sposa in municipio e solo dopo per motivi religiosi in chiesa). Il ruolo della donna nei tempi moderni ha subito una grande evoluzione e miglioramento a livello di riconoscimento di pari opportunità e diritti e questo ha influenzato anche il modo di relazionarsi.

Mi pare di comprendere che il suo interesse per un uomo svanisca velocemente non appena si presenti un'altra possibilità e che ci sia una sorta di idealizzazione iniziale della persona incontrata, gli dichiara il suo “amore”, gli presenta subito i suoi genitori, mentre forse sarebbe opportuno soffermarsi a pensare se le azioni siano guidate dalla fretta e se siano presenti le giuste motivazioni e conoscenza dell’altro. Mi pare di capire che appena incontra un'altra persona subito trova difetti nella persona che prima aveva detto di amare. Mi chiedo se l’idea di relazione e famiglia sia realmente un suo desiderio consapevole o forse la paura di stare da sola. Dalle sue parole non emerge se oltre alle sue esperienze con gli uomini abbia avuto anche la possibilità di sperimentare momenti per se stessa ossia senza un uomo e abbia avuto la possibilità di intraprendere relazioni amicali e comprendere cosa significhi essere innamorata di una persona e distinguere tale sentimento da infatuazioni transitorie. L’innamoramento e poi l’amore più maturo è “costruito insieme” attraverso le esperienze, la comprensione reciproca, fiducia, fedeltà, pazienza, errori e incomprensioni e risoluzioni. Sarebbe opportuno riflettere sul fatto che una famiglia e prima ancora una relazione sono esperienze che seguono tappe precise e non dovrebbero essere forzate e ricercate a tutti i costi. A volte può anche succedere di volere qualcosa come un rapporto amoroso serio ma al tempo stesso averne paura e allontanarsi (individuare difetti o caratteristiche non apprezzabili) quando si configurano i presupposti per poter realizzare il “desiderio” e al tempo stesso aver paura di soffrire.

L’amore può essere visto come un viaggio incerto e talvolta confuso ma c’è la possibilità che sia meraviglioso con alti e bassi e la voglia di trovare l’aspetto meraviglioso porta a rischiare.

Dott.ssa Laccu Sabrina



15 aprile 2015

Salve sono una donna di 48 anni separata e da circa 10 anni ho una relazione con un ragazzo di 31 anni. I primi 5 anni abbiamo vissuto la storia in piena libertà ,una storia molto passionale che ci ha presi entrambi e ci ha portato ad innamorarci l'un l'altro. Poi è iniziata la sofferenza perchè sapevamo bene che era una storia destinata a finire proprio per la differenza d'età. Arriva una sua ex e lui decide di provarci con lei, a mio parere un suo modo per risolvere nel miglior modo possibile. Drammatico il distacco per entrambi, una grande sofferenza. Lui nonostante preso da questa ragazza continua a cercarmi ed io faccio lo stesso.

Diventiamo amanti ma intanto lui costruisce la sua storia. Dopo circa un anno io decido di rivelare la nostra storia alla sua ragazza , non so cosa mi spinge a farlo, forse la gelosia , forse una soluzione per farli lasciare o per chiudere definitivamente questa storia, fatto sta che dopo un grande litigio decidono di continuare a stare insieme. Finisce invece tra noi ed io mi sento un po delusa ma sinceramente liberata da questo incubo. Passa piu di un anno senza contatti ed un pomeriggio viene a cercarmi a lavoro, me lo trovo di fronte e mi dice che voleva rivedermi, gli mancavo. Ricomincia tra noi ma non ci vediamo spesso perchè lui , dopo la rivelazione del tradimento, non puo muoversi tanto liberamente ma non vuole rinunciare a me. A novembre scorso ho deciso di finirla perchè negli ultimi incontri avevo notato che si dimostrava assente e taciturno, viveva l'incontro con ansia ed inquietudine e lui stesso ha ammesso questo, non riusciva a rilassarsi e godere di quel momento con me. Una settimana fa si è ripresentato , vuole riprovare a vedermi perchè mi pensa continuamente e non vuole proprio rinunciare a me. Non so che fare ne cosa pensare...vorrei capire perchè mi cerca, come vive questa storia con me, come vive il rapporto con l'altra. Spero che lei possa aiutarmi a fare chiarezza ,ne ho veramente bisogno grazie.

 

Gentile Sig.ra,

La ringrazio per averci scritto e spero poter aiutarla a fare chiarezza.
I motivi che spingono una persona a voler stare con un’altra sono determinati da una serie di variabili, da una storia personale, da un bagaglio di esperienze, da rappresentazioni di se stesso e dell’altro che determinano azioni, comportamenti e modalità relazionali ed affettive.

“vorrei capire perché mi cerca, come vive questa storia con me” … mi chiedo se forse cercare di comprendere le sue (proprie) aspettative, rappresentazioni e desideri le permetterebbe magari di padroneggiare maggiormente la situazione complessiva e comprendere meglio le sue azioni, comportamenti, reazioni e modalità relazionali nei confronti di questa persona?
“Finisce invece tra noi ed io mi sento un po’ delusa ma sinceramente liberata da questo incubo” Magari a bisogno di capire realmente cosa si aspetta e desidera di questa relazione per trasmettere un messaggio e avere forse, di conseguenza, un atteggiamento maggiormente coerente con quanto pensa e desidera?
Possiamo ipotizzare che forse fare chiarezza in lei le permetterà di avere maggior padronanza della situazione, e del tipo di relazione che desidera intraprendere a livello affettivo : “Lui nonostante preso da questa ragazza continua a cercarmi ed io faccio lo stesso “,  “Ricomincia tra noi ma non ci vediamo spesso perché lui, dopo la rivelazione del tradimento, non può muoversi tanto liberamente ma non vuole rinunciare a me”.

 

La saluto cordialmente,

 

Dott.ssa FORNILLO MARIA VANESA



14 aprile 2015

Salve mi chiamo Paola ho 24 anni e da 2 anni che sono sposata. io mi sono sempre illusa che mio marito potrebbe cambiare ma passando i giorni e gli anni lui e sempre lo stesso e da un periodo che penso a divorziare ma non sono sicura al 100%.Ultimamente più di una volta ho sognato che io lascio mio marito ma dopo torno dinuovo da lui perché me ne sono pentita che significa questo sogno??
Vivo in Germania

 

 Gentilissima Paola,

la vita di coppia spesso non è molto semplice in quanto viene richiesto un adattamento alle caratteristiche dell'altro. Vero è che l'adattamento deve essere reciproco perchè in un rapporto a senso unico si rischia di ritrovarsi nella situazione che Lei sta attualmente vivendo, ovvero la speranza che l'altra persona possa cambiare avvicinandosi di più a quelle che sono le proprie richieste e i propri disideri e nel frattempo che suo marito cambi Lei si è sempre più adattata a lui , forse, negando o eclissando parte della sua persona.

Tuttavia non mi è chiaro se di questo suo disagio suo marito ne sia consapevole, se ne avete parlato, cosa ne pensa in merito; in quanto se per suo marito tutto va bene difficilmente ci potrà essere un cambiamento. Ecco che nei sogni si permette di poter dare una svolta alla sua vita ma quando lo fa emerge la sua insicurezza pentendosi del gesto fatto a maggior ragione se al di la del rapporto con suo marito Lei non può affidarsi all'ascoltoa di un amica/o e/o familiare vicino a lei.

A questo punto quello che potrei proporLe è di vedere insieme, se possibile, a suo marito questo suo disagio magari rivolgendosi ad un terapeuta di coppia, e se ciò non fosse possibile  quantomeno provando a cercare di fare chiarezza sulle sue sicurezze/insicurezze con un percorso personale.

Saluti

Dr. Tuccio Domenico Savio




8 aprile 2015

Ciao a tutti,
Sono una ragazza di 27 anni e da qualche mese vivo nella confusione più totale e non so come poter fare!
Mi rivolgo a voi perché non posso parlare o chiedere consigli a nessuno per paura di essere giudicata oppure peggio ancora scoperta perché...
A ottobre del 2014 ho intrapreso un nuovo percorso lavorativo che mi sta portando via molto tempo ma che tengo a tenere stretto...sono fidanzata da 10 anni e convivo da 2.
È proprio in questo nuovo percorso lavorativo che incontro lui, uomo affermato nel lavoro, mio responsabile ma convivente e da pochi giorni padre di 2 figli.

 

Appena lo conosco, il suo modo di fare mi dava sui nervi e poi...Man mano che ci conoscevamo non riuscivo a non pensare a lui e all'attrazione che si è andata creando.
Anche lui mi palesa questa sua attrazione e al dopo cena di Natale ci siamo lasciati andare con dei baci, ma sin dall'inizio palesando il fatto che entrambi abbiamo altre vite e altre persone che ci aspettano...

 

Negli scorsi mesi abbiamo continuato ogni tanto a vederci dopo il lavoro e a scriverci...ma senza andare oltre il bacio...
Lui ha paura di continuare a lasciarsi andare oltre il bacio perché non vorrebbe rovinare il nostro rapporto di amicizia creato e non vorrebbe che un domani ne potrei soffrire se dovessimo chiudere la situazione perché per lui sarebbe solo sesso.
Ora io, con il mio compagno sto veramente soffrendo perché non voglio lasciarlo ma so che quanto è successo è grave all'interno di un rapporto...allo stesso tempo non riesco a dimenticare l'altro è lavorando insieme è difficile poterlo dimenticare del tutto e sinceramente non vorrei farlo!

 

Come posso fare a dimenticare? Sarebbe meglio cercare un altro lavoro per riuscire? Perché non vorrei dimenticare ma non riesco e non voglio e sinceramente non so come fare perché spero che il rapporto con questa persona possa continuare anche se non dovesse

lasciare mai la sua famiglia..mi vergogno di ciò ma non so come fare!
In attesa di un vostro aiuto...vi ringrazio!!!

A.S.

 

 

Cara A.S., per prima cosa la ringrazio per averci accordato la sua fiducia e per averci parlato di una parte della sua vita molto intima.

Dalla sua lettera credo di sentire l' incertezza e la paura per una situazione che non sta prendendo certo alla leggera, quindi vorrei darle degli spunti di riflessione che potrebbero aiutarla a fare un po' più di chiarezza nella sua mente e nel suo cuore.

Partirei con il lavoro, che lei dici le sta portando via molto tempo ma che vorrebbe tenerti stretto: il lavoro in sè le dà soddisfazione? Qual è il bisogno che la tiene così legata ad esso?  Il lavoro è una parte fondamentale nella vita di una persona e quindi credo sia importante capire per quali motivi vogliamo continuare una certa mansione o a lavorare in un determinato posto.

Collegandomi proprio all'ambiente lavorativo le chiedo rispetto a questo uomo: cosa potrebbe essere cambiato perchè quello che prima le dava sui nervi si è poi trasformato in attrazione? Da quello che scrive sembrerebbe che lui vorrebbe impostare una storia di "solo sesso", lei cosa ne pensa di questa cosa? È quello che vorrebbe? C'è qualcosa che questa relazione le da e che non trova (o non trova più) nella relazione con il suo compagno?

Parlando infine proprio della sua lunga relazione, immagino che stia soffrendo per quello che succede ma si è chiesta perchè? C'è qualcosa nella vostra storia che non le va più bene? Vorrebbe lasciarlo per quello che è successo? O magari potrebbero esserci altri motivi che riguardano lei e il suo compagno che le fanno pensare che vorrebbe mettere fine alla vostra storia? Provi ad immaginare di lasciarlo...come fantasticherebbe sul futuro? Si  immaginerebbe da sola o vorrebbe magari provare a vedere se e come potrebbero funzionare le cose con l'altro uomo?

 Gli spunti che le ho dato sono tanti ma credo che per una situazione così complessa e delicata sia giusto farsi bene queste domande e provare a rispondere per capire bene che cosa vuole, di cosa sente di avere bisogno in questo momento!

 Infine vorrei dirle che immagino possa sentirsi giudicata e abbia vergogna ma non dovrebbe perchè tutti nella vita possiamo trovarci ad affrontare situazioni difficili e non sapere bene come gestirle!

 

Purtroppo la decisione rispetto a quello che sarebbe meglio fare  non può dirgliela nessuno, se non lei stessa, ma parlarne con qualcuno potrebbe esserle utile per aiutarla a trovare delle risposte e a non sentirsi sola in questo percorso che, li auguro, potrebbe portare più chiarezza e serenità nella sua vita.

 Le faccio un grande in bocca al lupo per tutto.

 

Un caro saluto

 Dott.ssa Maria Concetta Capuano




3 aprile 2015

Mi chiamo Laura, sto affrontando una separazione abbastanza difficile dal mio convivente nonché padre di mio figlio. Lui se ne andrà di casa entro una decina di giorni ma il nostro rapporto non è mai stato buono ed è peggiorato da quando è nato nostro figlio. Lui è diventato ipercritico e mi rimprovera per qualunque cosa. Questo comportamento mi ha esasperata ma ho sempre risposto a tono, senza mai lasciarmi intimorire. Nel frattempo ha infatti iniziato a insultarmi pesantemente sia per quanto riguarda il mio ruolo di madre che di donna. Sta di fatto che finalmente la separazione è alle porte ma temo per il futuro, ovvero che nelle occasioni di incontro (dovute alla presenza di nostro figlio) continui a insultarmi.

Per questo, lo so, ci sono gli avvocati e difatti avrò a breve un colloquio con uno di loro. Mi rivolgo a voi per un altro motivo, difatti da circa una decina di giorni sto cercando di non replicare in alcun modo alle sue offese, trattenendomi il più possibile. Da quando lo faccio però, mi sento debole, la mia forza diminuisce. Non capisco perché. E soprattutto non capisco se è la cosa giusta da fare. Non voglio urlare per il bene di mio figlio ma allostesso tempo non voglio che il mio ex pensi di potermiannientare con le sue parole. Sono combattuta.Grazie dell'eventuale risposta.

 

Gentile scrittrice,

dalle Sue parole comprendo la difficoltà del momento che si trova ad affrontare.

Mantenere una buonarelazione tra genitori quando non si è più in coppia è, spesso, una sfida. Mi sembra di capire come i rapporti con il Suo ex compagno siano caratterizzati da scambi verbali importanti – riferisce come lui la rimproveri e critichi. A queste “provocazioni” – mi passi il termine –però Lei cerca di non replicare, al fine di mantenere un clima quanto più sereno per Suo figlio. Mi colpisce come riferisca che, da quanto “trattiene”, si sente “debole, la forza diminuisce”. La stanchezza, spesso, è proprio in reazione allo sforzo che si fa per non dire / fare qualche cosa: ci stanca di più ciò che non diciamo / facciamo. Questo per rimandarle come la sensazione di fatica che avverte è lecita: da parte Sua sta facendo un grande sforzo per tutelare Suo figlio e mantenere un rapporto con il padre. Tutto ciò, però, comporta un dispendo di energie psicofisiche che le provoca spossatezza. Quello che può fare è trovare un modo “altro” per dire ciò che sente al Suo ex compagno, così che questo non abbia la sensazione di poterla “annientare”, ma, allo stesso tempo, le permetta di non sentire l’esigenza di “urlare” in presenza di vostro figlio – timore che ha espresso.

In questo vostro momento come famiglia è importante che Lei ed il Suo ex compagno troviate un modo per essere “genitori con”, cioè troviate delle modalità per gestire la vostra “co-genitorialità”. Anche se non siete più una coppia rimanete insieme genitori di vostro figlio. In quest’ottica emerge il bisogno di trovare un modo per potersi esprimere – anche nella diversità delle idee. Tutto però dipende da “come” questo viene fatto. Come ha Lei stessa detta, per gli aspetti di “gestione” ci sono gli avvocati, ma per quelli “relazionali” potreste pensare di rivolgervi ad un mediatore familiare o, se lo ritenesse, ad uno psicologo – anche con colloqui individuali. Questo al fine di trovare un nuovo modo di relazionarvi, così che anche Lei non senta eccessivamente il bisogno / fatica di “trattenersi”.

Se volesse iniziare ad affrontarequesti temi con me sarei ben felice di farlo.

Sperando di averle dato qualche spunto di riflessione, Le faccio un grande in bocca al lupo.

Cordialmente,

Dott.ssa Sara Marinelli.



Salve, sono una ragazza di 18 anni e sono fidanzata da quasi 1 anno con un ragazzo di 22.

Ci siamo conosciuti nel ristorante in cui lavoriamo. (premetto che lui si trova a 300 km da me)

 Lui mi ha subito cercata, mi ha scritto subito nel mese di Luglio e dopo svariati tentativi di conquistarmi nel mese di Agosto ci siamo iniziati a frequentare.

Le scrivo perchè lui è stato con una ragazza per ben 5 anni, nel 2013 si sono lasciati , ma nonostante questo, un giorno durante una cena ho preso il suo cellulare ed ho trovato un messaggio di lui inviato a lei proprio a Luglio; proprio in quei giorni in cui lui mi diceva che ero la sua anima gemella ecc..ecc..

Mi dice spesso che non gli importa più di lei e che ora ci sono io e che sono tutto per lui.

 

Ma un altro episodio è avvenuto pochi mesi fa, quando guardando delle foto su facebook ho visto un suo "mi piace" ad una sua foto. Lui mi ha subito detto che si era sbagliato e neanche ci aveva fatto caso.

Stò diventando veramente pazza per questa sua ex, non penso e non voglio vivermi questo rapporto così. Lui mi dice di continuo che mi ama e che vuole stare tutta la sua vita con me e che nei suoi progetti futuri vengo sempre considerata, ed è vero però non sò proprio cosa pensare! Sto diventando veramente ossessionata da questa storia! Per favore mi dia un consiglio, e mi dica cosa ne pensa, se lui pensa ancora a lei oppure no.

 

Grazie in anticipo.

 

Cara lettrice, dalle tue parole mi sembri molto combattuta, perché da un lato sembri essere molto contenta di come ti abbia conquistata il tuo fidanzato e dei suoi progetti futuri che vuole condividere con te. Dall’altro però non ti esprimi sui tuoi sentimenti nei suoi confronti e ti mostri molto irritata al pensiero che lui possa allontanarsi da te. Sembri essere preoccupata dal confronto tra la tua attuale storia d’amore e quella passata (durata più a lungo)…ma non si tratta di una gara, non vince chi dura di più, perché ti vorrei far riflettere sul fatto che la loro storia (sebbene sia stata più duratura rispetto alla tua finora) è comunque finita, quindi non devi necessariamente preoccuparti proprio perché quella è una storia terminata. Se fosse stata più soddisfacente, non credi che il tuo fidanzato l’avrebbe continuata? Invece ha scelto te.

Capisco che alcuni suoi passi possano creare in te dei dubbi, però è anche vero che tu stessa ti definisci “ossessionata”, forse perché in fondo tu stessa riconosci di dare più importanza del necessario a dei dettagli che di per sé possono solo indicare che lui ha dei contatti con la sua ex. Secondo me, le persone non possono essere cancellate completamente come avviene con i dati che cestiniamo dal computer, Possiamo essere pronti a voltare pagina, a cambiare vita, a chiudere una storia, a dimenticare le persone con cui non ci troviamo più, ma questo non significa che la nostra mente annulli qualsiasi riferimento collegato a quella persona da cui ci siamo allontanati. Dei ricordi passati, secondo me, non sono di per sé allarmanti o capaci di minacciare la tua storia d’amore.  Se per te, invece, il solo pensiero della sua ex ti spaventa, non possiamo certamente impedire che il tuo ragazzo li ricordi ma puoi esprimergli il tuo malcontento per poi trovare un compromesso tra le sue e le tue esigenze.

Non posso dirti se lui pensa ancora a lei, tanto da allontanarsi da te. A questa domanda può rispondere solo lui.Ti invito, quindi, ad esprimergli con sincerità i tuoi dubbi e vedrai che dopo questo confronto avrai elementi in più per capire se lui tiene veramente a te.

Dott.ssa Anna Verde

 

 




31 marzo 2015

Salve,

Mi chiamo Magda, ho 25 anni e vivo a Torino da 16 anni.

Due anni fa ho iniziato a lavorare in un villaggio turistico, dove ho conosciuto la mia attuale amica/collega, amica dal primo momento che ci siamo conosciute, con un forte senso di protezione verso l altra. Adesso, dopo due anni siamo preoccupate, perché nel corso di questi due anni sono accaduti fatti e situazioni strane. Mi spiego meglio, parlo di una strana simbiosi che, con il passare del tempo peggiora. Preciso che non possiamo essere parenti perchè lei é sarda ed io rumena e viviamo molto lontane una dall altra. Per esempio; ad Aprile 2014 ho avuto un incidente con l auto e lei dopo 3 mesi anche. L estate tutta una crisi con il fidanzato, e dopo nell inverno pure io "ad entrambe con depressione " ,poi tutto risolto a febbraio. Nel corso degli anni abbiamo vissuto sintomi, malattie ed altro in perfetta sintonia, con ritardo massimo di una settimana. (Ma non abbiamo dato importanza).

Nel mese di Febbraio 2015 , tutto é aumentato... spalla bloccata, anche lei, si sveglia al mattino va a lavoro, mi scrive che ha l orzaiolo all occhio destro, io mi alzo e noto l orzaiolo all occhio destro. Lei mal di testa, subito anche io, o viceversa e queste sono solo alcuni esempi. Ora vorrei capire, che stá succedendo? Cosa succederá? Sará frutto della nostra imaginazione? Grazie.

 

Gentile Magda,

La ringrazio per averci scritto. Il mondo come lo percepiamo è collegato, in parte, alle nostre credenze, al nostro bagaglio socio-culturale, alla nostra personale interpretazione di eventi e situazioni. In certi casi si può leggere, in chiave molto diverse, una successione di eventi attribuendo talvolta a fattori interni (le proprie azioni, comportamenti) talvolta a fattori esterni (cause esterne) la causa di quello che avviene. A volte la mente e il corpo possono esprimere (somatizzando) certe emozioni o “desideri” e a volte i nostri comportamenti psico-fisici possono essere influenzati dalle nostre credenze ed aspettative. Forse questa sua relazione peculiare “una strana simbiosi … forte senso di protezione verso l’altra” e l’apparente succedersi di eventi simili può forse essere dovuto, in parte, a un desiderio di rispecchiarsi nell’altra? Magari sarebbe interessante per lei comprendere la natura della relazione e il ruolo che questa persona ha nella sua vita? Quanto lei si identifica a questa persona? Cosa rappresenta per lei? Mi chiedo se forse in questo modo potrebbe attribuire magari nuovi significati a dolori fisici o eventi che tendono in qualche modo a mantenere tale “simbiosi”?

Spero esserle stata di aiuto, la saluto cordialmente

 Dott.ssa FORNILLO MARIA VANESA

 

SALVE,

SONO VEDOVA DA 18 ANNI HO PERSO MIO MARITO IN UN INCIDENTE STRADALE. É USCITO DI CASA PER RECARSI A LAVORO E NON É PIÙ TORNATO.

HO 48 ANNI E SONO RIMASTA SOLA ALL' ETÀ DI 29 ANNI CI SIAMO SPOSATI QUANDO LUI AVEVA 28 ANNI E IO 26 SIAMO STATI INSIEME 2 ANNI E 10 MESI.MI SONO ACCOMPAGNATA CON UN UOMO PIÙ GRANDE DI ME DOPO 6 ANNI DI SOLITUDINE CIOÈ A 35 ANNI.

IN QUESTI ULTIMI ANNI SOGNO MOLTO FREQUENTEMENTE MIO MARITO, CHE NEL SOGNO NON ANCORA SPOSATI MA FIDANZATI DA MOLTO TEMPO, LUI  MI LASCIA PER UN' ALTRA .

I SOGNI HANNO SEMPRE LO STESSO SIGNIFICATO MA OVVIAMENTE OGNUNO DIVERSO DALL' ALTRO.

PERCHÉ FACCIO QUESTO SOGNO IN MODO COSÌ RICORRENTE? 

QUANDO MI SVEGLIO SONO SEMPRE MOLTO TURBATA E STO MOLTO MALE,SOFFRO MOLTO.

GRAZIE A PRESTO ROSY.

 

RISPOSTA

Carissima Rosy,

spesso i nostri aspetti più profondi, le emozioni, i sentimenti che cerchiamo di tenere a bada, di controllarli, di non sentirli tornano fuori attraverso modalità diverse che possono andare dalla somatizzazione ai sogni.

Da considerare sempre che i sogni sono una produzione del nostro inconscio in maniera criptata, ecco perchè è necessaria una interpretazione soggettiva. Tuttavia questo sogno ricorrente le provoca un notevole disagio turbandola e facendola star male.

E' evidente che nel sogno viene riproposta la separazione/abbandono subito in seguito all'incidente. Una separazione da cui Lei non avrebbe voluto, una separazione che si potrebbe dire “prematura”, stavate vivendo ancora l'idillio della coniugazione. Come nel sogno, nella realtà suo marito Le è stato strappato via da qualcun'altra.

Allo stato attuale non conosco come ha proseguito la storia con l'altro uomo, se state ancora insieme oppure vi siete lasciati. Di sicuro non si lasci prendere dai sensi di colpa per sognare suo marito con ricorrenza ma accolga il messaggio di questi sogni, ovvero un probabile disagio per una elaborazione del lutto non proporiamente avvenuta al punto che forse non riesce a lasciarsi andare in altre relazioni.

Ci tengo a precisare che le mie possono essere solo interpretazioni, e a distanza, e sarebbe stato molto più utile poterne parlare di persona in modo da confrontarci meglio e approfondire meglio.

La mia indicazione sarebbe quella di concedersi la libertà di vivere la Sua vita affrontando il passato che emerge ancora nel presente e che le provoca delle difficoltà.

Le auguro di trovare le emozioni che cerca,

Cordiali Saluti

Dr. Tuccio Domenico Savio


Salve ho un gran casino di problema.....   ho discusso con una persona a me amica.... ke ha accusato me e tutta la  famiglia di aver rubato della legna....  

effettivamente è una mezza veritá  xke si è portata via per riportarla pulita e tagliata.... a lei gli e arrivato un video  ke riprendeva mio zio con il carico di  legna....  lei se le presa e ci ha accusati  pesantemente.... io ovviamente mi sono messa dalla parte della mia  famiglia.... ora lei vuole  chiarire con me.....

xo la mia famiglia  non vuole ke io chiarisco con lei perché dicono che sta  cercando di portarmi via  da casa..... io vorrei x vivere meglio ma loro non vogliono..... io non so davvero piu ke fare.... mi potete dare un  consiglio voi?

Firmo anonimo ho 23 anni e vengo da

siena

 

Gentile Ragazzo,

mi sembra di percepire dalla sua lettera una grande confusione. Come Lei stesso afferma il problema va chiarito e ovviamente Lei è chiamato a

prenderne parte. 

Riporto alcune Sue citazioni sperando di fare un po' di luce alle sue perplessità:

 "io vorrei x vivere meglio ma loro non vogliono....." "....effettivamente è una mezza veritá xke si è portata via per riportarla pulita e tagliata.... "

Bisogna che Lei scelga se stare dalla parte della sua famiglia oppure no..."

Cordialmente la saluto.

 Dr.ssa Varotto

 

Gentile dottoressa sono una donna di 37 di Napoli,sono qui a scriverle perché ho  tradito il mio ragazzo con il mio migliore

amico..cercavo risposte su  internet e ho trovato il suo sito.Ora le racconto la mia storia.Questo mio amico si  sta separando e ha un

figlio,la separazione è molto dolorosa per lui in  quanto l'ex moglie non vuole fargli vedere il bambino in più ha perso il padre da poco

più di un mese per una tumore..insomma si trova in una condizione  veramente triste...abbiamo la stessa età siamo amici d'infanzia

tant'è che sono  andata pure al suo matrimonio.

 

Negli ultimi 5 mesi il nostro rapporto di  amicizia è diventato più assiduo a causa soprattutto dell'agravvarsi della malattia  del padre ci

sentivamo quasi tutti i giorni...le ore a parlare a telefono..il padre muore gli sto vicino..dopo un po'di giorni usciamo insieme e dopo

aver  mangiato una pizza, scoppia una passione stravolgente che non avevo mai  provato prima..facciamo sesso come se ci

conoscessimo da una vita,sapeva come  toccarmi baciarmi e tutto il resto..un sesso allo stato puro che mi ha fatto  eccitare

tantissimo...ci siamo visti altre volte ed è stato sempre fantastico...poi una  sera lui mi vede strana è io gli confesso di sentirmi in colpa

verso il mio  ragazzo..allora lui mi dice di sentirsi un verme e che preferisce interrompere la  nostra relazione perché non vuole

rovinarmi la vita..mi vuole troppo bene e  preferisce la mia amicizia che il sesso...

 

io riesco a convincerlo a vederci ancora e lo rifacciamo...poi lui parte perche lavora fuori...e una sera a telefono mi  dice che si era

visto con una ragazza e che avevano fattosesso..mi sono ingelosita  moltissimo ma non potendo, per ovvie ragioni, incazzarmi, mi sono

limitata  a dirgli che forse era meglio che non ci vedevamo più perché non volevo  distoglierlo da una possibile relazione seria..ma lui mi

dice che non ha alcuna intenzione di avere una ragazza perché la cosa più importate è suo figlio e in  previsione di una, seppur piccola,

probabilità che il bimbo venga affidato a lui  non vuole che il bambino possa trovare a fianco a lui una donna che non sia sua madre e

magari altri figli...

lui però  intuisce la mia gelosia e io glielo confesso ma poi gli dico anche che capisco la situazione è che di certo io non ho alcun diritto  

verso di lui..comunque dopo una serie di discorsi decidiamo ancora di  vederci..facciamo un sesso strepitoso stupendo

divino...parliamo ancora un po'di  noi e dalle cose che mi dice mi viene il dubbio che lui pensa che io possa innamorarmi di lui e io a mia

volta credo che la ragazza con cui si vede sia solo  un'invenzione tanto per vedere la mia reazione..anzi ne sono  convinta.Riparte vuole

sempre che io gli mandi foto di me nuda video..mi dici che  lo faccio impazzire e eccitare tanto e che non aveva mai provato 

un'attrazione così..io gli mando foto,video e sono disposta a fare di tutto con  lui...passiamo giorni ad eccitarci a telefono..Poi una sera

mi dice che doveva vedersi con questa persona..mi dice alcune cose che mi feriscono,anche se non  credo all'esistenza di questa donna.

 

Stavolta sono io a dirgli di voler interrompere la relazione...lui ci rimane male ma  non insiste..dopo qualche giorno mi pento e vorrei

ritornare indietro ma  lui niente...non vuole sentire ragioni..dice che non vuole rovinare il nostro  rapporto di amicizia perché mi vuole

molto bene e vuole vedermi felice con il mio  ragazzo e con dei bambini..ci tiene troppo a me come persona per pensarmi solo  dal

punto di vista sessuale...e che fino a quando questa attrazione non sarà  passata preferisce non sentirmi pur volendomi un bene

assurdo....io vorrei tanto  continuare a fare sesso con lui a mandargli foto video di me nuda e sentirmi dire che lo faccio impazzire che

lo faccio eccitare da morire che il mio  corpo seppur imperfetto gli piace un sacco ...che mi sta  succedendo?e  soprattutto come uscire

da questa situazione?

M.

 

Gentile signora, grazie della sua lettera.Ha descritto in maniera molto ricca cosa la relazione con il suo migliore amico significhi per lei.

Mi sembra infatti di capire che in questo uomo lei abbia trovato un partner che la soddisfa precipuamente dal punto di vista sessuale.

Mi chiedo allora quale funzione abbia il suo ragazzo, cosa sente che la tiene legata ancora a lui? Visto il suo tradimento ha considerato

l'idea di lasciarlo?Che significato darebbe al tradimento verso il suo ragazzo? 

 

Non saprei dirle cosa le stia succedendo; mi sembra però che in questa fase della sua vita lei abbia scisso in questi due uomini, con cui

ha una relazione contemporaneamente, aspetti diversi di una relazione sentimentale. 

 

Forse un possibile modo per uscirne sarebbe quello di chiudere entrambe le relazioni e trovare una terza persona che integri le qualità

dell'uno e dell'altro e che possa quindi rispondere meglio ai suoi bisogni. Lei cosa ne pensa?

Spero di esserle stata utile e non esiti a ricontattarci se dovesse aver bisogno.

La saluto.

Dott.ssa Giovanna Stecca





25 marzo 2015

La figlia maggiorenne ( 21 anni ) della mia compagna non mi accetta da quando la conosco .. Il padre gli diceva che ero un buono a nulla e ne stavo approfittando della mamma .. Quando lui invece la tradiva con un altra, ex marito gli disse che non la amava più e 9 anni fa si sono separati... Siamo una copia da sette anni, io o 56 anni lei 46... ogni uno di noi abita nella propria casa e in un comune diverso ...Sei mesi fa con la mia compagna ci siamo lasciati causa una mia banale discussione con la figlia ...  da qualche settimana siamo di nuovo una copia ...  La mia compagna non può dire alla figlia che stiamo di nuovo insieme .. La ragazza dice !! Se vengo ha sapere che ti vedi con lui non ti rivolgo più la parola e non ti guardo più in faccia..

Qualche giorno fa  o invitato la mia compagna ha cena e si son fatte le tre del mattino .. La figlia stranamente e rientrata prima e il giorno dopo a litigato con la madre accusandola di averla lasciata sola ..ti sei vista con lui ..  La mia compagna mi a detto che gli a dovuto mentire e dirle che era con dei colleghi ..  lo vista molto turbata  da questa situazione .. E credo che voglia mollate di nuovo la nostra storia .. Tra stress da lavoro figlia gelosa e gestione della casa  ( al rientro trova tutto da fare piatti bucato  ecc ecc con una donna in casa ) Io credo di non aver proprio possibilità  di un seguito con lei .. O sempre rispetto lei come persona e le sue decisioni .. E sopratutto sono innamorato di una bella persona qual'è .. Cosa potrei fare mollare io pensando che lei possa soffrire  meno o aspettare.. Distinti saluti Ignazio

 

Gentile lettore, innanzitutto la ringrazio per aver chiesto un aiuto alla rubrica "Lo Psicologo Risponde".

Spero che la mia collaborazione le potrà essere di sollievo e la potrà aiutare rispetto a come si sente e rispetto a ciò che potrebbe fare per migliorare la sua situazione.

 

Da ciò che mi scrive, sembrerebbe che lei, Sig. Ignazio, stia vivendo da un pò di tempo una situazione difficile  con la sua compagna, connotata da una relazione con la giovane figlia che si sta opponendo, secondo i comportamenti e le considerazioni che lei mi ha riportato, alla relazione che intrattiene con sua madre.

Certo, per la ragazza, molto probabilmente la separazione dei propri genitori, vissuta in piena adolescenza, non sarà stata cosa semplice da vivere e forse non è ancora superata.

 

Vivere una separazione importante, nella vita di ognuno, spesso causa vissuti sensibili di fragilità e di insicurezza, se a questa situazione universale si associa anche il fatto di averla vissuta in un periodo così delicato, come è l' adolescenza, lei, caro lettore, potrebbe ben capire come questa giovane donna possa essersi sentita e possa tuttora sentirsi.

A volte, proprio per paura e timore di perdere gli affetti cardinali, gli adolescenti reagiscono mettendo alla prova arduamente le persone dalle quali hanno timore di non ricevere amore, attraverso gelosie e comportamenti possessivi che, nel suo caso, impediscono alla sua compagna di viversi una relazione sentimentale intima in maniera serena ed autentica.

 

Forse, la figlia della sua compagna la vive, gentile Ignazio, come un intruso e per la presentazione che il padre le ha fatto di lei, probabilmente la accusa dell' allontanamento definitivo della madre verso suo padre.

Le consiglierei di non sostituirsi alla figura paterna e al contempo di parlare sinceramente con la ragazza allo scopo di trasmetterle ciò che lei prova per la madre e al fine di farle comprendere, qualora fosse così, che la relazione tra lei e sua madre non toglie amore, affetto ed attenzione alla relazione tra lei, la ragazza, e la sua mamma.

 

Mi colpisce, come la sua compagna, in quanto madre, non riesca ad arginare i comportamenti della ragazza, non riesca a non farsi manipolare dai comportamenti ricattatori e provocatori che attiva nei confronti della mamma, da come lei mi scrive: "!! Se vengo ha sapere che ti vedi con lui non ti rivolgo più la parola e non ti guardo più in faccia."

A chi serve, davvero, nascondere la vostra relazione? A lungo termine, queste continue bugie potranno far soffrire non soltanto lei, cortese lettore, ma anche la sua compagna e sua figlia.

 

Perchè vergognarsi di amare? Per evitare che la ragazza ventunenne soffra, lei mi scrive.

Essere sinceri con la ragazza è un gesto d' amore genitoriale importante, che procurerà in lei, sul momento, forte frustrazione ma a lungo termine, se sostenuta e compresa emotivamente, le garantirà sicurezza e stabilità, la metterà in grado di muoversi ed organizzare i nuovi equilibri alla luce della verità.

 

Se, caro Ignazio, sostanzialmente è davvero questo il problema tra lei e la sua compagna; se il timore di perdere nuovamente la sua compagna fonda le radici in un rapporto poco genitoriale e ben più amicale che "la sua donna" intrattiene con la figlia, il mio consiglio è cercare di stabilire un nuovo equilibrio familiare (in questo caso, come spesso accade, si parla di famiglia allargata); le consiglio, dunque, di ridefinire i ruoli (il suo in quanto compagno della madre, quello della sua fidanzata in quanto madre e donna e quello della ragazza in quanto figlia) attraverso anche dei "NO", che servono a definire ruoli e spazi personali di tutti, da rispettare, in quanto necessari al benessere personale, imprescindibili per una buona vita di comunione.

Le auguro buona vita, signor Ignazio.

Alla prossima.

Dott. ssa Maresca





23 marzo 2015

Buonasera, 

Sono un ragazzo di 21 anni ed ho un problema con la mia ex ragazza.

Noi abbiamo un bambino di 2 anni e tra tira e molla siamo stati insieme 4 anni.

Io non sono mai stato fedele e l'ho fatta molto soffrire, lei mi ha sempre perdonato e siamo sempre tornati insieme nonostante i miei continui tradimenti e periodi in cui ero distaccato assente e non la consideravo minimamente.

 

Lei è sempre stata lì per me finché nel 2013 dopo che l'ho lasciata per l'ennesima volta per un'altra mi fa capire che si è stufata e vuole andare avanti. Io mi sono subito reso conto che la stavo perdendo e sono partito alla carica per riconquistarla ma niente da fare,  ricevevo continui rifiuti e in più aveva cominciato a frequentare altri ragazzi ed io stavo andando fuori di testa. Mi trattava male e diceva che non sarebbe mai più tornata con me che non mi voleva più e che l'amore si era trasformato in amore fraterno.

 

Passati circa 4 mesi d'inferno una sera ci vediamo per la festa di compleanno del nostro piccolo e abbiamo l'occasione di andare a fare un giro in macchina da soli io e lei, quella sera mi ha confessato che è stat la con altri ragazzi e che si è frequentata con uno per qualche settimana ma si è resa conto che non gliene importava nulla e che non era come stare con me. Io al settimo cielo tento di rimanere un po' freddo di fronte a questa confessione per non far trasparire la felicità che in quel momento mi aveva travolto.

 

Sempre quella sera l'ho riaccompagnata a casa e prima di uscire dall'auto mi ha dato un bacio. Potete immaginarvi quanto ero felice di questo. Da lì calma piatta ancora per un mesetto finché non mi fa capire che vuole tornare con me. Così abbiamo ricominciato e piano piano siamo tornati insieme.

Passati circa 6 mesi io ricomincio a sentirmi annoiato dal nostro rapporto e a trascurarla nuovamente. Premetto che avere un figlio a quest'età non è facile e spesso mi sentivo come in gabbia. Dopo circa 5 mesi in cui l ho trascurata e maltrattata (nonostante lei mi continuasse a ripetere che non mi avrebbe mai lasciato e che mi avrebbe aiutato a superare questa crisi) una sera ci siamo visti per parlare del nostro rapporto e le ho confessato il mio desiderio di staccarmi da lei, lei scoppia in lacrime dicendo che pensava volessi sistemare le cose e invece io mi volevo solo staccare da lei. Dopo questa discussione mi dice che è finita e che questa volta la decisione la prende lei.

 

Io ovviamente non pensavo facesse sul serio e quindi non mi sono preoccupato più di tanto e ho deciso di continuare a farmi sentire e sistemare le cose. Sono passati quasi due mesi e lei non  sembra proprio intenzionata a tornare, anzi, mi dice che ora sta bene senza di me che è felice e guarda avanti e finalmente non fa più incubi la notte e non si sveglia con l'ansia della mia assenza.

Io le ho provate tutte le ho addirittura detto che sono disposto a sposarla perché ho capito che non posso vivere senza di lei ma non è servito a nulla mi ha detto che con me non ci tornerà mai che mi vede al suo fianco in futuro ma non come fidanzato. Mi ha detto che mi ama ma come un fratello e che non mi porta rancore. Mi ha confessato che da quando si è imposta di non corrermi più dietro ha funzionato e che non gliene frega più niente. Che le ho fatto così male che ha dovuto imporselo di smettere di amarmi. L'altra sera mi ha ribadito che anche se si obbligasse non riuscirebbe a tornare con me perché non è ciò che vuole.

 

In più da qualche giorno ha iniziato a trattarmi come fossi un caro amico mi abbraccia e mi racconta le cose senza problemi. Ho notato che spesso cerca il contatto fisico ma non sembra turbata anzi la vedo tranquilla e felice. Questa cosa mi fa star male perché ho paura che ci abbia messo una pietra sopra e ho paura di esserle davvero indifferente!  Io mi chiedo come in un mese possa aver cambiato così radicalmente i suoi sentimenti visto che fino ad un mese prima di dirmi queste cose cercava un appartamento per noi 3.

Aiutatemi per favore non so come risolvere. 

 

P.s se volete potete rispondermi anche privatamente a questa mail ma anche sul sito va bene.

 

Grazie in anticipo dell'attenzione. 

 

Marco

Gentile Marco, grazie per averci scritto.Mi scuso se la risposta arriverà dopo qualche giorno di attesa ma non mi è stato semplice capire la sua lettera e trovare dei suggerimenti per lei.

Trovo infatti molta confusione nel suo racconto: la storia con questa ragazza mi sembra caratterizzata da molta instabilità fin dal principio sia da parte sua sia da parte della sua ragazza. Forse anche per la vostra giovane età, più vicina a quella di due adolescenti che a due adulti. Eppure in questa altalena che è stato il vostro rapporto avete concepito (programmato o capitato?) un figlio e ora siete genitori.

 

La vostra coppia è sempre stata messa in discussione ma questo non vale per il ruolo di padre. Tutta questa confusione nel vostro rapporto che ripercussioni ha avuto e ha tuttora su vostro figlio? 

Forse è una cosa buona che ora lei sia separato dalla sua ragazza perchè potrebbe essere una occasione per crescere e maturare come persone singole. Ma credo che sia lei Marco sia la sua ex compagna forse avreste bisogno dell'aiuto di un professionista per innanzitutto decidere se siete ancora coppia o no e, una volta presa una decisione in questo senso, stabilire come essere genitori responsabili nella vita di vostro figlio.

 

Nella sua lettera, infatti, lei Marco riporta tutto ciò che è accaduto fra lei e la sua ex ragazza e suo figlio compare come fosse un personaggio sullo sfondo: mi sembra come se lei fosse ancora concentrato più sui suoi bisogni che su quelli di suo figlio che potrebbero essere ad esempio quello di avere diritto ad una stabilità emotiva e affettiva dell'ambiente (inteso persone significative) che lo circonda, a ricevere le attenzioni necessarie alla sua crescita e maturazione...

 

Forse le potrebbe essere utile una riflessione anche rispetto al significato che ha questa ragazza per lei: quando era insieme a lei la tradiva ora che è stato lasciato la rivuole...non le sembra un po' ambivalente questo atteggiamento? Eppure avrà un significato che forse andrebbe indagato.

La saluto e le faccio il mio in bocca al lupo.

 

Dott.ssa Giovanna Stecca



Salve mi sento in un momento di confusione pazzesca .mi sto  separando con mio marito .il nostro matrimonio non andava gia' da molto tempo .abbiamo avuto sempre litigi.abbiamo due figli di 19 -17 anni.ora che ci stiamo separando lui in casa non fa altro che pungere con le parole.mi fa sentire in piu' in casa.e non fa altro che dire che ho distrutto la famiglia mi se non vado d accordo con te .ho 40 anni e vorrei solo rifare una vita serena ma avvolte non so .neache io .ora passo le mie giornate pensando e pensando ma se mi trovo sempre nello stesso ambiente domestico la mia vita non cambia.ho una persona che mi piace .ed e' reciproca.mi devo sentire in colpa per i figli

 

Cara lettrice,

dalle tue parole avverto un forte disagio per la situazione che stai vivendo. Parli di un matrimonio che sta per finire, di un marito con cui non vai più d’accordo, dei tuoi figli che sembrano dover assistere passivamente a questa separazione. Da quello che dici non riesco a capire cosa provi davvero per la fine del tuo matrimonio, né i sentimenti che provi nei confronti dei tuoi figli e viceversa dei sentimenti che loro stanno provando in questa situazione. I tuoi figli, per quanto grandi siano, restano pur sempre “figli” e come tali avranno sempre il bisogno dell’unità familiare. Mentre tu, come donna, riesci a pensare al tuo matrimonio come qualcosa che può finire, per loro, invece,  i genitori sono “genitori” da sempre e per sempre. Tu e tuo marito siete i loro genitori e questo non potrà mai cambiare, anche dopo la separazione, per cui è inevitabile che loro abbiano delle reazioni emotive riguardo al fatto che voi vi state separando. Ti consiglierei, data la loro età, di parlarne con loro, per capire cosa stanno provando, così anche da chiarire i tuoi dubbi sul fatto di doverti sentire in colpa nei loro confronti. Una volta chiarita la loro posizione, potrai scegliere se dare la priorità alle esigenze tue o a quelle dei tuoi figli, o a quelle di entrambi, se magari coincidono (non è da escludere la possibilità che loro accettino che tu stia con un altro partner).

E’ una questione di scelte. Nel momento in cui, una volta separata, ci sarà un altro uomo con cui condividere la tua vita, in presenza dei tuoi figli, a quel punto dovrai scegliere, in quanto mamma, se considerare o meno anche i loro bisogni.

Ti auguro di ritrovare la tua serenità,

Dott.ssa Anna Verde



20 marzo 2015

Salve sono una ragazza e avrei questa domanda da porle, faccio una breve premessa per descrivermi, sono una bella ragazza molto

solare a cui piace stare in mezzo alla gente e di 26 anni fidanzata con unragazzo poco più grande di lei,poco tempo fa ,circa due

settimane ,abbiamo avuto un battibecco io da ubriaca ho detto cose senza senso , puramente osservazioni non di

gelosia,arrabbiandomi  con lui,che non centrava nulla ;avendo lui un carattere molto  particolare e facendo di me il suo piedistallo

questa sbottata l ha fatto cadere per terra e l ha portato a farsi delle domande che hanno messo in gioco la storia.

Dice che sono cattiva , e la domanda che voglio farle mi viene spontanea:cosa mi rende così ?o cosa mi ha reso così tanto da far male

una persona che amo e che dovrei invece far star bene ? L alcool ?o non centra nulla?

 

Sono molto calma di carattere, forte e razionale e so gestire molto bene tutte le situazioni questo accaduto mi manda in tilt perchè non

mi ci riconosco in quella persona .

 

Era giá capitato un 'altra volta scena un pó diversa ma sempre sotto effetto dell 'alcool avevo sbottato con lui , facendogli un

osservazione,nonostante lui non avesse fatto niente di male.

Spero mi saprà dire qualcosa

La ringrazio per l attenzione

 

 

Carissima lettrice, comprendo il suo disagio e stupore per l’accaduto. Mi pare di capire che Lei sia una persona tranquilla, razionale con

capacità di gestire razionalmente le situazioni e recentemente (due settimane) abbia avuto un litigio con il suo  ragazzo poco più grande

e sensibile. Capisco che possano capitare battibecchi e incomprensioni. Mi pare di capire che un battibecco simile sia già accaduto con

le stesse modalità. A volte quando ci si arrabbia può capitare di dire cose di cui dopo ci pentiamo ma potrebbe essere opportuno

riflettere su quello che è stato detto e cercare di capire se ci sia un briciolo di verità. Mi pare di capire inoltre che in entrambe le

situazioni ci sia stata assunzione di alcool.

L’alcool è una sostanza sedativa capace di rallentare le reazioni (coordinazione motoria) e influisce sul funzionamento cerebrale

(capacità percettiva e cognitiva). Il suo effetto disinibente è una delle principali ragioni del suo consumo. Ha effetto sul ragionamento e

giudizio ma anche sul sistema deputato a regolare tono dell’umore ed emozioni.

 

Tra gli effetti ricercati potrei sottolineare una maggiore fiducia in se stessi e maggiore confidenza e socializzazione (chiamata anche in

gergo lingua sciolta), facilità al riso, senso di allegria e temporaneo ma inefficace allontanamento dai problemi, diminuito senso di

timore, tendenza ad essere più aggressivi, provocatori. Gli effetti dell’alcool vengono mediati anche dalle circostanze in cui si assume e

dal tono dell’umore iniziale della persona. L’alcool può influire su quello che diciamo e sulla modalità con cui lo esprimiamo.

Un’osservazione, un pensiero potrebbe essere già presente in noi ma ci sono modi gentili e più razionali che rendono la comunicazione

in quel caso efficace e non senza senso. Ogni persona ha una modalità propria di reagire agli eventi in generale. Ci sono persone più

sensibili di altre. Dalle sue parole non emerge il contenuto della discussione con il suo ragazzo ma comprendo il suo bisogno di capire

l’accaduto. Spero di esserti stata d’aiuto e se avrai altri dubbi potrai riscrivere.

Dott.ssa Laccu Sabrina



Ho fatto un percorso di coppia da una psicologa  ora devo fare un percorso psicoterapeuta dalla  stessa, ora è per giusto farlo con la

stessa o è  meglio cambiare ?

 

Buongiorno, le indicazioni che ha scritto non sono sufficienti per fornire una risposta  esaustiva. Parla di un percorso di coppia da una

psicologa (o psicoterapeuta?) in cui però non si chiariscono la durata, i temi, il suo grado di soddisfazione e se questo percorso ha avuto

una  conclusione. Scrive a riguardo della necessità-bisogno di intraprendere un percorso psicoterapeutico (individuale?), scrive “devo

fare”: ne ha parlato con qualcuno? È stata una indicazione del precedente  terapeuta che ha seguito la vostra coppia oppure è una sua

esigenza scaturita nel corso del tempo?

 

Cerchi di contattare la psicologa (o psicoterapeuta) che vi ha seguiti e le chieda un confronto-parere per  capire quale possa essere la

decisione più giusta in base alle problematiche e agli obiettivi che  s’intendono raggiungere.

Con cordialità,

Dott.ssa C. Poleni

 

Salve,scrivo per avere un parere oggettivo in merito alla mia storia.ho 22 anni.. E circa 2 anni fa ho conosciuto in ragazzo.Ci siamo frequentati per un po',lui mi scriveva tutti i giorni ma io stavo sempre sulle mie.DAlla nostra breve frequentazione non c'è stato niente.Lui provava ad avvicinarsi ma io non me la sentivo.Non mi fidavo anche se mi piaceva tanto.Avevo capito che si era lasciato con la ex e pensavo fossi solo una ruota di scorta anche se i suoi comportamenti mi facevano pensare tutto fuorché questo.Mi manda un messaggio poi dicendomi di essere confuso bloccato stufo e di non sapere come comportarsi con me.

 

La mia reazione istintiva mi porta a dirgliene di cotte e di crude. Da lì in avanti non ci sentiamo più e vengo a scoprire che pochi giorni dopo si vede con la ex solo per qualche uscita poi la stoia si chiude li.sono passati anni e ci incrociamo a volte in macchina senza salutarci e qualche volta in locali senza salutarci.un sera avevo bisogno di aiuto,gli scrivo perchè abitava poco distante,lo vedo passare ma lui mi risponde di avere il copri fuoco(25anni).poco tempo fa l'ho visto in un locale che faceva di tutto per non salutami dandomi la schiena allora gli ho scritto un messaggio dicendogli che eravamo grandi e da persone mature ci si poteva salutare e anche magari parlare davanti ad un caffè.lui mi ha risposto che nel weekend aveva altri impegni  ma in amicizia un caffè ci stava e che potevamo fare la settimana dopo. Non si è fatto più sentire allora gli riscrivo ma lui mi dice di essere indaffarato tutta la settimana.Da lì io nn ho più fatto niente. POchi giorni fa lo rivedo in un locale,lui mi vede,gli passo affianco e lui abbassa la testa.

 

Esco da questo locale e vado in un altro,disco pub.c'è anche lui. Mi vede non mi saluta. Io mi metto a ballare con dei ragazzi davanti a lui praticamente. Lui non ha fatto un sorriso tutta la sera. SErio con i suoi amici.Lo vedo da solo e mi avvicino dicendo che poteva salutare e me ne vado. Usciamo io e i miei amici a fumare..lì vicino c'era anche lui. Probabilmente sente che un ragazzo mi chiede il numero, io glielo do. LUi qualche minuto dopo se ne va da solo a casa. Era prestissimo.vorrei sapere che pensa. Se gli sono indifferente o gli piaccio.Perchè non mi saluta quando poi per messaggio mi scrive che non ha nulla contro di me e ma di non aspettarmi che mi venga a salutare lui. Grazie.

 

Cara lettrice, grazie per averci scritto.
Mi pare di capire che provi un senso di sfiducia nei confronti di questa persona (forse hai avuto delle esperienze passate negative che ti hanno portata ad assumere questo atteggiamento?). Quello che sento di dirti è di provare innanzitutto a riflettere su te stessa, su cosa ti spinge ad avere questo comportamento ambivalente (all'inizio non volevi avvicinarti a lui e ora lo rimproveri di essersi allontanato).
Concludi la lettera dicendo "vorrei sapere cosa pensa. Se gli sono indifferente o gli piaccio", a questa domanda penso che puoi trovare risposta solo parlando con lui. Ti consiglio però di chiarirgli la tua posizione, spiegandogli il perché del tuo rifiuto iniziale altrimenti rischi di confonderlo ancora di più.
Spero di esserti stata d'aiuto!
Un saluto
Dott.ssa Manganaro Clelia


Salve,

cercavo una risposta al mio interrogativo e spero di avere da voi uno spunto di riflessione su quello che mi sta accadendo negli ultimi

tempi.

Sono una donna sposata da 15 anni, con mio marito il rapporto è diventato conflittuale subito dopo il matrimonio, non ho avuto, fino

ad oggi, una vita affettiva felice o almeno serena, tante delusioni (a furia di rincorrere l'Amore con la A maiuscola...) tante delusioni che

mi hanno portata ad avere un senso di superiorità nei confronti degli uomini... fino ad arrivare al punto di aver deciso di iscrivermi in

palestra e di diventare una donna desiderabile da tutti (dal punto di vista fisico) ma allo stesso tempo, come una sorta di vendetta, di

non concedermi mai.... (premetto che non ho rapporti neppure più con mio marito da anni...) razionalmente mi sento stupida, ma c'è

un lato di me (forse sadico non so...) che mi spinge quasi con rabbia a "dimostrare" quanto valgo e sostanzialmente quanto siano idioti

loro che non lo capiscono.... scrivendo mi rendo conto che probabilmente il mio è uno sfogo verso persone che non mi hanno dato

nulla che non hanno saputo amarmi, spesso che mi hanno negato anche un semplice gesto affettuoso come un abbraccio... mi sono

sentita ferita, come donna ma soprattutto come essere umano.

 

E adesso mi sento come se mi stessi mettendo in vetrina per poi finire a prendere solo polvere giorno dopo giorno... non so se ho le

idee confuse (solitamente riesco ad essere molto introspettiva)  ma questa rabbia che sento sto cercando di incanalarla in qualcosa che

possa essere almeno costruttivo per me, solo mi spaventa il fatto di pensare di "vendicarmi" usando il mezzo: voglio che  tutti abbiano

desiderio di me ma che non possano arrivare a me. E' solo una sorta di difesa?.

Grazie

 

 

Gentile Sig.ra,

Mi sembra di percepire un certa preoccupazione e sofferenza nella sua richiesta " Ho paura di finire in una spirale di finzione, acida e

sola per il resto della mia vita", la ringrazio quindi per averci scritto e spero che potrò in qualche modo aiutarla attraverso utili spunti di

riflessioni.

Lei ha descritto una certa difficoltà che sembra riscontrare a livello relazionale, forse soprattutto nella sfera affettiva e sessuale.

L'essere umano è molto complesso e le ragioni che spingono una persona a comportarsi in una determinata maniera a livello affettivoe

sessuale (più o meno funzionale e adattativa) sono spesso collegate a una serie di variabili tale la personalità, le esperienze

affettive passate, la famiglia di origine, i legami di attaccamento ecc.

Mi chiedo se lei ha già provato, in passato, a comprendere, grazie all'aiuto di un professionista, il suo meccanismo di funzionamento, le

sue modalità relazionali e il perché di certi comportamenti?

 

"...non ho avuto, fino ad oggi, una vita affettiva felice o almeno serena, tante delusioni ...non ho rapporti neppure più con mio marito da

anni... voglio che tutti abbiano desiderio di me ma che non possano arrivare a me ".

 

Forse oggi lei è pronta ad iniziare un percorso con uno psicologo/psicoterapeuta al fine di comprendere meglio le ragioni che laportano

ad avere certi atteggiamenti nei confronti degli uomini " avere un senso di superiorità nei confronti degli uomini... sostanzialmente

quanto siano idioti loro che non lo capiscono ", di provare certi sentimenti ed emozioni"come una sorta di vendetta ...

con rabbia .. mi sono sentita ferita", ma anche di lavorare sulla percezione del proprio corpo e sulla sua autostima " mi sento come se

mi stessi mettendo in vetrina".

Spesso da soli si riesce a comprendere solo parzialmente cause profonde di certi disagi e il nostro "vero" funzionamento psico-sociale

che spinge a fare certe scelte, a volte disfunzionali.

La sua capacità d'introspezione "solitamente riesco ad essere molto introspettiva" le permetterà sicuramente di effettuare un ottimo

lavoro su se stessa, permettendole di affrontare diversamente situazioni che, forse ad oggi, le impediscono di avere un livello di

benessere psico-sociale ottimale.

Cordiali saluti

 

Dott.ssa Fornillo Maria Vanesa

 

 

Salve, 
sono un uomo di 46 anni con due figlie femmine di 15 anni e di 8 anni ,separato da mesi;
sono stato sposato per quasi 20 anni, mi sono innamorato di una donna di 43 anni, che già ero innamorato nell'età adolescenziale non comunicandolo mai a lei, tre anni fà ci siamo rivisti e si è riaccesa la fiamma nei suoi confronti, ho comunicato il mio amore per lei, così, è nato il nostro rapporto, con il batticuore e tutte le sensazioni che si provano al primo innamoramento; ci siamo frequentati come amanti, premetto che lei è separata con tre figli, vivendo il rapporto con mia moglie tra alti e bassi, più bassi, avevo la testa sempre a lei ,visto che lei rappresentava la donna dei miei sogni e dei miei ideali.
arrivo al problema, io ho lasciato mia moglie per due volte e per due volte ho lasciato lei, perché avevo i sensi di colpa verso i miei figli e la famiglia e avvolte quando stavo con lei mi mancava la mia famiglia, ora sono nella confusione, perché amo lei in quanto rappresenta la donna dei miei ideali, vorrei stare con la mia famiglia perché non vorrei farle del male ai miei figli e a lei, passo momenti che voglio stare con mia moglie e la mia famiglia, e momenti che voglio stare con lei, avendo delle difficoltà perché  riesco un pò a fatica ad accettare la sua famiglia, visto che dopo mi sento in colpa per i miei figli e la famiglia.
Spero di aver inteso il mio problema un bel pò complesso.
Mi piacerebbe avere qualche consiglio del problema, grazie.
cordiali saluti

 

Gentile scrittore, sento attraverso le sue parole la grande confusione che prova in questo momento. 

La sua famiglia e i suoi figli sono stati la sua vita fino a qualche anno fa, quando le grandi emozioni dell'innamoramento l'hanno portata ad allontanarsi.  Accettare la famiglia di questa nuova donna che entrata nella sua vita è certamente difficile, perché lei sente di "tradire " in questo non solo sua moglie, ma anche i suoi figli. 

Credo che anche per la presenza dei bambini, sia necessario che lei provi a fare chiarezza dentro di lei. Ha mai pensato di passare un piccolo periodo da solo, lontano sia da sua moglie che da questo recente rapporto? 

Qualunque sarà la sua decisione potrà affrontarla così con la chiarezza necessaria a mantenere e coltivare il rapporto con i suoi figli. 

Mi farebbe molto piacere se volesse continuare a condividere con noi questa parte del suo percorso di vita.

Cari saluti. 

Dott.ssa Francesca Masserdotti


Buongiorno,

sono Francesco e ho 30 anni.

Il mio problema è la scarsa fiducia in me stesso... mi spiego meglio: ho sempre avuto difficoltà nell'approcciarmi con le altre
persone perchè mi vedo sempre inferiore a loro, soprattutto in senso estetico. Mi vedo come una persona mediocre che non può attirare nessuno, specie una ragazza. Per quanto nel lavoro sia brillante e non abbia paura ad affrontare clienti e colleghi, davanti a una ragazza mi blocco e mi sento un pesce fuori d'acqua. Mi vengono in mente i no che ho ricevuto e mi vedo brutto e goffo. Non ho
tanti amici proprio per il mio carattere timido e riservato e non amo la confusione di discoteche e posti affollati, dove non posso far valere le mie doti di conversartore e dove conta più l'apparire che l'essere... vorrei crearmi una famiglia ma gli anni passano e ho paura
di rimanere solo.  Quando cerco aiuto begli altri tutti mi dicono che mi devo arrangiare e che per me non possono fare niente. E questo
mi fa capire che tante persone hanno a che fare con me solo perchè gli servo e non perchè provano qualcosa di sincero nei miei confronti.  Vorrei uscire da questa gabbia mentale che mi blocca... come potrei fare? Grazie Francesco

 

Salve Francesco,

grazie per aver contattato “Lo psicologo risponde” per cercare di risolvere un suo malessere.

Innanzitutto mi sembra di capire che ha individuato un suo disagio emotivo profondo, che lei, Francesco, ha definito  un “problema”: la
scarsa fiducia che sente di avere in se stesso. Da come lei mi ha narrato brevemente, la sua difficoltà si fa sentire principalmente nel momento dell’ approccio all’ altro, alle donne, soprattutto.

La invito, gentile lettore, a rileggere queste righe importanti che mi ha dedicato e di far caso a quanti giudizi di valore negativi si attribuisce: si vede inferiore agli altri esteticamente, mediocre e dunque poco attraente, un pesce fuor d’ acqua, goffo e brutto. Potrebbe considerare la possibilità che sia proprio lei nei confronti di se stesso sensibilmente critico e svalutante? La svalutazione e  l’ iper autocriticità sono spesso causa di sentimenti di colpa e di inferiorità nei confronti degli altri e delle situazioni “nuove”, come potrebbe essere la conoscenza di una ragazza . Ogni persona ha bisogno di condividere e di relazionarsi all’ Altro, come appunto, da ciò che mi sembra di capire, è anche una sua esigenza, vissuta però, al momento, con forte incomodità. La prima fase attiva della conoscenza è l’ approccio all’ altro.
 

E’ forse in questa tappa, del viaggio conoscitivo, che lei sente di restare bloccato? Potrebbero essere forse gli innumerevoli “NO (

COSI’ NON VADO BENE)” che ammoniscono qualsiasi tentativodi approccio con una ragazza o con un altro uomo, da parte sua?

Mi sembra di capire che i “NO” che in passato ha ricevuto le abbiano causato molto dolore e da queste esperienze lei ha reagito con spavento e ritiro.

I “NO” che incontriamo nel nostro cammino vitale, gentile lettore, spesso sono utili, sia quando son ricevuti che quando vengono dati, perché servono a mettere un confine tra, per esempio, ciò che preferisco IO e ciò che preferisci TU, tra ciò che va bene a ME e ciò che  potrebbe andare bene a TE.

I “SI’” accomunano, la maggior parte delle volte, ed i “NO” differenziano.

Alcune persone vivono i “NO” ricevuti  come una negazione totale di sé e non come un atto di volere, desiderare, preferire qualcos’altro senza che questo voglia meccanicamente annullare  o svalutare l’ Altro.

Mi colpisce la differenza del suo sentire, Francesco: quando lavora si vive molto più fluido e spedito nelle relazioni rispetto a quando si  trova in situazioni non lavorative.

L’ identità lavorativa permette di appoggiarsi a strategie comportamentali e ad atteggiamenti che fanno parte del ruolo professionale,cosa che viene a mancare negli approcci meno formali.

Togliersi la maschera da lavoratore comporta mostrare all’ altro altre facce di sé, meno definite, più vulnerabili e meno prevedibili,

molto spesso. Facce, queste, che hanno bisogno di confrontarsi con l’ accettazione di ciò che si è senza giudicarsi, con l’ accettazione dell’ altro, senza farlo passare dal banco di prova, con il coraggio che ognuno può avere nell’ esporre parti di sé che sono rimaste sullo sfondo della nostra vita per tanto tempo e dunque spaventate nell’ uscire fuori, nel venire allo scoperto.

Provi ad avere più fiducia nelle sue qualità. Le rintracci,Francesco.

Definisca, possibilmente senza giudizio negativo e/o positivo, le sue caratteristiche e gli aspetti di personalità  che desidera che gli altri e le altre possano rintracciare in lei e si alleni, con coraggio a farle uscire fuori, pian piano; a ridare ossigeno e libertà (mi ha parlato di gabbia mentale) a delle parti di sé impaurite dal giudizio altrui.

Per vincere questo comune, ahimè, vissuto del sentirsi giudicati e dunque bloccati negli approcci bisognerebbe partire da sé,

bisognerebbe rinunciare, per primi, a giudicarsi non all’ altezza della situazione.

Se e quando arriverà il momento giusto, in cui lei si sente pronto, la invito a lavorare sulla consapevolezza riguardo al  mai ha necessità di cercare qualcuno al fine di non sentirsi solo.

Spero di esserle stata d’ aiuto, alla prossima.

Buon tutto.

Dott. ssa Maresca

 

Salve, sono una donna,sposata da 25 anni, con  due figli uno di 18 e l’altro di 5. Ilgrande ha problemi di ritardo. Gli spiego quando hanno

iniziato i miei problemi di depressione che vanno e vengono. 10 anni fa mi sono operata di tiroide. Da allora prendo eutirox.5anni fa in

seguito alla gravidanza si è sballata,portandomi per 1anno intero alla depressione post partum. Con tutta la mia forza mi sono fatta

coraggio giorno dopo giorno e l’ho superata. I successivi 4anni sono stata sempre bene. Compiuto 4o anni,ho avvertito come se il

tempo mi stava portando via il mio essere donna. Sentirmi non più attraente. Che stavo invecchiando. Nessuno mi guardava più. Avevo

bisogno di una scossa. Qualcosa che mi faceva capire che non era finita per me. Mi sono iscritta a una di quelle chat e da li per 3 anni

ho riscoperto la voglia di vivere, e sentirmi di nuovo bella e desiderata, ma 9 mesi fa conobbi Silla chat un uomo separato.

 

Raccontandomi la sua storia ci siamo trovati da subito bene c’era feeling e ci siamo anche piaciuti fisicamente. Lui abita a 50 km da me.

Dopo 1 mese ci siamo incontrati dal vivo. E’ nata una storia d’amore. Mi ha fatto rivivere momenti che avevo dimenticato. Le farfalle

nello stomaco. Per 6 mesi tutto bene con lui. Civedevamo 1volta alla settimana. Con mio marito a quel tempo mi aveva molto

trascurata. Io lo cercavo ma lui era presoda altre cose. Ho trovato conforto nel mio amante e da 2 mesi le cose sono cambiate. Con

mio marito le cose vanno bene. Siamo di nuovo tornati in serenità e li che hanno iniziato i miei sensi di colpa di quello che ho fatto e

stavo ancora facendo. Ho allontanato l’amante,siamo amici. perché gli voglio molto bene. Anzi lo amavo ma ora non so se è più amore

o pietà che l’ho abbandonato. Vorrei tornare la donna di un tempo.

Sincera con mio marito. Ci sto provando e mi sento vuota, senza più sogni da realizzare. Spero che la vostra risposta possa darmi la

direzione giusta. Cosa mi succede.

 

 

Gentile scrittrice,

dalla Sua lettera avverto l’importanza che per Lei hanno gli interrogativi e le riflessioni che pone.

La storia descritta fa emergere temi importanti, quali una storia di depressione ed il bisogno di “essere donna”. Essere madre e moglie, a volte, può portare noi donne a non sentirci più tali,

facendoci mancare la sensazione di essere attraenti e desiderate da un uomo. Mi sembra di capire come abbia cercato di colmare questa lacuna iscrivendosi ad una chat room, dove hai poi

conosciuto questa persona. In seguito, però, è riuscita a recuperare il rapporto con Suo marito, lasciando però aperte delle questioni, quali il desiderio di “tornare la donna di un tempo /sincera

con mio marito”.

Poiché non ne accenna, mi domando se abbia provato a confrontarsi con Suo marito in merito al Suo sentire di “non essere più donna”. All’interno della coppia è importante confrontarsi riguardo

alle reciproche necessità, soprattutto per far mergere “l’essere donna / essere uomo” all’interno del rapporto.

Mi colpisce come Lei sembri una donna che gestisce le situazioni da sola – ha infatti detto di essere uscita dalla depressione “con tutta la Sua forza”. In questo caso, però, il confronto e

l’eventuale richiesta di supporto potrebbero darle quell’aiuto in più per ritrovare nuove motivazioni ed obiettivi.

Mi domando anchese non possa considerare di intraprendere un percorso, anche breve, di sostegno psicologico, al fine di chiarire ciò di cui ha bisogno in questo momento, per poter tornare ad

essere “la donna di un tempo”.

Spero di averle dato qualche spunto di riflessione, e un grande in bocca al lupo.

Cordialmente,

Dott.ssa Sara Marinelli.



16 marzo 2015

Buon giorno ho 38 anni e ho un problema di comprensione e comunicazione con il mio compagno.
Stiamo insieme da quasi 10 anni e fino al 2010 ognuno con le cose a casa propria, dal 2010 abbiamo iniziato veramente una convivenza e fin qui tutto bene, una bella relazione piena di comunicazione; amore; tenerezza; comprensione ma non tanta collaborazione. Dopo 2 anni e' arrivata la nostra bimba, voluta fortemente da lui e ovviamente da me e tutto e' cambiato.

L' uomo dolce e comprensivo, l' uomo con cui si poteva parlare e scherzare e presente non c' era piu'. Silenzio e critiche, egoismo e risposte che ti gelano; il non esserci pur essendo a casa; non avere mai visto o sentito la gioia per l'essere in tre e il vedere tutto nero e' stato il quotidiano e poi non avere un conforto morale, mai nulla o al massimo battutine ironoche e cattive e il vedere solo l'unica cosa sbagliata fra mille fatte giuste, direi che sinceramente un po le fanno girare. E poi non usciamo mai con amici e quando usciamo devono andargli bene altrimenti son musi e lamenti.

Si parla solo degli altri, quando si parla, ma di noi come coppia mai e anche a letto non si parla, e sinceramente lo si fa anche raramente. Ho provato nel tempo a capire e a chiedere e la risposta e' sempre stata:"io sono stato sempre cosi'". In 6 anni circa io cosa ho visto?
Adesso la nostra bimba ha 3 anni ma la situazione non e' cambiata.

Lui non e' mai presente o sta tutto il tempo su internet e dice sempre di non avere tempo. Non ci baciamo piu', non ci abbracciamo al massimo una toccatina di sedere, e se usciamo e' come essere soli, siamo padre e madre presenti.Tengo a precisare che io ho avuto l' interdizione per minacce di aborto; allattamento e congedo parentale e poi nido e dopo un periodo ho scelto di fare solo il mattino al lavoro e la mia vita e' cambiata, ma sono stata sempre felice perche' era arrivata la nostra bimba preziosa.  Ho avuto anche il cesareo e dopo 2 mesi tolta la safena e un fibroma e ancora oggi ho problemi con una gamba. Mai un lamento in piu', tutto vissuto con la gioia per la famiglia. Lui invece si e' permesso di lamentarsi anche con chi incontra e anche mia presenza e a volte non mi presenta chi incontra e io rimango li come una scema senza parole e ferita. Ora siamo al dunque perche' nel tempo ogni tot mesi riscoppia la bomba e io forse ormai sono anche prevenuta. Gli ho proposto la terapia di coppia ma mi ha detto" fai cerca e poi vediamo ma non ci credo", che fare?
Grazie per il vostro tempo attendo la vostra risposta

Gentile Signora,


chi le risponde è una persona che sebbene Le sia vicina in ordine di età (trentanove anni) non lo è forse per l’esperienza di vita,
connessa ad esempio al ruolo di madre e/o all'assetto di una partnership stabile.  
Pur non avendo tali presupposti, posso volentieri compiere lo sforzo di prestare le mie conoscenze umane e professionali.
Alcune sue espressioni sono rimaste "ermetiche", e vorrei permettermi di citarle con delle domande chiuse a fianco (che le sottopongo tra parentesi). 
La speranza è di riuscire a pervenire alla motivazione della Sua richiesta di attenzione al caso.

"Lui invece si è permesso di lamentarsi anche con chi incontra”.
( E' probabile che quest'uomo manchi di gratificazione personale che poi non Le è restituita in termini di disistima e ovviamente di affettività positiva verso di lei? La bimba? La famiglia?)

"Gli ho proposto la terapia di coppia ma mi ha detto" fai cerca e poi vediamo ma non ci credo”.
(Lei crede che il suo partner verrebbe in consultazione psicologica? lei non ha fiducia nelle capacità di questi?)


"Ora siamo al dunque perché nel tempo ogni tot mesi riscoppia la bomba"…
(la bomba nella coppia? Pensa si tratti di una crisi della coppia?)

Probabilmente se la situazione è tale da essere definita una bomba, questa va a "minare" la qualità della sua vita (di donna, di madre, di compagna, di lavoratrice.)  e non solo . Meriterebbe di essere presa in considerazione nell'ambito della consultazione e/o eventualmente della terapia di sostegno.
Occorre però capire come è sentito il problema e anche il livello di consapevolezza del suo compagno.

Infine nulla viene riferito sulle capacità di accudimento del compagno. Pensa che lui si stia prendendo cura del vostro bene prezioso? La lascio con questa ultima domanda aperta e con la speranza di asserLe stata d’aiuto.

Volentieri mi metto a disposizione nel caso Lei volesse sottoporre una nuova lettera  all'attenzione della rubrica "Lo psicologo di Base risponde". Con i migliori saluti
Dr.ssa Varotto




16 marzo 2015

Gent.mi Sign.ri,
Sono una ragazza di 22 anni e ho una relazione con il mio attuale ragazzo da ben 2 anni, siamo molto affiatati in intimità sia nella vita di tutti giorni. Tuttavia ho un grosso dubbio, riconosco che come ragazza sono molto "particolare" riesco a farlo impazientire spesso...  ma la nostra vita sessuale è il top con lui in quanto siamo complici, rispondo ed esaudisco ogni suo desiderio e piacere sessuale...e mi piace essere cosi, vedo quanto lui è  coinvolto,siamo una coppia sotto ogni punto di vista. Mi chiedo se comunque anche se il rapporto sessuale e il massimo insieme se lui si possa comunque lo stesso stancare di me ? Vivo di questo terrore mi potete rispondere per un consiglio ? Grazie Francy.

 

 

Gentile Francy, ti ringraziamo per esserti rivolta a noi.
Dal tuo racconto percepisco che la storia che stai vivendo sia serena e conivolgente, quindi mi chiedo se la tua preoccupazione sia dovuta ad una situazione concreta che si è presentata (una discussione, un atteggiamento che hai notato in lui...) o solo ad una tua paura.
L'intimità è un aspetto importantissimo nel rapporto di coppia, ma non rappresenta tutto. Ogni coppia è diversa e ognuno vive la sessualità come vuole e gli dà l'importanza che crede.
Una storia può finire per i motivi più disparati, ma il consiglio che sento di darti è di dialogare, discutere con il tuo partner, mettilo al corrente della tua preoccupazione! Il dialogo e il confronto in una relazione sono importantissimi perché ti permettono di vivere un rapporto trasparente, limitando l'insorgenza di paure che magari sono infondate!
Un grosso in bocca al lupo!
Dott.ssa Clelia Manganaro




12 marzo 2015

Salve sono un ragazzo di 21 anni da due anni fidanzato con una splendida ragazza. In generale non mi ritengo un ragazzo particolarmente geloso... per intenderci non sono uno di quei ragazzi che delirano se la ragazza parla con un amico oppure se la ragazza ha un vestitino troppo corto. In realtà non so nemmeno se è gelosia il mio problema. Ogni qual volta la mia ragazza parte ad esempio in viaggio con amiche o di famiglia sono contentissimo per lei ma subito comincia a scatenarsi in me un velo di gelosia.

Gelosia non tanto per lei ma per le persone che stanno viaggiando con lei. Ma fin qui è tutto controllabile e accettabile... ma quando poi durante il viaggio mi comunica che ad esempio sta andando a visitare qualche luogo particolare o fare una qualche particolare attività (come andare alle terme) in cui fortemente sarei voluto esserci, iniziano a scoppiarmi dei malditesta esagerati che durano anche ore... per tutto il tempo del suo passatempo.

Questo mi porta ad essere scontroso ore prima e ore dopo l'evento e a cercare di intossicarla il più possibile con messaggi cattivi ( non offensivi). Il tutto mi arreca una sofferenza inimmaginabile perché preventivamente già so che mi capiterà una crisi di questo tipo ma allo stesso tempo non posso fare nulla per fermarmi... sono troppo geloso che lei stia facendo qualcosa di cosi divertente senza di me... e pensare che lei sia in un bel posto a ridere e divertirsi mentre io sono a casa a deprimermi mi fa scoppiare la testa... per favore aiutatemi a capire perchè sono così cosa posso fare

 

Grazie per aver scritto nella nostra rubrica.

Da ciò che leggo nella sua lettera mi sembra di capire che la "gelosia" di cui lei parla si scatena solo quando la sua ragazza è lontana con altre persone. Messa così non sembrerebbe una vera gelosia, piuttosto quasi una nostalgia, un'ansia così forte che arriva ad essere rabbia e che somatizza con il mal di testa. In questi momenti sente di aver paura che la sua ragazza possa non tornare?

Nella vita di una coppia, dopo una prima fase di innamoramento dove tutto sembra rose e fiori, arriva una fase in cui si colgono meglio le differenze con l'altro, si impara ad accettarle. infine viene una fase in cui entrambi i membri della coppia possono sentirsi simili in certe qualità ma anche diversi in altri aspetti di carattere e personalità e possono impegnarsi contemporaneamente in esperienze (attività, viaggi, hobby...) diverse senza che ciò intacchi il legame, cioè senza che l'uno si senta sminuito, tralasciato o arrabbiato quando l'altro è impegnato in altro....e viceversa. In altre parole entrambi i partner sono persone mature che sono in grado di stare sia in coppia sia da sole. L'origine di questa capacità ha radici profonde che partono dai primi anni della nostra vita, dalle prime relazioni con gli adulti importanti (mamma e papà). Quindi mi chiedo come è il rapporto con sua madre e suo padre (se ci sono), che tipo di ricordi ha...

Lei trascorre molto tempo con la sua ragazza? Ci sono dei momenti in cui siete ognuno per conto proprio? 

Pensando alle sue crisi quando la sua ragazza è via mi viene da chiederle cosa pensa le impedisca di poter modificare il suo atteggiamento da rancoroso a interessato a ciò che sta facendo la sua ragazza? Anche se lei è distante potrebbe comunque sentirsi partecipe facendo domande, interessandosi, condividendo ciò che la sua ragazza le scrive.

Come reagisce la sua ragazza ai suoi messaggi cattivi che, come scrive lei, la "intossicano"? Le risposte che la sua ragazza le manda le sembra che la rassicurino o che la mettano ancora di più in agitazione?

Le mie sono solo domande per invitarla a riflettere ma credo che se sente di non riuscire a controllare queste crisi dovrebbe rivolgersi ad un terapeuta, magari ad indirizzo psico dinamico, con il quale confrontarsi su questi aspetti.

Spero di esserle stata utile in qualche modo.

La saluto.

 

Dott.ssa Giovanna Stecca




11 marzo 2015

Salve mi aiuti non so come fare,più di un anno fa mi sono innamorata di un uomo sposato con due figli e anche io sono sposata con 2 figli, dopo poco tempo che ci frequentavamo lui vuole dire tutto alla moglie perché dice che non l'ama più e che vuole vivere tutta la vita con me,anche io ero entusiasta ma questa cosa mi spaventava comunque alla fine lui dice alla moglie che non l'ama più poi più tardi la moglie scopre che ha un amante e lo manda via di casa io spaventata gli dico di ritornare da lei, lui torna ma la moglie gli dice di prendersi una pausa intanto lui mi dice che mi ama e vuole me dopo un mese la moglie gli manda la lettera dell'avvocato, io dico tutto a mio marito e lui da prima sta male ma poi fa di tutto per riavermi e mi chiede perdono se mi ha trascurato da premettere che io ho un figlio con dei problemi psicologici,io vado in confusione e lascio molte volte il mio amante alla fine lui si separa con la moglie io mi prendo del tempo per decidere perché non c'è la faccio a stare tra due fuochi lui il mio amante che mi martellava perché mio marito stava sempre a casa mia e poi era un geloso possessivo comunque io vengo allontanata dalla mia famiglia che non comprende il mio comportamento tutto il paese parla di me anche a lavoro perché io lui e la moglie lavoriamo allo stesso posto.

Finalmente quando gli comunico che è lui quello che voglio e voglio affrontare tutte le difficoltà con lui cioè il mio amante lui dice che non si sente più pronto e che gli ho distrutto tutto dentro allora io dico basta e faccio ritornare mio marito lui mi contatta giorni dopo e mi dice come fai a dire una cosa e a farne un'altra e io gli dico che l'ho fatto per i ragazzi ma nel frattempo io dico a mio marito che non l'amo più e che deve farmi rinnamorare ma dopo 15 giorni io sto male da premettere che con mio marito da quando è entrato a far parte della mia vita il mio amante non abbiamo avuto più rapporti sessuali ma ci siamo avvicinati come persone infine lascio mio marito perché non lo amo il mio amante parte ci sentiamo di rado gli faccio sapere che io ho lasciato mio marito poi lui sempre stando fuori vede delle foto della festa di compleanno di mia madre dove è stato inviato anche mio marito si arrabbia senza chiamarmi e dice qual è la verità io gli dico di chiamarmi ma lui è freddo gli spiego che mia mamma lo ha invitato e che lui è il papà dei miei figli ma io ho deciso di stare da sola e che tutto questo tempo che non mi sono fatta sentire è perché volevo che lui come me lavorasse su se stesso in conclusione mi ha cancellata dai social e non vuole più sentirmi ne vedermi in oltre sta sempre a casa della moglie con i figli cosa devo fare chiudo per sempre o aspetto.Mi ha detto tante fesserie dove sta quel suo amore dove sta tutta quella sicurezza dove sta quell'uomo che aveva occhi solo per me.

Grazie aspetto vostre notizie.

 

Gentile scrittrice,

ho letto la Sua e-mail con attenzione, e ho avuto la sensazione che sia stata “buttata giù di getto”.

Dalle Sue parole averto la difficoltà per la situazione che si trova ad affrontare e anche molta confusione.

Mi sembra di capire come anche per Lei non sia stato facile capire quali sentimenti la leghino rispettivamente al Suo ex marito ed al Suo amante, portandola, come Lei stessa racconta, a frequenti “cambi di idea” in merito.

La conclusione di una relazione, soprattutto quando si tratta di un matrimonio, fa emerge molti interrogativi, su se stessi e sugli altri. Alla luce di ciò, mi chiedo se non possa considerare di sfruttare questo periodo per comprendere cosa Lei desideri in questo momento, e cosa sia meglio per Lei.

Un eventuale percorso individuale, inoltre, potrebbe darle quel sostegno necessario per comprendere ciò di cui ha bisogno e come affrontare questa delicata situazione.

Spero di averle dato qualche spunto di riflessione, e un grande in bocca al lupo.

Cordialmente,

Dott.ssa Sara Marinelli.

 

Buongiorno,
sono una ragazza di 28 anni e scrivo da Roma.... cercavo delle risposte sul web, e mi è capitato il Vostro Sito; cosa volere di più??!!
Vi spiego in breve cosa stò vivendo:
Quasi quattro mesi fà ho conosciuto Giulio, la persona più bella della mia vita, il mio amore, il mio principe azzurro.... siamo insieme e siamo innamoratissimi! Vi starete domandando e allora?dov'è il problema? Purtroppo ho un passato alle spalle da dimenticare.....delusioni a non finire, bugie su bugie, tradimenti, uomini assurdi e tanta, tanta sofferenza... Anche prima di Giulio non riuscivo a costruire nessun tipo di relazione perchè la mia apprensione e la mia paura non mi permettevano di mandare avanti nessun tipo di rapporto, perchè gli uomini si spaventavano difronte a questa "continua richiesta di dimostrazione della verità" e puntualmente le mie storie si troncavano....(non avevo una storia stabile da diversi anni)
Ora, il mio problema è affrontare tutto questo con Giulio; mi ritrovo a vivere i miei giorni con lui con una paura continua di perderlo...paura di uno sguardo spento, paura di un tradimento, paura addirittura di vederlo online su WhatsApp che subito la mia testa viaggia, paura di spaventarlo con le mie paure, paura di ritrovarmi senza di lui e di aver fallito nuovamente per colpa delle mie ansie che inevitabilmente trasmetto a lui!!! è brutto vivere così perchè non sono mai felice...non mi godo mai la serenità che dovrei godermi a 4 mesi da una storia!! Ne ho parlato cn lui e sembra essere molto comprensivo, ma è un carattere abbastanza "chiuso" e non di tante parole e questo non mi aiuta...non mi aiuta perchè è come se io avessi bisogno di continue dimostrazioni d'affetto, d'amore....ma mi rendo conto che non si può vivere così, diventa un lavoro, non una relazione! ma ciò non toglie che in ufficio, a casa,in giro con lui ho questa sensazione......e non sò cosa fare....cosa mi consigliate?

 

Cara lettrice,

spero che le mie parole possano in qualche modo darti delle risposte, anche se i tuoi interrogativi sono tanti. Innanzitutto vorrei dirti che su molti aspetti, secondo me, riesci a guardare con razionalità l’esperienza che stai vivendo e questo rappresenta una capacità che ti potrebbe farti sentire padrona della tua vita, così da poter poi assaporare le sensazioni belle che ti circondano.

Si può amare senza avere paura? Quando tieni davvero a qualcosa è normale che si teme di perderlo. Le coppie che restano unite hanno le loro insicurezze, paura di perdersi, paura di restare soli, paura di essere traditi, ma si può andare avanti anche con una certa dose di paura, purché non diventi eccessiva e impedisca di godersi invece le emozioni positive che ne scaturiscono. La paura esiste e nessuno è esente. Quello che puoi fare, però, è riuscire a mettere da parte i pensieri negativi  per concentrarti e fantasticare di più sugli aspetti molto positivi che la tua storia d’amore ti suggerisce.

Se riferisci di avere costantemente una sensazione di paura che sembra invadere quasi tutti i tuoi pensieri, nell’arco della giornata, mi viene da pensare che probabilmente la paura di cui parli sia uno stato di agitazione generalizzato che non riguarda solo la tua storia d’amore ma che investe la tua quotidianità e che andrebbe approfondita meglio con l’aiuto di uno psicologo (della tua zona o su internet). In quest’ultimo contesto ti inviterei  ad affrontare anche il modo in cui le tue relazioni passate influenzino  il legame che stai vivendo attualmente. Vorrei tranquillizzarti sul fatto che non devi sentirti necessariamente  vittima di un destino che ti ha vista soffrire e che continuerà a farlo. In realtà quello che hai vissuto si è già concluso nel tempo e tu puoi scegliere di agire per farlo ripetere o per dargli una svolta. Ricorda che devi essere tu a governare la tua vita, non le tue paure o i fantasmi del passato.

Spero che tu possa vivere a pieno la tua bellissima storia d’amore.

Dott.ssa  Anna Verde



09 marzo 2015

Salve mi chiamo marco ho 52 anni e da 2 anni convivo con la mia attuale compagna,  di 40 anni lei divorziata dal marito ( unico e primo amore ) io anche separato con una figlia di 19 anni. Con la mia attuale compagna abbiamo una figlia di 17 mesi. Entro nel merito del mio problema,  quando sono andato a convivere da lei ho notato che in casa aveva tutto del suo passato foto oggetti indumenti regali del suo ex,  facendogli la domanda come mai lei avesse tutto    così in vista lei mi rispose che non riusciva a toglierli,  ma non è questo il punto,  il punto é che lei mi ha detto che si era lasciata una prima volta e poi si erano rimessi in sieme e anno provato a fare un figlio,  ma lei non è rimasta incinta dopo sei mesi lui se ne andato dicendogli che non l'amava più.

 

  É d'allora é finito tutto;  dopo questa definitiva separazione lei ha fatto un periodo di terapia ma la cosa che a me da molta insicurezza é il fatto che lei quando era incinta di nostra figlia mi ripeteva che non sa se sa più amare non sa se vuole stare più con una persona. Dopo la nascita di nostra figlia la vedo sempre distaccata,  sempre nervosa,  io l'attribuivo al parto e cercavo di starle vicino.  Oggi che la piccola ha 17 mesi le cose non sono cambiate é sempre molto tesa arrabbiata ogni volta che si nomina il suo ex si arrabbia in un modo disumano urla e si chiude in se stessa non so proprio che fare io l'amo ma così non posso andare avanti spero che voi sappiate darmi un consiglio grazie aspetto vostra risposta marco

 

Salve Marco,

la ringrazio per aver contattato la nostra Redazione.

Comprendo bene il suo dolore e la sensazione di incertezza che emergono dalla sua lettera. Sembra tutto molto lineare, la sua compagna viene lasciata da un uomo, che ancora dopo diversi anni, in qualche modo è presente, anche solo con gli oggetti regalati, nella sua vita, ma nella professione psicologica e in modo particolare nella mia impostazione non ci si può fermare ad una lettura lineare. Nella ricostruzione degli eventi che lei fa, secondo lei le problematiche della sua compagna e di conseguenza nella vostra storia sono legate alla fine della storia con il suo ex-marito, ma è appunto una ricostruzione lineare, il che non significa che sia sbagliata, ma non coglie la totalità e la complessità della situazione che state vivendo.

 

Proviamo ad allargarla un po', lei è rimasto colpito dalla presenza di oggetti regalati da lui e questo è l'inizio della convivenza, dopo cosa ha notato? Com'era la sua compagna in questa prima fase della vostra relazione? Cosa è cambiato in lei? E in cosa invece pensa di essere cambiato lei, Marco? Cosa è successo nella vostra relazione? Rispetto a questo interrogativo, una prima risposta posso averla, la gravidanza. La nascita di un figlio rappresenta un momento significativo nella vita di una coppia, mette in crisi un equilibrio precostituito e può generare una crisi nella relazione. Faccio questa ipotesi sulla gravidanza , perché è l'unico evento che so da lei, ma potrebbero essercene stati altri che potrebbero aver provocato dei cambiamenti.

 

E' possibile che la sua compagna stia lanciandole dei segnali con questi suoi comportamenti? Segnali che possono riguardare sia la vostra relazione che la struttura di personalità della sua compagna. Mi dice che le ha confidato di non sapere se è in grado di amare o meno, però stava con lei e aspettava un figlio da lei, questa incoerenza mi fa venire la fantasia di una donna che ha delle difficoltà nella sfera delle relazioni, che ha avuto delle ferite forti e non ancora elaborate, e non mi riferisco solo al divorzio, ma anche alla sua storia personale e familiare.

Spostandoci dalla sua compagna a lei: A parte il pensiero di non essere ricambiato, a lei Marco cosa fa più male in questa situazione? Quali erano le sue aspettative?

 

Un'ultima cosa che le voglio chiedere è se ha parlato del suo malessere con la sua compagna, se ha potuto rendersi conto se anche e per lei esiste un problema nella vostra storia.

Rispetto alla forma di aiuto potrebbe essere utile una psicoterapia di coppia e per questa occorre una consapevolezza reciproca dell'esistenza di un problema e una motivazione reciproca a mettersi in gioco per comprenderlo. Prima di tutto però, per quanto possibile, la invito a cercare di non focalizzarsi solo sul pensiero “Lei non mi ama” e per questo potrebbe esserle utile iniziare col riflettere su gli interrogativi che le ho posto.

La saluto calorosamente.

Dr.ssa Marzia Dileo





06 marzo 2015

Ho una relazione con un uomo più giovane di me di 13 anni.Io ne ho 52 lui 39
che da 9 mesi vive con me, nella mia casa.E' uno chef, per tanto tempo ha lavorato in ristoranti dei genitori E' figlio unico divorziato da 10 anni e con una figlia 18nne......Non subito ma dall'inizio della nostra storia  ho capito che beveva ed era perchè soffriva di attacchi di panico ........Ora da 5 mesi non lavora e sta aspettando che io prenda dei soldi per aprirci un localino intestato a me da gestire insieme....E' molto legato a me, è dolce e da tre mesi ha comincato a mie spese una terapia da una psicologa......e da tre mesi non tocca più alcol......Solo che a me non sta più bene che lui aspetti che io incassi e che non si sia dato da fare per cercarsi un lavoro almeno per pagarsi le sigarette   .......Sono confusa se dargli ancora fiducia quando mi dice che quando avremo un locale lui mi risarcirà di tutto quello che finora ho speso io.....Ho paura che sia per lui una situazione di comodo    ....grazie della risposta

 

Gentile Signora, comprendo bene il suo disagio e confusione. Mi pare di capire che il suo partner abbia intrapreso un percorso terapeutico e lei abbia deciso di pagarlo; da tre mesi l’assunzione di alcool è stata interrotta. Penso che l’affidarsi ad un professionista sia stato un primo passo importante. Mi scrive che il suo partner è molto dolce e state pensando di aprire una Vostra attività. Posso dirle che sono presenti varie forme di alcolismo e in genere prendono avvio dal cosìdetto “bere sintomatico”, che consiste nel ricorrere all’alcool per lenire i più svariati disagi psichici e fisici.

 

Questa tendenza può determinare l’instaurarsi di un circolo vizioso, poichè il sollievo inizialmente sperimentato dopo l’assunzione di alcool porta a ricorrervi nuovamente. L’alcool è una sostanza psicotropa che agisce come sedativo a livello del sistema nervoso centrale; è una sorta di anestetico della sofferenza emotiva. Già da diverso tempo è nota la relazione tra ansia e alcool. In caso di abuso la terapia medico-psichiatrica o psicologica richiede un buon inquadramento diagnostico per valutare la possibilità di disintossicare la persona senza ricovero. Solo dopo sarà possibile una valutazione dello stato psichico. In genere la persona con problemi d’alcolismo decide di intraprendere un percorso terapeutico per pressione o minacce da parte dei familiari e/o partner. In tutti questi casi l’accettazione di aver un problema e l’assunzione di responsabilità giocano un ruolo importante nel processo di cambiamento. Tale consapevolezza deve essere presente nell’individuo e non necessariamente è presente benché si intraprenda il percorso terapeutico.

 

Sconfiggere l’alcolismo è un percorso in salita e il sostegno psicologico da parte di persone care è importante ,ad esempio, manifestare solidarietà per la decisione di smettere, essere un appoggio nei momenti di debolezza, non minimizzare il suo sforzo nel processo di recupero, essere pazienti ma senza trascurare la propria vita. Nella fase di recupero l’alcolista ha bisogno di ricostruire fiducia e stima perduta e ricostruire un nuovo modo di vivere e relazionarsi e riassumersi le responsabilità. Dall’altra parte comprendo la sua incertezza. Anche i familiari e/o conviventi hanno bisogno di essere sostenuti e devono avere la possibilità di condividere e parlare con qualcuno. Posso dirle che esistono i gruppi di auto e mutuo aiuto proprio per persone che stanno vivendo o hanno vissuto esperienze simili. Potrebbe informarsi quali sono i gruppi e associazioni presenti nel Suo territorio. Il non affrontare da soli il vissuto emozionale può aiutare a prendere decisioni più bilanciate e consapevoli.

Dott.ssa Laccu Sabrina

 

03 marzo 2015

Salve, sono una ragazza di 30 anni e lavoro da 11 nello stesso posto. Da poco è cambiato il responsabile del personale e per così dire, sta facendo un po’ di "pulizia",nel senso che sta cercando di licenziare un sacco di persone. Questo responsabile è uno psicologo e cerca di far giochetti strani per farti cadere in trappola. Ora la mia preoccupazione è che stia iniziando anche con me uno dei suoi giochetti, mi chiede in continuazione (2 o 3 volte al giorno)come sto e alla mia risposta va tutto bene lei risponde sempre: hai la faccia stanca cerca di riprenderti,oppure, sembra che ti sia capitato qualcosa di veramente brutto,ecc. Tutto questo capita dopo che ho fatto 3 giorni di mutua per influenza lo scorso mese. Secondo voi è una tattica? Come devo rispondere per non "fregarmi"? Grazie.

 

 

Gentile scrittrice,

la Sua domanda suscita un’interessante riflessione sul ruolo di figure, come quella dello psicologo, all’interno di realtà aziendali.

Dalle Sue parole mi sembra di capire come si senta in difficoltà con il responsabile del personale, rispetto al quale ha l’impressione “che cerca di fare pulizia”.

Poiché non lo specifica, mi viene da domandarle se sappia con quale ruolo è stato assunto: reclutatore nuovi dipendenti / consulente per monitorare l’andamento aziendale / … Questo perché molteplici possono essere le mansioni affidate ad uno psicologo in azienda, e, sapere questo, potrebbe darle un ritorno anche in merito alle domande che Le sta ponendo.

Riguardo al Suo quesito – “Come devo rispondere per non "fregarmi" – più che suggerirle delle repliche mi sento di indicare un “atteggiamento”: non si senta “intimidita” dalle domande che può farle. Continui a svolgere con professionalità il Suo lavoro e non si lasci “intimorire”. Una condotta sulla linea del “rispetto” e della “cortesia” tra colleghi potrebbe darle quel sostegno necessario per “sostenere” questa collaborazione.

Sperando di averle dato qualche spunto di riflessione, un grande in bocca al lupo.

Cordialmente,

Dott.ssa Sara Marinelli.

 

Buon giorno, sono una mamma di due figli maschi, il più piccolo ha 7 mesi ed e ok. Il più grande ha quasi 11 anni e frequenta la 4 elementare (solo perche è arrivato in Italia tardi). Lui e un bambino che ha grande capacità ma non le sfrutta e molto distratto a scuola, Non ubbidisce alle regole e fa tutto a modo suo pensando di essere il più furbo, non sta mai fermo, risponde male e via cosi come mi lo descrivono i maestri. Devo dire che accasa un po’ di meno ma non e proprio opposto, lui non ascolta mai quando li dico di fare 3-4 cose in contemporaneo fa uno e quello non fino in fondo dopo di che si dimentica delle altre proprio non e attento. Le maestre mi dicono che e un bambino da 10 ma non il suo comportamento non riesce a prendere più di 8. Va bene 8 come voto non è male ma lui potrebbe fare di meglio ma non si impegna. È già terzo anno che lotto con lui perche primo anno appena arrivato aveva interesse per tutto ed era anche tranquillo e educato. Cosa posso fare per riprenderlo che magari domani non sia troppo tardi, che metodi usare. Grazie.

 

 

Gentile Sig.ra,

Posso comprendere la sua preoccupazione. Immigrare e trovare "il proprio posto" in un nuovo contesto socio-culturale non è mai semplice, ne per gli adulti ne tanto meno per i giovani. I cambi che derivano dall'immigrazione possono influire sul comportamento e sulle relazione socio-affettive soprattutto in un periodo cosi particolare come quello della pre-adolescenza e dell'adolescenza. Forse suo figlio è arrivato in Italia dopo aver passato diversi anni lontani da lei? Magari l'arrivo del fratellino è anche un fattore che influenza le dinamiche familiare e il comportamento di suo figlio? Spesso quando avviene un ricongiungimento familiare "È già terzo anno che lotto con lui perché primo anno appena arrivato" è opportuno rivolgersi a uno psicologo al fine di lavorare sulla relazione madre-bambino.

Le consiglio di scegliere un professionista che parli la sua madrelingua. Questo le permetterà di affrontare con una professionista le difficoltà e i disagi che incontra nella relazione genitore-figlio e di trovare le modalità educative e comportamentali più adeguate rispetto alla sua cultura, alla sua storia personale, alla sua personalità e modalità relazionali.

Spero esserle stata di aiuto, cordiali saluti.

 

Dott.ssa Fornillo Maria Vanesa

 

 


24 febbraio 2015

Salve sono Sabrina ho 29 anni. La mia storia è durata 4 anni. Abbiamo convissuto per un anno e deciso di comprare casa. Ora la nostra storia è finita da circa 5 mesi anche se lui non si è mai realmente staccato da me... SMS regali telefonate...ed io pure. Siamo anche stati intimi qualche volta. Ultimamente lui mi ha parlato di tornare... dopo pochi giorni in cui si era parlato di tornare lui mi ha vista in un locale a ballare dove ovviamente era anche lui e il giorno dopo mi ha scritto che ha perso fiducia in me e che devo vergognarmi perché sono mediocre laddove lui pensava fossi l eccellenza... l ho spiazzato mi rendo conto... io ho sempre saputo di lui che fosse in un determinato modo...lui invece non si aspettava di trovarmi a ballare con delle amiche e comunque appetibile per altri uomini. Come devo comportarmi per cercare almeno di mantenere un rapporto civile visto che abbiamo una casa in comune? Lui ha chiuso ogni rapporto. Grazie

 

Cara Sabrina, benvenuta e grazie di averci consultato.

Da quello che mi scrive, potrei dedurre che è nel bel mezzo di una separazione relazionale importante, nella sua biografia. Quattro anni potrebbero essere non pochi per una relazione sentimentale e spesso la rottura della stessa potrebbe richiedere un tempo sensibile per completare il ciclo, per chiudere definitivamente.

La questione che desidererei rivolgerle, innanzitutto, è se per lei, gentile Sabrina, la relazione amorosa con l’ uomo di cui mi scrive sia davvero finita.

 

Una relazione amorosa può trasformarsi in qualcos’ altro, in una relazione civile e, talvolta, anche amicale.

Ma affinchè questo avvenga entrambi i partner, da “ex”, dovrebbero guardare nella stessa direzione, dovrebbero essere d’ accordo sulla nuova forma che il rapporto debba prendere.

Rispetto alla sua domanda, credo, gentile lettrice, che, la questione importante, potrebbe essere il mantenere separate le due cose: bisognerebbe scindere la questione della comproprietà da quella sentimentale.

Mi rendo conto che la sua situazione non è affatto facile, proprio per questo potrebbe proporre al suo ex fidanzato di mantenere le questioni separate.

 

A tal proposito, cara Sabrina, mi verrebbe da chiederle se ha pensato a come desidererebbe che fosse la qualità della nuova relazione che intende intrattenere con Lui.

La invito a pensare alla possibilità di condividere i suoi bisogni con l’ uomo con il quale ha condiviso quattro anni della sua vita.

La reazione che quest’ uomo potrebbe avere potrebbe non dipendere soltanto da come lei si veste, da chi o  i posti che adesso frequenta, ma potrebbe dipendere dal modo che il suo ex convivente ha di affrontare una separazione sentimentale importante.

Le consiglio di rispettare la reazione sia sua che quella del suo ex partner e nel caso, come mi sembra di leggere, non convergano, tentare di accettare l’ altro, senza che entrambi possiate giudicarvi e sentirsi giudicati dall’ altro, rispetto a come si cerca di reagire ad una rottura di un rapporto intimo.

 

Spesso il tempo accorda le intenzioni dell’ uno e dell’ altra.

Spero che questa risposta le possa essere utile, le auguro buona fortuna.

Cordiali saluti, dott. ssa Anna Maria Maresca



23 febbraio 2015

Buongiorno.

Ho 25 anni, lavoro come responsabile hardware e software.

Sono fidanzato da 8 anni e convivo da circa 2, vivo da solo da quando ho 18 anni e ho perso la mamma all'età di 13 anni.

Il mio problema riguarda  la sfera sentimentale... Provo a spiegarmi nel miglior dei modi.

La prima sera di convivenza non sono riuscito a dormire e iniziavo a pensare in modo strano, mi tornavano in mente cose brutte del passato, cose che fino a quel momento non mi era mai capitato di ripensare.

In particolare una ragazzata che ho compiuto i primi mesi di fidanzamento, quando andando a ballare con amici ho dato "un bacio" ad una ragazza, che non conosco e non ricordo neanche il nome, è stato un'evento isolato e una stupidagine adolescenziale. Di quella sera ricordo solo che ero con un amico che inizia a parlare con queste due ragazze venute in vacanza lì,  e tra una chiacchiera e un'altra ho baciato una delle due. In tutti questi anni non mi era mai capitato di ricordare questo evento era come se io lo avessi rimosso.

Ora questo pensiero mi tormenta, non riesco più a vivere serenamente la mia vita. Ripenso sempre a quel bacio e una parte di me vorrebbe dirlo alla mia ragazza, ma ho paura delle conseguenze e sopratutto non voglio farla star male o rovinare la nostra storia per una "ragazzata". 

Un giorno non sono andato  a lavoro, e sono rimasto a casa, quel giorno sono stato malissimo, ho avuto una crisi di ansia, piangevo e non riuscivo a smettere di pensare era come se in testa mi fosse scoppiata una bomba! Piangevo e pensavo alle peggior cose possibili, di diventar matto, di rimanere solo tutta la vita, ma sopratutto di perderla per sempre. 

Pensando e ripensando cerco solo un perchè io pensi a certe cose e come mai abbia avuto inizio, ma sopratutto come fare a smettere.

 

 Ho tratto delle conclusioni, dicendo a me stesso che è stata una fortuna che io abbia fatto quell'errore i primi mesi, all'inizio come facevo a sapere che avrei vissuto una storia così lunga e bella? Per nessun motivo oggi farei un torto alla mia ragazza. Devo perdonare me stesso di quel che ho fatto, pur sapendo di non aver fatto nulla di irriparabile, ma allo stesso tempo impossibile da perdonare per la mia mente.

 

Poi mi capita di pensare che forse è meglio lasciarci, così starei bene, ed è come se una voce dentro di me  cercasse di convincermi che io non la amo e che non mi piace più o addirittura che non mi è mai piaciuta! Questo per darmi la forza di chiudere questa storia, ma poi la guardo e penso  che voglio solo stare con lei e quindi faccio finta di niente e mi tengo tutto dentro, alimentando questo pensiero.

 

Di carattere ho sempre risolto i miei problemi da solo, avendo vissuto da solo mi sono sempre arrangiato e difficilmente parlo dei miei problemi con altri, quindi non ho valvole di sfogo, anche questo aumenta lo stress e l'ansia. 

La mia ragazza  delle volte si accorge che mi chiudo e divento pensieroso  e vorrebbe aiutarmi,vorrebbe entrare nella mia testa e capire cosa penso, e anche io vorrei farmi aiutare, ma come faccio a dirle che io penso continuamente a un'errore che potrebbe rovinare tutto? 

 

Questi pensieri ritornano sopratutto la sera, quando lei è con me, a casa, in macchina, al cinema, con amici a cena ovunque...

Ho cercato di scrivervi tutto, e spero possiate aiutarmi a capire cosa mi succede e come posso tornare a vivere serenamente.

Grazie in anticipo per l'aiuto e complimenti per il supporto che date.

 

 

Carissimo lettore, comprendo bene il suo disagio .Mi pare di capire che le capiti di  sperimentare sentimenti e pensieri contrastanti. Comprendo bene la  paura di perdere la persona amata .

 La perdita della figura materna durante l ‘infanzia è un momento molto profondo e probabilmente l’ ha portato a pensare che sia meglio risolvere sempre da solo le questioni.

Posso dirle che ogni esperienza di vita ci rende persone sempre diverse.  Mi pare di capire che sta da ben otto anni con la sua ragazza e da due anni ha intrapreso con lei una convivenza. Posso comprendere la sua difficoltà a parlare e condividere con altre persone pensieri e sentimenti ma mi chiedo cosa dica di lei il fatto che si sforzi di stare con la sua fidanzata:  Sente che è importante la vostra relazione? Sente di voler investire nel vostro legame? Sente che per lei è importane la sicurezza che le offre la sua relazione?

La convivenza a qualunque età porta a dei cambiamenti nel modo di vivere il rapporto di coppia, nuove responsabilità, capacità di affrontare la quotidianità insieme ma allo stesso tempo tenere degli spazi per se stessi. Spesso è un luogo comune pensare al bisogno di stare con se stessi , dedicarsi a quello che piace a noi come qualcosa di negativo o egoistico, così quando si è “costretti” a stare da soli si possono sperimentare sensazioni e sentimenti non piacevoli. Penso sia importante “imparare il senso di compagnia con Se stessi”.

 

È importante un giusto equilibrio tra la capacità di stare da soli ma stare bene e la capacità di stare con gli altri.

All’interno di una coppia è importante avere dei propri interessi, poter uscire con i propri amici non solo con quelli in comune in quanto coppia. Mi chiedo  se  aver pensato il primo giorno di convivenza ad un evento passato, una ragazzata come la definisce  lei, possa esser  stato un segno di  paura inconsapevole del “cambiamento” o il riconoscere quanto sia importante la sua ragazza e il cammino intrapreso insieme, da aver paura di perderla  e risperimentare sentimenti collegati alla sua infanzia. Credo non sia sempre facile capire i nostri bisogni e riconoscere i nostri limiti da soli, ma credo siano importanti per comprendere il senso di quello che ci accade (es. il suo pianto irrefrenabile) e che ci può mettere sotto scacco.

Non posso dirle se dire o meno  della ragazzata passata ma penso sia importante pensare al presente ed ai significati che questo può avere per lei, ma non tanto per un gusto delle elucubrazioni, ma per capire gli effetti che ha sul suo stato d’animo e sulla sua vita oggi.

 

Lei non è più la persona che ha fatto “la ragazzata” e come dice Lei stesso ora non farebbe mai una cosa del genere. A mio parere dovrebbe concentrarsi sulla situazione attuale e suoi significati che veicolano queste emozioni che le stanno comunicando qualcosa di necessario per lei.

Le potrei consigliare di confidarsi e potersi liberare dei suoi pensieri  e ad un amico fidato o affrontate la paura della perdita proprio con la sua ragazza.

 

Può  cercare di mettere per iscritto i suoi pensieri , cercare di capire quali sono gli aspetti positivi della sua relazione e quelli che vorrebbe poter cambiare , se sono presenti, e in seguito comunicarli alla propria ragazza. La comunicazione è un mezzo importante nella coppia e in tutte le relazioni sociali e interpersonali che può aiutare a trovare la serenità di coppia. Mi sembra che possa essere molto importante per lei poter trovare anche un aiuto magari in un collega psicologo che le permetta di liberarsi da un peso che mi sembra lei descriva come troppo ingombrante e troppo condizionante.

Dott.ssa Laccu Sabrina



20 febbraio 2015

Buongiorno

ho 42 anni e da circa un mese frequento un uomo di 54 anni.

entrambi siamo separati e la nostra storia è nata da una frequentazione di amicizia poi sfociata in un sentimento di attrazione mentale e fisica.

stiamo bene insieme. ci vediamo secondo le ns possibilità lavorative e personali, senza assilli da entrambe le parti

proprio questa moderazione e il venirsi incontro è una delle cose che apprezziamo di più.

Entrambi ci siamo detti di lasciare che tutto vada come deve andare.

siamo molto coinvolti e siamo piacevolmente sorpresi di questo sentimento così naturale

Dopo un fine settimana trascorso insieme (organizzato da lui), già il lunedì dopo lo sentivo distante al telefono (io ero fuori città per lavoro) e il martedì sera al telefono mi ha detto che voleva vedermi ma che era di umore un po' nervoso etc...aggiungendo che ero troppo accomodante e che avrei dovuto mandarlo a spasso..

ho risposto che non ero accomodante ma che lasciavo libera la persona. e poi gli ho detto "ok. ho capito come ti senti. ci sentiamo fra qualche giorno".

e'successo ieri (27 gennaio) sera...

cosa devo pensare?

grazie


Gentile Signora,
è plausibile che nutra delle incertezze nei confronti dell’uomo che sta frequentando, proprio perchè sta imparando a conoscerlo in questo periodo. Lei ha scelto di lasciarlo libero e di essere accomodante nei suoi confronti. Che dire, se non di farsi forza di questa risorsa, la pazienza  e di questa sua dote di riflessione. Lasci che questo uomo trovi la sua dimensione per stare dentro questa coppia ( che avete scelto insieme di formare) con i suoi umori e le sue fluttazioni quotidane (che sono naturali anche a noi donne).
Le cose si aggiustino da sole, basta saper aspettare. Questa è anche l’età, a mio avviso , che da più soddisfazioni a livello sentimentale. E’ letà in cui l’amore è più mentalizzato perché basato sulla fiducia. Nel vostro caso è anche un’amore più maturo perché venite da entrambi da precedenti relazioni.
Cordialità Dr.ssa Varotto

 

16 febbraio 2015

Buona sera, vorrei raccontarvi in breve la mia storia e porvi delle domande, ho 32 anni e sono stata sposata con mio marito che ne ha 27 , per 8 anni, Il nostro è stato un grande amore (abbiamo anche 2 bimbi) ci siamo amati e credo ci amiamo ancora molto ma purtroppo per problemi caratteriali, negli ultimi 2 anni litigavamo molto anche davanti ai bambini, e questo chi ha portato a decidere a malincuore di allontanarci...Per me è stato subito molto risolutivo, inizialmente stavo bene avevo una grande energia e mi sentivo finalmente libera di potermi riprendere in mano la mia vita (perché negli ultimi tempi avevo rinunciato a tutto per lui...è viceversa...diciamo che ci eravamo chiusi nel nostro rapporto per paura di perderci) ero serena e libera credevo di non amarli più...Lui ne ha sofferto molto...Sono passati 8 mesi in cui comunque ci siamo sempre visti per i bambini è anche per il piacere di vederci ma senza mai dire una parola in merito alla separazione, ad oggi mi manca molto vorrei ricostruire la mia famiglia ne ho parlato con lui ma dice di stare finalmente bene è di essere tranquillo e che per ora non vuole rovinare tutto ritornando sui suoi passi, credo sia preoccupato che possano tornare i brutti momenti e i litigi per di più dice di non provare più quello che provava prima,però abbiamo condiviso momenti di intimità in cui ho avuto la percezione che provasse ancora dei sentimenti mi abbracciava e mi guardava come un tempo... Ma lontano da letto si mostra freddo e distaccato... Cosa prova davvero? Non capisco se davvero è finita o se è solo un momento in cui sta cercando equilibrio e poi tornerà...ora sta riassaporando la libertà e magari gli piace ma passerà sentirà di nuovo la voglia di stare con me? Attendo una vostra risposta e vi ringrazio per aver letto il mio sfogo. I.

 

 

Gentile I.,

delle Sue parole percepisco come questo momento non sia facile.

Leggendo la Sua lettera mi sembra di capire come Lei ed il Suo compagno vi siate sposati in giovane età e, alla luce di recenti difficoltà, abbiate deciso di separarvi. Il senso di libertà e serenità di cui parla e che ha provato dopo la separazione può essere in “conseguenza” alla limitazione vissuta in coppia – usando le Sue parole “ci eravamo chiusi nel nostro rapporto per paura di perderci”. Passare del tempo senza Suo marito Le ha permesso di riappropriarsi di alcuni spazi che prima si negava – cosa che, mi sembra di capire, sta sperimentando anche Suo marito.

In seguito ad un difficile momentodi coppia ed una separazione, è lecito provare timori quali “che possano tornare i brutti momenti e i litigi”. Se vi è però il desiderio di darsi un’altra possibilità, si può trovare assieme un modo nuovo di vivere la coppia, mantenendo, ad esempio, i propri spazi ed interessi.

Questo percorso di “ri-costruzione”, tuttavia, può intimorire. Mi chiedo quindi se non possa considerare di intraprendere con Suo marito un percorso di terapia di coppia. Ciò potrebbe aiutarvi a fare chiarezza su quelli che sono i vostri attuali sentimenti, e trovare modi nuovi di stare insieme.

Spero di averle dato qualche spunto di riflessione, e un grande in bocca al lupo.

Cordialmente,

Dott.ssa Sara Marinelli.




09 febbraio 2015

buongiorno . 

ho 40 anni , single nella vita lavoro nel cinema. ho conosciuto 9 mesi fa una donna di 42 anni separata , con una figlia di 14 anni. lei lombarda io romano. la storia e' stata bella anche se a distanza, poiche' per  i  rispettivi impegni di lavoro e impegni suoi familiari i primi 6 mesi ci siamo ''conosciuti '' solo tramite telefonate ( ad ogni ora del giorno) e foto in abbondanza.

 

Credetemi se vi dico che e' stata una bellissima storia sembrava entrati nel film C E' POSTA PER TE dove i protagonisti si incontrano all ultimo dopo essersi '' amati e conosciuti'' via telefono e chatt.

 lei parlava con mia mamma , io con sua figlia, mi mandava le foto della pagella della figlia, del suo papa' della sua vita insomma  vi dico era innamoratissima. a settembre succede pero' che la figlia ha un blocco, non vuole piu' frequentare la scuola ; dopo aver cambiato scuola, la figlia presenta lo stesso problema.

 

lei scopre, poi  di avere problemi alla tiroide , e tra psicologhi della figlia e visite mediche per lei , noto che il rapporto stava cambiando. (Sua madre , sempre lontana , ora le sta sempre vicino). 

Una sera mi ha detto che voleva lasciarmi per preservarmi da ulteriori sofferenze che ,  suo dire , non meritavo; le ho detto che volevo starle vicino, ma lei ha risposto che aveva sempre risolto tutto da sola nella vita e cosi' voleva anche adesso. ho chiesto di incontrarci , ma niente da fare . Il 6 dicembre mi scrive che mi amava ma che dovevo andare avanti con la mia vita e che lei intanto risolveva questi problemi.

 

l' 8 dicembre vede dei '' mi piace '' di altre donne sul mio profilo ( succede che dopo un film o un apparizione altre donne ti mettono il LIKE )  ed in preda ad una furia mai vista mi lascia .

 

il 14 le scrivo per sapere come fosse andata una visita specialistica che doveva fare , e dopo avermi detto l esito mi ha salutato freddamente. dopo tre settimane  , mia mamma la contatta per sapere come stesse in salute e cosa fosse successo , e lei , dolcemente risponde che doveva risolvere dei problemi li a casa sua e che doveva risolverli da sola. Noi ci sentiamo la sera stessa e mi dice che non mi ama piu' per la distanza che c era tra noi. 

Rimaniamo allora in contatto come ''amici'' perche' comunque voglio starle vicino ( so che deve affrontare l intervento a milano tra poco ) e chiedo anche della figlia e mi dice che sono in fase di ''sistemazione''. DOMANDO A VOI : ma un amore seppur a distanza ma credetemi intenso , puo' finire in 3 settimane ?

 

e poi: lei chatta con me tranquillamente ( la contatto sempre io) ma non vuole rispondere al telefono; da dire che quando ci sentivamo era lei che chiamava sempre, ed era ( parole sue) innamorata anche della mia voce. 

non so che pensare : mi vuole ancora bene ? o secondo voi mi sbaglio? non so se voltare pagina o aspettare senza chiamarla piu'. IN SOSTANZA COSA LE E' SUCCESSO ??? scusate per la lunghezza della lettera ma e' per me importante. GRAZIE PER L OPPORTUNITA' CHE MI DATE .

 

caro lettore,
la ringraziamo per averci contattato.
dalle sue parole mi sembra di capire che la storia di cui parla sia stata abbastanza intensa e anche importante (lo percepisco anche dal fatto che ha coinvolto le vostre famiglie). purtroppo però,le storie a distanza, sono un pò più difficili da gestire rispetto a quelle vissute insieme quotidianamente, soprattutto nel periodo iniziale del rapporto, caratterizzato dalla reciproca conoscenza. probabilmente, ad aver appesantito la situazione ci sono stati i problemi che ha dovuto affrontare la sua ex compagna e che forse hanno contribuito ad allontanarla da lei. infatti, non tutti sono disponibili ad avere qualcuno vicino nei momenti di difficoltà. inoltre, ritengo che non tutti siano in grado di gestire la distanza in un rapporto, quindi magari la sua ex compagna ha voluto allontanarsi proprio per paura di legarsi ancora di più a lei e soffrire per il fatto di non averla accanto.

 

provi a rispettare il suo desiderio, le dia il tempo di riflettere su quello che vuole, lei nel frattempo viva la sua vita normalmente, si dedichi ai suoi interessi, ai suoi hobby e al suo lavoro e non viva nell'attesa di un suo ritorno.
spero di avere in parte risposto alle sue domande e le auguro di trovare serenità.
dott.ssa Clelia Manganaro


02 febbraio 2015

salve sono un ragazzo di 34 anni io ho un bellissimo rapporto di amicizia con un mio amico di 25 anni ci volgiamo molto bene mi confida tutto di lui e io di me lui sa anke che sono bisex comqe da quando frequento un altro amico nostro che conosciamo entrambi diventa geloso del rapporto di amicizia che ho con altro ora lui appena chiuso una storia durata4 anni con la sua ragazza. ultimamente mi contatta poco poi ritorna a farsi sentire come prima dice che lui mi contatta ma nn perke mi desidera poi dice che gli danno fastidio i miei comportamenti che sembrano femminili poi ritorna sempre da me perke mi vuole bene .perke fa cosi?prova attrazione nei miei confronti? 

 

Gentile lettore,

Posso capire la sua difficoltà a comprendere cosa vuole, cosa sente e perché il suo amico magari alterna momenti di apparente ostilità ed allontanamento e momenti di benevolenza ed avvicinamento. Mi chiedo se forse non sarebbe interessante per lei capire in primis cosa prova, cosa desidera e cosa si aspetta da questa persona e della vostra relazione di amicizia ma anche forse capire cosa questa persona si aspetta, desidera e vuole da lei, della vostra relazione di amicizia? A volte mettere parole su pensieri ed emozioni  può aiutare a definire, in modo più chiaro, una situazione e una relazione, diminuendo probabilmente l'ambiguità, i dubbi e le difficoltà comunicative e relazionali che si possono creare con il passare del tempo.

Spero esserle stata di aiuto, augurandole una buona giornata, la saluto cordialmente.

Dott.ssa Fornillo Maria Vanesa

 

 

salve sono un ragazzo di 34 anni io ho un bellissimo rapporto di amicizia con un mio amico di 25 anni ci volgiamo molto bene mi confida tutto di lui e io di  me lui sa anke che sono bisex  comqe da quando frequento un altro amico nostro che conosciamo entrambi diventa geloso del rapporto di amicizia  che ho con altro ora lui appena chiuso una storia durata4 anni con la sua ragazza. ultimamente mi contatta poco  poi ritorna a farsi sentire come prima dice che lui mi contatta ma nn perke mi desidera  poi dice che gli danno fastidio i miei comportamenti che sembrano femminili poi ritorna sempre da me perke mi vuole bene .perke fa cosi?prova attrazione nei miei confronti?

 

Buongiorno, ho letto con molto interesse la tua mail. Mi sembra di capire che il rapporto di amicizia tra te e questo tuo giovane amico sia un pò in crisi in questo momento.

L'unica persona che può dirti se questo tuo amico prova attrazione nei tuoi confronti e ha un interesse che va al di là del vostro rapporto d'amicizia è proprio lui.

Credo che la cosa migliore da fare sia proprio parlarne con lui apertamente, con calma, mostrando a lui le tue perplessità e i tuoi dubbi. Fare supposizioni senza condividerle con lui può allontanarvi e per capire cosa sta succedendo è importante che vi confrontiate con dolcezza e tranquillità. Credo che questo sia possibile perchè come mi scrivi tu, siete amici e vi volete bene. 

Mi farebbe molto piacere se tu mi aggiornassi sull'evolversi della situazione, sperando di poterti essere ancora d'aiuto.

Cari saluti

 

Dott.ssa Francesca Masserdotti

 


27 gennaio 2015

Salve a tutti,

vorrei esporvi la mia situazione.

Circa un anno fa ho conosciuto una ragazza in chat con la quale si è instaurato un bellissimo rapporto e affetto, io sono romano e ho 35 anni e lei toscana ed ha 24 anni.

Ci sono stati degli alti bassi perchè a me avrebbe fatto piacere incontrarla mente lei una volta mi diceva di si e una volta di no perchè non voleva avere legami.

Ad un suo ennessimo rifiuto ho deciso di non sentirla più e così è stato per circa tre mesi. Dopo questo periodo però mi ha contattato lei dicendomi che le ero mancato e che prima era in una fase della vita in cui non voleva avere legami ma che ora era pronta.

Non ci siamo visti immediatamente perchè lei era all'estero per studio ma ci eravamo ripromessi che appena tornata in Italia ci saremmo incontrati.

Così è stato,sono partito da Roma per andarla a trovare in toscana: ci siamo visti nello scorso weekend e credetemi siamo stati benissimo, abbiamo scherzato, scambiato effusione, è stato un weekend fantastico al di sopra di ogni aspettativa per entrambi.

Ora espongo però la situazione, quando stavamo ancora insieme lei aveva dei dubbi: in primis lei sta ancora studiando e ha paura che un impegno possa distoglerla da ciò e inoltre non vuole avere un rapporto a distanza perchè ritiene di non potercela fare.

Ho insistito un pò per cercare di convincerla e alla fine siamo arrivati alla conclusione che avremmo provato per un mese.

Mi ha colpito una cosa: quando stavamo benissimo domenica pomeriggio mi ha chiesto se fossi rimasto deluso da lei...domanda un pò strana dal momento che stavo così bene con lei...

Salutandoci mi ha detto che era un sacco di tempo che non stava così bene e che sarebbe venuta lei nel weekend successivo a trovarmi a Roma. Al momento del saluto mi ha detto con le lacrime agli occhi che già le mancavo.

Passano due giorni e mi dice che ci ha pensato bene, che non ha tempo per una relazione a distanza e che è meglio se restiamo amici.

Cosa mi consigliate?

Credo che lei abbia paura di un impegno perchè vuole dedicarsi allo studio e vorrebbe, giustamente in caso,avere una persona vicina...come in realtà vorremmo tutti.

E' possibile che questi timori le facciano cambiare idea? Di non provare a frequentare una persona con la quale sta bene?

Inoltre, purtroppo lei è cresciuta solo con la madre e questo non so quanto peso possa avere nelle sue relazioni con l'altro sesso, in un momento in cui si è aperta mi ha confidato che le è molto mancata la figura paterna e che sta pensando da un pò di tempo di andarlo a trovare e che le basterebbe anche solo vederlo da lontano.

So che è stato solo un weekend e che non conta molto in una vita ma mi sembra assurdo che due persone che si trovano così bene esauriscano tutto in due giorni e non provono a rivedersi..

Di nuovo grazie.

 

Un saluto

F.

Gentile Fabio, grazie per averci scritto.

Dalla sua lettera mi sembra che la ragazza da lei conosciuta in chat le abbia dato più volte modo di sospettare che la vostra relazione avrebbe avuto difficoltà a partire. Da subito, infatti, non le ha nascosto la sua indecisione e perplessità (perchè sta studiando e non crede di riuscire a sostenere una relazione a distanza). Mi chiedo invece che ragioni ha lei Fabio di insistere con questa ragazza, che le ha detto di non volere legami, nel convincerla ad iniziare una relazione.

È possibile che la ragazza sia in difficoltà nel costruire una relazione matura con lei per via della sua storia con la figura maschile, ma non so che margini possa avere lei Fabio per dare prova a questa ragazza di potersi fidare di lei se lei stessa non accetta a pieno la sua vicinanza e l'impegno di costruire una relazione con lei.

Le credo quando scrive che siete stati bene insieme quando vi siete visti, ma per costruire una relazione stabile fra due persone serve oltre che l'affiatamento e il sentimento, anche una sorta di senso di responsabilità per l'impegno a due che ci si assume.

Spero di esserle stata utile.

 

Dott.ssa Giovanna Stecca

 

 

Salve dottore, sono Sara e ho 23 anni, io ho un problema, perché il fratello del mio fidanzato non scherza con me? Eppure non gli ho fatto niente,  e gli chiesi anche se gli ero antipatica e lui mi rispose di no. Con altri scherza e con me no, perché? Attendo una vostra risposta. Grazie

 

 

Cara Lettrice capisco il suo disagio.

Il comportamento delle persone è molto complesso e avrei bisogno di ulteriori informazioni per poter darti un maggiore aiuto. Da quello che mi scrivi il fratello del tuo fidanzato non scherza nello stesso modo come fa con le altre persone. Potrebbe essere per rispetto nei tuoi confronti e di suo fratello. Il rapporto tra fratelli sin da quando si è piccoli è particolare. Da una parte un fratello è un compagno di giochi, un sostegno, un confidente e alle volte un compagno di marachelle; dall’altra però il fratello, in genere il più piccolo, viene percepito come una minaccia, un concorrente che compete per una risorsa molto importante, ovvero le coccole e l’attenzione dei genitori, dunque del loro affetto lasciando l’altro in penombra. La rivalità fraterna rimane nella maggior parte dei casi un fenomeno normale che dovrebbe assopirsi nel corso della crescita fino ad estinguersi. A volte però dura nel tempo. In questo caso probabilmente non vuole far ingelosire il fratello, mettendo in atto un comportamento che potrebbe infastidirlo o essere mal interpretato.

 Da quello che mi scrivi, il fratello del tuo ragazzo non ha nulla nei tuoi confronti. Ti consiglierei di aspettare un po’ di tempo e vedere che succede.

 

Dott.ssa Laccu Sabrina

 


23 gennaio 2015

Caro psicologo sono un uomo di 37 anni. Sto insieme ad una ragazza di 34 da 5 anni e abbiamo una bimba di 4 anni. Più o meno 6 mesi fa (maggio) la mia compagna mi ha tradito con un ragazzo di 23 anni lasciandomi per motivi banali tipo non mi portavi più a ballare e così dicendo e instaurando un vero e proprio rapporto con lui. Ora lei lo ha lasciato perché non credeva nel suo amore ed i genitori di lui erano contrari. Lei dice di non amarlo più e da circa un mese stiamo riprovando a costruire la nostra relazione.

Solo che lei continua a relazionarsi con lui via messaggi ed io non riesco a capire che sentimenti prova per me,non mi fa capire ne se mi vuole ne se non mi vuole. Abbiamo avuto dei rapporti fisici ma subito dopo si è chiusa in se stessa e non vuole più nessun contatto dicendo che per ora vuole stare così, con la mia presenza e basta senza rapporti. Io sono convinto del fatto che purtroppo lei non provi più nessun sentimento verso di me però quando lo chiedo a lei mi risponde " se sei convinto così vattene da casa " oppure " che ne sai se tra qualche mese non torno come quella di prima ". Sono veramente disperato non riesco a capirla e viviamo male perché si litiga molto perché io voglio che sia chiara con me. Grazie di cuore in anticipo per l'aiuto.

 

Gentile lettore,

la ringrazio per aver scelto il nostro spazio in un momento così doloroso della sua vita.

Ho letto con molta attenzione la sua lettera e immagino bene quanto stia male in questi giorni. Da quello che mi scrive sta vivendo una situazione non sono dolorosa, come è doloroso ogni tradimento e ogni fallimento in una storia, ma sta anche vivendo una situazione di confusione e ambivalenza, dico questo in base alle frasi, che sanno di paradosso con cui la sua compagna risponde alle sue domande sui suoi sentimenti. “O sei convinto e te ne vai di casa”…oppure resti e fra qualche mese è possibile che cambi. Le due frasi le ho legate io in questo modo perché da come le racconta anche se lei non le dice legate, si pongono quasi come un’affermazione paradossale. Lei può dare retta alle sue convinzioni e allora dovrebbe lasciare la sua compagna, che si convincerà così che non la ama, oppure da la dimostrazione del suo amore, rimane a casa ad aspettare un possibile cambiamento, ma in questo modo non ascolta sè stesso e le sue sensazioni. Questa affermazione non è concretamente un paradosso, ma è comunque un segno di una comunicazione non funzionale e di una dinamica di rapporto che probabilmente erano presenti anche prima del tradimento della sua compagna.

Affrontare le riflessioni sul perché sia successo questo nella vostra storia, su cosa stava succedendo nella vostra relazione, credo sia prematuro, se prima non trova lo spazio per lei, per viversi il dolore, per cercare di riuscire a sentire sé stesso. Ha subito una forte ferita, ha avuto il modo di poterla piangere? Di starci male? E per starci male intendo sentire il proprio dolore, senza inseguire pensieri sui perché e sui ma come? A questo si aggiunge la presenza di una donna che non pare molto definita e che la fa cadere ancora di più nella confusione, le fa attivare domande e pensieri che la allontanano dalle sue emozioni. Quello che sto cercando di comunicarle è che dovrebbe cercare di ricentrarsi, provare a lasciar fluire cosa prova, come sta.. Ricentrarsi su sé stesso la può aiutare ad iniziare a riflettere sulla sua storia di coppia, sulla sua compagna, se è davvero una donna così che vuole. Ma le ripeto questi interrogativi devono venire dopo, ora anche lei ha bisogno del suo tempo, che è forse quello che le sta chiedendo la sua compagna dicendo che le basta la sua presenza e basta.

Prendersi del tempo ,osservarsi, sentirsi, può aiutarla ad allentare la spirale dei dubbi e dei pensieri che la fanno stare ancora più male e potrebbe essere utile anche per entrambi sia che decidiate di iniziare un percorso in cui in coppia, insieme decidiate di rivedere e ridefinire la vostra storia, sia che prendiate qualunque altra decisione.

Se vuole usare di questo spazio per iniziare a riflettere sugli aspetti che le ho posto sopra, sarà ben lieta di aiutarla.

La saluto cordialmente,

Dr.ssa Marzia Dileo



20 gennaio 2015

Salve, sono una ragazza di 22 anni e ho dei problemi nel comportamento che ho verso il mio ragazzo anche se lo amo moltissimo e non vorrei mai rompere con lui.

Vi avevo già scritto in passato riguardo a quando ho scoperto che mi aveva nascosto il rapporto di amicizia e le uscite a due con la sua ex. In particolare vi avevo scritto riguardo al mio dubbio di essere io quella intollerante e "cattiva" nel non tollerare, nel detestare, quel rapporto innocente tra i due ma di non riuscire comunque ad accettarlo. Mi stupisco ancora sia di averla presa così male sia di aver accettato una situazione che non mi sta bene (normalmente riguardo le cose che mi fanno soffrire tanto sono un tipo poco accomodante).

Purtroppo però nell'ultimo periodo vedo che forse il problema è diverso. Con lui non sono solo accomodante ma non riesco ad oppormi e accetto tutte le cose severe che mi dice. Ad esempio quando litighiamo gli do ragione in modo remissivo.

Per esempio l'altro giorno l'ho supplicato di farsi sentire ogni tanto ora che siamo lontani, di scrivermi anche solo un sms ogni tanto e che soffro quando non mi risponde per giorni a un "ciao come stai?". Lui ha ribaltato la situazione dicendo che il problema è che io sono insofferente e che sono troppo stressata, che pretendo troppo e che lui non per cattiveria ma si scorda di rispondermi,  che è fatto così e non cambierà, anzi fa già il massimo. Io gli ho dato ragione ho detto che è colpa mia che è vero che sono nervosa e devo accettare come è fatto lui.

La cosa peggiore è stata una sera in cui era fuori con la ex e si era dimenticato di dirmi che non cenava con me mentre io ero a casa che lo aspettavo. L'ho contattato via sms per sapere della cena, mi ha detto che aveva già mangiato e poi, non so cosa mi sia successo, ma mentre gli scrivevo che si era scordato di me ho iniziato ad avere l'affanno e le vertigini. L'ho cercato per dirgli che stavo male e non rispondeva, poi, quando ha risposto è tornato a casa. Dapprima mi ha abbracciato e mi è stato vicino ma poi quando mi è passata ha detto  che sono debole. Che lui è forte e che non mi capisce perchè i forti non capiscono i deboli e infatti gli attacchi di panico capitano solo alle ragazze giovani. Io gli ho dato ragione, ho detto, credendoci, che sono debole e mi sono scusata.

Io non capisco che succede, di solito sono diversa, normalmente reagirei, invece di fronte a lui non riesco a ribattere o anche solo a giustificarmi.

In certi frangenti vorrei cercasse di venirmi incontro e mi desse qualche attenzione in più. Così, in certi litigi gli ho chiesto di sforzarsi di capirmi o scendere a compromessi ma lui dice che fa già il massimo, che è incurabilmente egoista e che è sempre stato un pessimo moroso e io mi accontento di quella risposta. Mi dico che d'altronde lo amo anche se ha dei lati negativi come tutti, che sbaglio anche io a essere così remissiva e che lui a volte vuole si comporta come fa per temprarmi. Tutti dicono che dovrei lasciarlo ma lo amo profondamente anche se è un ragazzo molto egoista, e da parte mia devo dire anche il mio atteggiamento non è costruttivo.

Sto sbagliando tutto e magari ingigantendo il problema? e impegnandomi a  cambiare atteggiamento o cercando di essere più forte potrei cambiare qualcosa?

 

Buongiorno,

innanzitutto grazie per averci scritto e per aver avuto fiducia che il tuo scritto potesse trovare lettura e considerazione (mi permetto di usare del tu, considerata la tua giovane età).

Nel tuo scritto parli di remissione, di un atteggiamento accomodante, di debolezza “non riesco ad oppormi”, “è colpa mia…sono debole…mi sono scusata”.

Dalle tue parole mi sembra che il sentimento da te provato verso il tuo fidanzato è forte “lo amo tantissimo” e al termine scrivi “Sto sbagliando tutto e magari ingigantendo il problema? e impegnandomi a  cambiare atteggiamento o cercando di essere più forte potrei cambiare qualcosa?”.

È difficile rispondere a queste domande in questa sede anche perché mancano alcune informazioni (da quanto tempo vi conoscete? Quali i motivi della vostra lontananza? Il vostro rapporto è sempre stato così oppure vi sono stati dei cambiamenti?..ecc..). Vorrei provare a far emergere ulteriori spunti di riflessione.

Scrivi di un periodo di lontananza e di come ti senti sola a tal punto da dover richiedere la sua presenza con suppliche “l'ho supplicato di farsi sentire ogni tanto ora che siamo lontani, di scrivermi anche solo un sms ogni tanto e che soffro quando non mi risponde per giorni a un "ciao come stai?".

Il rapporto di coppia è un incontro tra due storie, tra due bisogni..avete avuto modo di parlarne? Hai avuto occasioni per confrontarti con lui su quanto la sua presenza sia importante e di come tu abbia bisogno di lui? Cosa ti dona lui?

Scrivi “In certi frangenti vorrei cercasse di venirmi incontro e mi desse qualche attenzione in più…”, gliene hai parlato?

Dalle tue parole sembra che la sua lontananza (non solo fisica) ti crea sofferenza (vedi attacchi di panico) e di come quest’ultimi siano anche diventati un modo per riavvicinarlo “L'ho cercato per dirgli che stavo male e non rispondeva, poi, quando ha risposto è tornato a casa”.

Gli attacchi di panico non sono segno di debolezza. L’ansia così come la paura sono emozioni normali, che provano tutti. Hanno in sé un importante funzione, quella di avvisarci situazioni pericolose oppure spiacevoli, e lo fanno attraverso delle modificazioni fisiologiche. Entro certi livelli, dunque, l’ansia e la paura sono necessarie, poiché ci consentono di affrontare le situazioni che temiamo ricorrendo alle nostre risorse. Tuttavia, quando l’ansia o la paura sono molto intense..possiamo provare alcuni sintomi come quelli che hai descritto tu “ho iniziato ad avere l'affanno e le vertigini”. Dal punto di vista psicologico, l’ansia non è il problema, ma è il sintomo di un malessere più profondo che emerge indirettamente.

Infatti, quando l'ansia è presente in maniera forte, indica che la persona non è in armonia con se stessa, con i suoi bisogni e desideri. La consapevolezza di trovarsi di fronte ad una situazione d’ansia è il primo passo per poterla affrontare. Questi attacchi di panico di cui parli, è la prima volta che li vivi? Quando si presentano? Hai provato a condividere con lui questo momento?

Prova a condivider con lui queste emozioni, paure, sensazioni che provi al fine di costruire un progetto insieme..la coppia è tale proprio perchè si è parte attiva di questa “danza”, prova a comunicargli “il tuo passo”..

Mi auguro di esser riuscita a darti altri spunti su cui riflettere,

Saluti

Dott.ssa Chiara Poleni



12 gennaio 2015

Salve, mi chiamo Simona ho 24 anni. Vi espongo la mia questione...circa due mesi fa il mio ex fidanzato con il quale sono stata fidanzata circa  sei mesi e mezzo,  mi ha lasciata a seguito di un litigio che è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso...mi ha lasciata dicendomi che mi amava ancora ma che lui non riusciva più a tollerare i miei difetti, come l'essere pessimista oppure essere spesso ansiosa e cosi via e che io non sarei mai cambiata, per questo lui non ha mai voluto concedere alla coppia una seconda possibilità per vedere se insieme avremmo potuto superare questa "crisi"e dunque ha preferito come disse lui evitare di soffrire

.Lui non si è mai fatto più sentire da quel giorno, solo che le prime volte che ci siamo rivisti in comitiva a seguito della nostra separazione, era sempre lui ad avvicinarsi a me e instaurare un dialogo e avere delle attenzioni come se stessimo ancora insieme...ma ad ogni fine serata ripeteva che ritornare insieme non era cosa o che comunque non era ancora il momento che lui aveva bisogno di tranquillità e che "aveva la guerra in testa" ma non ha mai proferito parola su quest'ultima con me...ed io non ho mai capito allora questo suo atteggiamento a tratti ambiguo. Invitai anche lui al mio compleanno e proprio quel giorno parlammo per l'ultima volta e mi disse che con me non avrebbe potuto avere un rapporto civile con me siccome non mi vedeva come un'amica.

Da quella sera come da quando ci siamo lasciati io non l'ho mai più sentito e ho avuto modo di rivederlo soltanto in un'occasione, li ci siamo solo salutati ma ne io ne lui ci siamo rivolti la parola, notavo allo stesso tempo che comunque durante la serata mi guardava spesso e a fine serata, mentre io ero ancora nel locale lui si fermò sull'uscio della porta e mi diede l'impressione come se volesse aspettarmi per dirmi qualcosa, ma quando passai e uscì non fu cosi.

Ad oggi continuo a non sentirlo e vederlo (non credo lo rivedrò più) e sono dunque molto triste, delusa,angosciata soffro tanto per  la sua assenza e non so più come reagire e "guarire" da ciò, perché non riesco a spiegarmi come lui mi abbia rimosso dalla sua mente con cosi tanta semplicità senza alcuno sforzo, senza aver più bisogno di sentirmi nemmeno mezza volta, dopo tutto quello che ha fatto e ha detto si durante la storia che dopo, perché io ci ho creduto so del suo passato e so che non mi ha mai preso in giro e ci ha tenuto realmente, siccome anche lui in passato ha sofferto tanto, difatti conoscendolo appena ci lasciammo notavo il suo dolore in quelle poche occasioni durante le quali ci incontravamo insieme ai nostri amici.

Ad oggi per giunta soffro anche spesso di crisi d'ansia che difficilmente riesco a gestire da sola, perché immagino lui che tipo di vita conduce senza me cosa fa e soprattutto immagino lui con un'altra donna perché so che lui trova una bella ragazza una della sua comitiva. Questa notizia non ha fatto altro che farmi stare male e degenerare nei pensieri lo immagino sempre insieme a lei fare tutto ciò che faceva con me anche se so che comunque non sono fidanzati....questa grande assenza accompagnata da questo lungo silenzio mi stanno stroncando vorrei reagire e avere delle risposte.

 

 

Cara Simona,

mi dispiace che tu ti senta angosciata per la fine della tua relazione. Purtroppo, da quello che mi dici, il tuo ex fidanzato sembra essere sicuro della sua decisione e il fatto che non lo senti più sta a indicare probabilmente che  la sua sia stata una decisione definitiva. Se il tuo ex fidanzato non ricambia i tuoi sentimenti, purtroppo ti farebbe solo soffrire continuare a pensare a lui, soprattutto in vista del fatto che frequenta un’altra ragazza. Cosa puoi fare? Come puoi provare a reagire? Innanzi tutto dovresti cercare di rispettare la sua decisione e, di conseguenza, dedicare più tempo a te stessa, ai tuoi interessi (hobby, sport..). In secondo luogo, ma non meno importante, dovresti, secondo me, provare a gestire questo tuo stato di ansia generalizzata che, da quello che dici, sembra invadere i tuoi pensieri.

Potresti rivolgerti a uno psicologo della tua zona o online che possa aiutarti a gestire la tua ansia, affinchè tu possa sentirti libera di esprimere le tue capacità, senza sentirti ostacolata costantemente dall’ansia. Voglio rassicurarti sul fatto che l’ansia è uno stato d’animo che potresti imparare a gestire positivamente con l’adeguato sostegno psicologico. Spesso infatti l’ansia è dovuta ad erronee interpretazioni degli eventi che portano a generare emozioni negative (es. la convinzione erronea “non merito l’amore di nessuno” può provocare la paura di restare da sola; se invece modifico la mia convinzione in “sono una persona meritevole di amore”, come conseguenza posso accettare con serenità la fine di una storia d’amore e sperare in una nuova relazione). 

Tu stessa senti la necessità di “guarire” avvertendo probabilmente il bisogno di ricorrere a una persona (lo psicologo) che ti aiuti nel percorso di gestione dell’ansia.

Spero che tu riesca a superare questo momento, in bocca al lupo! Resto disponibile per ulteriori domande.

Dott.ssa  Anna Verde     


15 gennaio 2015

Salve, sto attraversando il periodo peggiore della mia vita..non auguro a nessuno quello che sto passando, putroppo mia moglie mi ha lasciato perche' era stanca di me...i 3 mesi che e' rimasta da sola(si e' dovuta allontanare per poblemi familiari), ha capito che non gli mancavo e  non mi amava piu'...ho un figlio di 2 anni, che fortunatamente mi fa vedere quando voglio...gli ho fatto del male!!non parliamo di corna o che io non lavoro, ma il male e' stato che io  ho pensato sempre agli altri e non a lei(almeno lei crede cosi), ma non ho piu' genitori e l unico sbaglio che ho fatto e attaccarmi troppo agli altri..poi ho cominciato a bere, ma mai mi sono comportato male..avevo un malessere dentro di me dopo la morte dei miei geitori, che preferivo dormire e alzarmi alle 5 del mattino per andare a lavorare!!Io e mia moglie non abbaimo mai litigato per noi..non ricordo nemmeno una volta...abbiamo sempre litigato per gli altri...e la colpa e' mia...perche' dovevo pensare alla mia famiglia, e adesso mi piango addosso...oggi dopo 4 mesi di sofferenza, che mi trovo ad ululare come un cane quando piango...ho dovuto chiedere aiuto..mi hanno consigliato di fare una terapia dall opsicologo..ma non ci riesco..ho detto a mia moglie di fare una terapia di coppia e non ci pensa nemmeno, anzi ha messo pure l avvocato!Non mi vedo sensa mia moglie e mio figlio...ho creduto troppo nella famiglia..forse in modo sbagliato...e io vorrei recuperarla...non voglio ricominciare a creare un altra storia...io rivoglio la mia famiglia e mi sto autopunendo!!aiutatemi cosa devo fare???

 

Gentile lettore, La ringrazio per essersi rivolto al nostro servizio.
Dalle Sue parole percepisco il grande disagio che sta vivendo in questo periodo a causa della separazione con Sua moglie. 
Mi pare di capire che Lei abbia investito molto sulla famiglia che ha costruito e questo non Le permette di affrontare e superare il distacco da Sua moglie, dalla quale probabilmente ha instaurato un forte legame di dipendenza.
Lei scrive di aver fatto del male alla Sua compagna pensando sempre agli altri e non a lei "(almeno lei crede così)", ma mi chiedo cosa pensa Lei di questo? Pensa di averla trascurata? Ritiene che sia questo il motivo del suo allontanamento? In merito ai litigi Lei scrive di non ricordare di aver mai litigato con Sua moglie per voi due, ma sempre per gli altri. Provi a riflettere anche su questo aspetto...Quali sono stati i Suoi comportamenti di trascuratezza nei confronti della Sua famiglia? Se effettivamente Lei ritiene di non aver dato abbastanza attenzioni alla Sua compagna, cerchi di approfondire i motivi di questa trascuratezza.
Purtroppo non possiamo tenere legate a noi le persone, cerchi di lasciare libera la Sua compagna, pensi al Suo benessere e si prenda cura di Suo figlio e se ne sente il bisogno non escluda la possibilità di intraprendere un percorso con un professionista.


Interrompere una relazione è sicuramente un’esperienza destabilizzante, ma che può essere affrontata e superata anche se con qualche difficoltà. Quindi non si scoraggi e vada avanti!
Le auguro di cuore di trovare la pace interiore.

Dott.ssa Clelia Manganaro

 

Buonasera,

sono una donna di 46 anni. Da 5 anni frequento un uomo con tanti alti e bassi, lui mi ha dato tanto e mi ha anche tolto tanto. Di errori nel nostro rapporto ne ho fatti anche io ma sembra che tutto sia sempre e unicamente colpa mia; sono io quella 'sporca' che non ama. Io ho sempre timore che se ne vada (lo ha fatto tante volte, anche per problemi futili, a mio parere). Ora mi trovo nella condizione di non riuscire a stare più senza di lui (oltre a stare male psicologicamente ora comincio a stare male anche fisicamente e non dormire più la notte) e quando stiamo insieme vivo di angosce che lui abbia un'altra (tante volte ho sospettato, lui è il tipico uomo che ammalia tutte le donne) e che mi lasci. Tempo fa, quando non ci siamo frequentati, ho fatto anche 6 mesi circa di terapia psicologica ma non ha portato a molto.... Non vedo più via d'uscita da questa situazione che ormai si protrae da anni e che ha ridotto la mia vita in un incubo, la prima volta mi ha mollata è stato dopo 5 mesi circa dall'inizio della nostra relazione e da lì è stato un crescendo di insicurezza e rincorse verso di lui per riuscire a ritornare nelle sue 'grazie'.

Ringrazio anticipatamente per la risposta.

Laura.

 

Gentile Laura,

leggendo la Sua lettera ho avvertito il disagio che la situazione riportata Le sta causando.

Dal Suo racconto mi sembra di capire come questo malessere nasca nella dinamica del rapporto di coppia. Descrive infatti una relazione dai “tanti alti e bassi” che le ha “dato e tolto tanto”. Inoltre, emerge come si sia sentita “unica colpevole” delle difficoltà incontrate.

Lei fa una puntuale descrizione della situazione di coppia, ma ciò che non mi è chiaro è cosa Lei vorrebbe fare – e quindi come io potrei aiutarla – per “uscire” da questa situazione: vorrebbe risolvere le cose con il Suo compagno? O trovare un modo per rendersi in qualche modo più “indipendente” da quest’ultimo?

Al fine di fare maggiore chiarezza in merito a ciò che Lei vorrebbe, mi chiedo se possa valutare di rivolgersi nuovamente ad uno psicologo per un percorso individuale. Questo anche alla luce del malessere psico-fisico da Lei stessa ha riportato: il disagio fisico e la fatica a dormire, infatti, possono indicare uno stato di disagio che merita di essere approfondito.

Un percorso individuale potrebbe darle quel sostegno necessario per comprendere ciò di cui e ha bisogno e come affrontare questa delicata situazione.

Sperando di averle dato qualche spunto di riflessione, Le faccio un grande in bocca al lupo.

Cordialmente,

Dott.ssa Sara Marinelli.



14 gennaio 2015

Buongiorno, sono un ingegnere di 41 anni e sto soffrendo moltissimo dopo che la mia donna mi ha lasciato 5 mesi fa.
Fin qui nulla di strano, se non fosse che in realtà ho vissuto per quasi cinque anni due storie parallele ( di cui una con colei che mi ha lasciato). Le storie sono iniziate nel 2008 ad un mese di distanza l'una dall'altra. Di F. mi sono innamorato subito. Di A. no. Anzi con A non riuscivo a raggiungere l'orgasmo perché F. era troppo bella e ne ero straordinariamente innamirato. A era carina ma nulla di più e così dopo qualche mese lho lasciata. Passano quasi tre mesi e lei mi chiede di rivederci. Facciamo l'amore e da quel momento scopro un'intesa sessuale che non avevo mai vissuto prima. Le storie vanno avanti con una netta distribuzione di ruoli:F era ka ragazza con cui condividevo tutto mentre A quella con cui facevo un sesso meraviglioso ma che vedevo nei ritagli di tempo (lei mi amava all'inverosimile mentre io la trattavo come un'amante -per quanto lei pensasse di essere la mia fidanzata ufficiale. Le dicevo che lavoravo moltissimo e lei per amore accettava tutto). In tutti questi anni non ho condiviso vacanze con A. né film né nient'altro che non fosse un dialogo quotidiano e dellottimi sesso. Nel frattempo il sesso con F. è scemato del tutto.

Ho conosciuto meglio A. e ho iniziato ad ammirarla per l'intelligenza incredibile e per tutte ke sue immense qualità fisiche e intellettive. Ho iniziato a condividere qualcosa in più con F. e lei mi pareva finalmente felice. Ho iniziato un percorso di psicoterapia per comprendere la strada da intraprendere ma purtroppo non ho ottenuto risultati. Un giorno, dopo aver rifiutato di pranzare con i suoi genitori, A. mi ha lasciato al telefono e mi ha detto che deve difendersi e che i sentimenti non c'entrano. A quel punto mi è parso di aver finalmente capito che volevo solo A. e che lei era la donna della mia vita. Ho tentato di tornare insieme ma non c'è proprio più speranza. Ha sofferto troppo.

Ho certamente idealizzato A. e temo che se tornassimo insieme vedrei di nuovo le qualità di F. che adesso non mi trasmette più niente. .. la disperazione per il fatto che A. non intende tornare e per il modo con cui mi ha lasciato mi hanno portato al tentativo di suicidio ... lei che per me avrebbe e ha fatto di tutto (fino a pochi giorni prima avevamo fatto l'amore e mi aveva chiesto di sposarla, avere bambini, abitare insieme ...) si è resa indipendente da me in modi brusco e con parole cattive (lei che in tutti questi anni non era riuscita a stare senza sentirmi per più di due giorni ...) . Mi sento ucciso da chi mi ha amato all'inverosimile ...
Mi potete aiutare a capire cosa mi è successo ... se era amore ... se ho mai amato ... grazie in ogni caso

 

Gentile signore,

Mi sembra di percepire una certa confusione rispetto a quanto ha vissuto e prova. Comprendere ed accettare il proprio comportamento e quello altrui nelle relazioni interpersonali e in particolari nei rapporti sentimentali può essere a volte complesso. Il nostro modo di rappresentarsi e vivere i legami affettivi è la risultante di un insieme di variabili bio-psico-sociali, del nostro bagaglio affettivo, relazionali, esperienziale, che fin dalla nascita, condiziona il modo che abbiamo di percepire noi stessi, gli altri, le relazioni ecc. La frustrazione che può derivare dai momenti di separazione, di rottura dei legami può generare a volte sofferenza e squilibrio. Magari, al fine di vivere con maggior serenità e benessere psicologico, si potrebbe pensare a raggiungere un maggior equilibrio tra dipendenza e indipendenza, tra chiusura e simbiosi, tra verità, realtà e tra fantasia, desideri. Mi chiedo se forse, a volte, lo squilibrio tra tutti questi punti non l'abbia magari portato a manifestare qualche disagio psico-fisico?

Preservare la propria incolumità fisica e mentale è il fulcro fondamentale di ogni essere che desidera stare bene con se stesso e con gli altri, dare e ricevere amore. Forse iniziare un percorso su se stesso, con un professionista come lo psicologo, potrebbe magari aiutarlo a comprendere i suoi meccanismi di funzionamento nelle relazioni, usare nuove strategie comportamentali e cognitive per affrontare in modo adattativo situazioni eventualmente frustranti e/o dolorosi e in generale gestire le sue relazione socio-affettive.

 Spero esserle stata di aiuto, nella speranza che potrà presto trovare la strada migliore per raggiungere un livello di benessere psicologico ottimale, la saluto cordialmente.

 Dott.ssa Fornillo Maria Vanesa



12 gennaio 2015

Salve,

sono una ragazza di 24 anni e scrivo per sottoporre un problema che percepisco sempre come più grave: credo la gelosia nei confronti del mio ragazzo stia diventando patologica.

Premetto che sono una persona profondamente insicura, carente di autostima.

Io e il mio ragazzo, tra alti e bassi dovuti proprio alle mie insicurezze, stiamo insieme da otto anni, con varie pause. Da 5 anni viviamo a distanza.

 

Per motivi prima di studio e poi lavorativi si è spostato varie volte, ma ora ha finalmente un contratto a lungo termine. Nel suo ufficio, però, è circondato quasi esclusivamente da donne. Il che mi manda in paranoia.

 

Si tratta di un ragazzo degno di fiducia, che mi ama veramente e che non ritengo capace di un tradimento. Razionalmente almeno.

Ogni volta che entra in contatto con nuove ragazze o donne, però, perdo completamente il senno... non ragiono. E ultimamente soffroanche di attacchi di panico se mi racconta di avere intavolato discussioni che vanno oltre l'ambito professionale con le colleghe. Ho paura del mondo, ho paura di tutto. Questo sentimento mi avvelena la vita, mi distrugge, anche perché è chiaro che non posso controllarlo, che non posso essere i suoi occhi, che non posso evitare che interagisca con l'altro sesso.

 

Vorrei tanto tenere questi sentimenti per me, ma spesso sono incontrollabili e così lui assiste ai miei attacchi, si arrabbia, poi facciamo pace... è una ruota continua. Ma le mie paure rimangono lì... A volte penso non ci sia soluzione... La mia mente viaggia, costruisce.

 

Immagino i suoi modi gentili, il suo mostrarsi intelligente... fare colpo sulle altre donne, anche inconsapevolmente da parte sua.

E così sto male, di un male che annebbia tutto. 

 

La mia è una sorta di dipendenza nei suoi confronti. Lui è brillante, intelligente, ha successo sul lavoro. Io invece ho scelto un percorso di studi sbagliato, unicamente per passione. Una strada così difficile e votata al fallimento che mi fa sentire ancora più piccola di fronte ai suoi successi.

 

Una volta mi recai da una psicologa e toccò un tasto scoperto: il rapporto con mio padre, che non mi ha mai dato amore, che mi ha sempre trattato con freddezza. una persona capace solo di riversare il proprio nervosismo sulla famiglia... La psicologa mi disse che il rapporto coi padri è fondamentale per la sicurezza delle giovani donne, ma il punto è che questo rapporto ormai è immutabile... 

 

Vorrei solo non allontanare il mio ragazzo e non perderlo per la mia pesantezza.

Spero di ricevere una risposta che mi aiuti a riprendere in mano la mia vita.



Carissima lettrice, comprendo il suo disagio.

Posso dirle che si può parlare di diverse manifestazioni di gelosia ed è possibile parlare di gelosia normale e gelosia patologica. La

gelosia è un sentimento naturale che si sviluppa fin dalla più tenera età. Pensi ad esempio al disagio sperimentato da un bambino

quando si trova a dividere l’affetto dei genitori con il fratellino appena nato. Anche da adulti, si può essere gelosi. In generale

alla base c’è la paura di perdere qualcuno o qualcosa che per noi ha molto valore. Questa gelosia ci può portare ad essere ansiosi,

possiamo diventare sospettosi.

 

Mi pare di capire che nel suo specifico caso le sembra di aver oltrepassato il limite. Mi pare di capire che spesso in una giornata si trovi a pensare insistentemente e con sofferenza all’eventuale tradimento da parte del partner senza alcuna prova razionale di

comportamento scorretto nei suoi confronti.

 

La gelosia patologica porta a pensieri ossessivi e una continua ricerca di prove tendenti a confermare le proprie preoccupazioni (

seguire il partner, controllare il cellulare o pc). Mi pare di capire che abbia avuto episodi di attacco di panico e che provi nei confronti del proprio partner sentimenti di svalutazione riguardo alle proprie capacità, paura di essere lasciata, bassa autostima, 

sentimenti di insicurezza. È importante non “demonizzare” la gelosia. Penso sia importante parlarne e lavorare su se stessi, sul proprio senso di insicurezza personale, aumentare l’autostima focalizzandosi sugli interessi, qualità e obiettivi raggiungibili.

 

Le consiglio di chiedere un aiuto professionale e concentrarsi sul “qui e ora”.Una buona base potrebbe essere quella di scrivere una listadi quelli che possano essere i suoi punti di forza non solo caratteriali e poi far scrivere ai suoi amici o persone più vicine a lei, come il suo ragazzo per esempio, la stessa lista. Potrebbe avere una bella sorpresa nel constatare e rendersi conto dei lati positivi che le persone riscontrano in Lei e capire che non è poi così tutto nero.

 

Mi pare di capire che viva i suoi sentimenti come spiacevoli e ha paura di perdere il suo ragazzo. Comprendo che il vivere una relazione a distanza da cinque anni non sia facile e non faciliti la gestione di quello che prova. Potrebbe pensare di raggiungerlo anche per brevi periodi e poter stare con lui. Qualunque decisione prenda si ricordi “star meglio con noi stessi per stare meglio con gli altri”.

 

Dott.ss Laccu Sabrina

 

 

 


09 gennaio 2015

Sono stata tradita da un anno e mezzo da mio marito con la mia migliore amica! Ho fatto tutto il possibile per farlo tornare da me perché sicura del mio amore è che comunque sarebbe tornato tutto come prima. Ora la mia vita è cambiata non sono più sicura di volerlo e di amarlo..... Cosa mi sta succedendo?

 

Gentile signora, grazie per averci scritto.

Le offro una possibile lettura, che ho potuto farmi dalla breve ma concisa lettera che ci ha scritto, rispetto a ciò che le sta accadendo. Leggendo la sua lettera mi è sembrato che la sua reazione al tradimento di suo marito sia stata più di negazione di quanto accaduto piuttosto che di rabbia, come se in quel momento lei non si fosse potuta permettere di provare dolore e rabbia per un tradimento che poi è doppio (marito e migliore amica). Forse, proprio perché in realtà ciò che si è trovata a dover affrontare era troppo forte in quel momento per lei, si è difesa idealizzando l'amore per suo marito. Ora che è passato del tempo probabilmente si sta accorgendo che quel dolore è ancora lì ed forse è ben ancorato ad una certa dose di rabbia. Mi sembra più che naturale mettere in dubbio il legame con suo marito a questo punto. 

Forse ora può porsi alcune domande e fare delle scelte rispetto al futuro della vostra relazione, magari, se lo ritiene, potrebbe farsi aiutare da un collega.

Spero di esserle stata utile.

 Dott.ssa Giovanna Stecca

 




09 gennaio 2015

Salve, sono ragazza di 30 anni appena uscita da una storia lunga 4 anni, di cui uno di convivenza, con un ragazzo di 30 anni molto chiuso e riservato, che invece di esprimere quello che gli da fastidio o lo ferisce se lo tiene dentro!!Un ragazzo che ha sofferto molto per la separazione dei suoi genitori e l'assenza del padre, a cui non piace discutere e litigare, che in più è anche molto particolare anche nella sfera intima, in quanto non ama fare le cose che alla maggioranza degli uomini piacciono, e si sente molto insicuro di se stesso!!io sono sicura che la nostra storia sia finita per questi motivi; non lo voglio abbandonare, come posso fare a convincerlo a chiedere aiuto ad uno psicologo???o serve un sessuologo??
Grazie!
Confido nel vostro aiuto!!!

 

Buongiorno,

Grazie per aver affidato allo scritto quanto in questo momento prova. Dalle sue parole sembra che questo sia un periodo critico “appena uscita da una storia lunga 4 anni” che la sta mettendo in discussione e le fa fare delle riflessioni “io sono sicura che la nostra storia sia finita per questi motivi..”.

Da quanto scrive è difficile prender una posizione e non è questa la sede, ma vorrei comunque porre l’attenzione su alcuni aspetti che mi hanno colpito.  

Nella coppia ci si sceglie, ciascuno dei partner porta un bagaglio: esperienze personali, familiari, sociali, fantasie, desideri, angosce che appartengono al proprio mondo interno, alla propria realtà ma la cui provenienza ha origine lontane, nel trigenerazionale. Tutto ciò si unisce con quello del compagno generando così una combinazione delle rispettive storie, definita “incastro di coppia” che giorno dopo giorno prende corpo e definisce la relazione stessa.

Durante la vostra relazione, avete avuto occasioni per parlare di questi aspetti che lei cita “separazione dei suoi genitori…l’assenza del padre…”? Come li avete gestiti? “non piace discutere e litigare..si sente insicuro di se stesso”. Quando poi parla della sfera intima, cosa intende per “non ama fare le cose che alla maggioranza degli uomini piacciono?”.Ne avete parlato? Cosa significa per lui tale sfera?

Nella ricerca del partner viene ricercata una dimensione di intimità, di costanza negli affetti che possa garantire una continuità con le precedenti esperienze relazionali ed affettive, ma al tempo stesso che abbia in sé delle potenzialità di trasformazione, oltre che riparative, rappresentando così un’opportunità di crescita e non una mera ripetizione di modalità relazionali già vissute.

Non lo voglio abbandonare”. Tale frase, pare esser molto significativa. Perché sente di averlo abbandonato? Non vuole abbandonare questo ragazzo come conoscente, amico oppure come fidanzato?

Mi auguro che questi interrogativi e riflessioni le portino un po’ di chiarezza e le permettano di stare vicina a lui nonostante la lontananza sentimentale,

Un saluto

Dott.ssa Chiara Poleni

 

09 gennaio 2015

Mia moglie parlava con uno al telefono, vorrei sapere se è vero tradimento.

 

 

Gentile scrittore,

per rispondere alla sua domanda si dovrebbe considerare anche la natura di queste telefonate. Nella Sua lettera sono riportate poche informazioni. Potrebbe quindi trattarsi di conversazioni platoniche, dai toni romantici, confidenziali, …

A prescindere da ciò, però, ritengo importante soffermarsi su come queste telefonate hanno fatto sentire lei. Poiché ci ha contatto, mi sembra di capire che questo episodio l’abbia in qualche modo “toccata”. Che si tratti di “vero tradimento” o meno, ipotizzo come le conversazioni tenute da Sua moglie non le abbiano fatto piacere.

Ha provato a confrontarsi con lei in merito a come si è sentito riguardo a ciò? Ha condiviso con lei lo stato d’animo che queste telefonate le hanno suscitato?

Anche se il nostro compagno non ci tradisce, può commettere delle azioni che ci feriscono ugualmente, ed è giusto dare spazio anche a questi vissuti.

Augurandomi di averle dato qualche spunto di riflessione, Le porgo i miei saluti.

Cordialmente, Dott.ssa Sara Marinelli.

 

 


09 gennaio 2015

mi trovo nella seguente situazione. Sono sposato da 13 anni e conosco mia moglie da 25 anni. Fino a fine settembre sembravamo una coppia perfetta, sempre insieme e con un figlio di 12 anni. Senza problemi di soldi ma con lei che aveva superato una grave malattia circa 10 anni fa (è entrata in menopausa). Poi ha cominciato a chiedere più spazio per se fino a portarci ad uno scontro continuo. La mia gelosia cresceva in maniera esponenziale fino a sfociare in grandi urla. Siamo andati dallo psicologo insieme e sono stato additato in maniera pesante. Da lì lei mi ha completamente non più considerato. Io ho provato a riconquistarla ma senza successo con arrabbiature continue.

Poi mi ha detto di lasciarla da sola che non mi ama più, ma abbia fatto l’amore fino a 10 giorni prima. Non c’è nessuno né per me né per lei. E’ sempre stata una persona quadrata e adesso si sente oppressa da me. Io subito ho sbroccato e adesso mi sono un calmato e per non peggiorare la situazione me ne sono andato di casa. Sinceramente non capisco se c’è un modo di riaverla, un modo migliore di comportarsi. ma la cosa che mi spaventa di più è rimanere da solo, abituato come ero a stare con le gli amici comuni che però sono tutti spariti. Lei sempre essere diventata un uomo: durante le discussioni prende e tiene la parola. Non ci capisco niente. Grazie per il consiglio che vorrà darmi.

 

 

Buongiorno, la ringrazio per avere affidato allo scritto i suoi pensieri e preoccupazioni legate al momento particolare che sta vivendo. Dalle sue parole emerge quanto questo sia un periodo faticoso, in cui la realtà che prima le dava sicurezza “sembravamo una coppia perfetta”, “senza problemi di soldi”, “sempre insieme”, ora le crea pensiero, preoccupazione e paura “scontro continuo”, “gelosia…urla”, “ho sbroccato”, “mi spaventa rimanere da solo”.

Le relazioni di coppia possono essere paragonate come un cammino insieme, un cammino in cui ogni membro cresce secondo il suo passo, la propria andatura, dove oltre ai momenti positivi, si possono incontrare anche delle difficoltà che, se superate, permettono al rapporto stesso di evolversi. Questi piccoli “inciampi”, sono vissuti in modo negativo, poiché inevitabilmente portano dolore, instabilità, un crollo delle certezze..

I motivi che possono mettere in crisi il rapporto di coppia possono essere diversi e non è questa la sede per poterne parlare in modo approfondito..

Da quanto scrive, lei sembra che attribuisca l’inizio del malessere a “fine settembre”..parla di un confronto con uno psicologo (avete fatto un percorso di coppia?, Chi l’ha proposto e deciso di intraprendere questo percorso? Con quali obiettivi?) e della sua sensazione d’esser capro espiatorio “sono stato additato in maniera pesante” in cui la sensazione è il “non capisco”.

Per una coppia non è semplice riuscire ad affrontare in modo costruttivo questi “inciampi”, ci si ritrova immersi nel proprio malessere a tal punto di non vedere le strade per poterne uscire.

Dalle sue parole, si percepisce quanto alcuni comportamenti di sua moglie gli abbiano dato fastidio “ha cominciato a chiedere più spazio per sé”, “non mi ha più considerato”, “mi ha detto di lasciarla da sola, che non mi ama più..”, e, al contempo, non scrive cosa ha provato lei in questi momenti “Come si è sentito?”, Avete avuto modo di parlarne insieme, di discuterne insieme?”

 “La cosa che mi spaventa di più è rimanere solo”…chi era lei all’interno della coppia? Su cosa si basava il vostro rapporto? Stima, dialogo, rispetto, empatia sessuale, gelosia, altro...?

La presenza di un figlio, minorenne, richiede, a mio avviso, anche attenzione..come è stata (se c’è stata) la spiegazione del suo allontanamento? È stata condivisa con il figlio?

Lei termina il suo scritto con “Non ci capisco più niente..grazie per il consiglio..”..purtroppo non è la sede per approfondire certi aspetti e neppure i suoi vissuti poiché toglierei valore e significato al suo sentire. Le consiglio di affidarsi ad un terapeuta che potrà osservare il problema da una prospettiva differente, offrendo nuove chiavi di lettura del malessere, aiutando lei e la coppia a far emergere le proprie risorse, e accompagnandola senza schierarsi nel cammino che andrete ad intraprendere.

Mi auguro di averle dato qualche spunto di riflessione,

Cordiali saluti,

Dott.ssa Chiara Poleni

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