HOME‎ > ‎

NEWS DALLA SOCIETA'



http://tuttogif.altervista.org


(CLICCA SULL'IMMAGIE PER ACQUISTARLO)


A volte è sufficiente “ordinare” la confusione che ci avvolge e ci “annebbia” la vista: ecco perché quell’immagine in copertina. A volte basta un piccolo arrangiamento e possiamo ri-pensare  guardando la stessa cosa con lenti diverse, più nitide e ben calate sugli occhi. A volte serve qualcuno che ci faciliti la messa a punto delle nostre potenzialità e ci accompagni a riempire il nostro zaino con tutte le lenti a noi utili. -Spesso la comprensione della nostra confusione può essere una modalità per “vedere” le stesse cose  dentro, fuori e attorno a me  per trovare il mio modo di vivere meglio-.

In questo libro si presentano una teoria, metodo e modo innovativi di fare psicologia attraverso una nuova figura professionale: “ lo psicologo di base” che si rivolge, per la prima volta, alle persone “normali” offrendo loro nuovi strumenti, per guardare la propria vita e vedere così soluzioni alternative e concrete ai problemi quotidiani. E’ un libro importante anche perché racconta l’esperienza concreta di questa nuova figura (già operativa con successo da quattro anni nel servizio “ A TU PER TU – psicologo di base”) che risponde ai nuovi bisogni dei cittadini e si inserisce nelle politiche del nuovo welfare.





Tutti sentiamo il peso del quotidiano ma cosa succede quando la misura è colma, quando i nervi sono giunti al limite, quando succede quel piccolo imprevisto che fa la misura colma? 

SI SCOPPIA !




Simon, 14 anni, suicida per colpa dei bulli:
"Lo prendevano in giro per i capelli rossi"

WOLVERHAMPTON - Simon Walters aveva i capelli rossi ed era stato spesso vittima di bullismo da parte dei compagni di scuola. A 14 anni, il papà lo ha trovato morto impiccato nella sua cameretta. Il signor Nigel Walters, 42 anni, viveva da solo con il suo bimbo adolescente e, per via del lavoro, spesso mancava la notte. Al suo rientro, alle 4 di mattina di un anno fa ormai, la macabra scoperta con il figlio che si era tolto la vita.  La causa è probabilmente riconducibile ad una sofferenza interna dovuta alle prese in giro dei compagni. Simon si era addirittura tinto i capelli di marrone per evitare di essere schernito, ma non è bastato.  "La musica era a tutto volume, allora sono salito per vedere cosa stesse succedendo". Spiega il signor Walters raccontando quanto accaduto. "L'ho trovato appeso, ho cominciato ad urlare, ero sotto shock".  Il papà ha ammesso al DailyMail di aver tentato di aiutare il figlio nella sua sofferenza. "Ho discusso la questione con la scuola e hanno detto che c'era una politica di tolleranza zero verso il bullismo. Mi chiedeva di accompagnarlo a scuola, era terrorizzato, tremava, piangeva. Ho chiesto se tutto andava bene dopo e lui mi ha detto che era stato risolto".

(14 novembre 2013 , Leggo)




Crisi, disoccupato suicida nelle Marche

27 Maggio 2012 20:36 CRONACHE e POLITICA

(ANSA) - CORINALDO (ANCONA) - L'angoscia di aver perso il lavoro e la prospettiva di non trovare più un' occupazione potrebbero essere la causa del suicidio di un uomo di Corinaldo (Ancona), L.M., di 53 anni, gettatosi dal terzo piano della sua casa a Corinaldo. Al momento di compiere il gesto, l'uomo era solo in casa, ma il destino ha voluto che quando è piombato al suolo, sotto la casa si trovasse a passare il figlio.


Azienda in crisi,si uccide 'padroncino'

09 Maggio 2012 23:47 CRONACHE e POLITICA

(ANSA) - VICENZA - Il titolare di una ditta di autotrasporti del vicentino, un 77enne di Marostica, si e' ucciso impiccandosi con una corda attaccata al cassone del suo mezzo pesante. Era l'ultimo camion della ditta rimastogli, e l'anziano, nonostante le insistenze dei familiari, non voleva rassegnarsi a venderlo, anche se con il ricavato avrebbe potuto risolvere alcuni problemi economici. A scoprire il cadavere e' stata stamane la moglie.


La catena dei suicidi Tre in un giorno a causa della crisi

Il sindaco Il sindaco del paese dell' operaio edile: molti in difficoltà, il governo intervenga Disoccupazione e mutuo da pagare

                                                                                                                                                   (3 maggio 2012) - Corriere della Sera




(da lAdige.it 6 gennaio 2012)

CRESCONO DEL 42% LE MULTE PER ALCOL
Nel 2012 più brilli al volante i dati della polizia stradale

Più controlli con l’etilometro e più automobilisti pizzicati brilli al volante: nel corso del 2011 l’aumento di guidatori trovati dalla polizia stradale ha toccato il 42% rispetto al 2010, a fronte di un intensificarsi dei controlli con precursore pari al 26%.

Aumentati del 26% i controlli degli agenti con il precursore con quasi 6.000 pattuglie impegnate sulle strade trentine.  In totale sono stati infatti 161 gli automobilisti multati per guida in stato di ebbrezza, a fronte dei 113 del 2010. Raddoppiate anche le multe per guida sotto l’influenza di droghe, da 2 a 4. In totale le contravvenzioni sono
state 2.814, con un leggero calo rispetto ai dodici mesi precedenti quando erano state 2.843. Al primo posto delle violazioni c’è il superamento di limiti
di velocità (1.811 casi), seguito da il mancato uso delle cinture di sicurezza (472 infrazioni). Le patenti ritirate sono state in tutto 486, 128 in più rispetto al 2010. Risultati resi possibili da un maggior impegno sul territorio:
nel corso del 2011 il numero di pattuglie impegnate sul territorio ha sfiorato quota 6.000, a fronte delle 5.300 dello
scorso anno. Un aumento di oltre il 30% legato all’incidenza che il problema del consumo di alcol anche tra chi poi è chiamato a mettersi al volante assume costantemente in Trentino. «Quello del consumo di alcol - aveva sottolineato prima di Natale il comandante della Stradale di Trento Luigi Di Maio - è un fenomeno che va seguito
con particolare attenzione, per evitare che questa situazione, comunque non a livelli che si possano definire
gravi, si possa trasformare invece proprio in un problema serio». Nel corso del 2011 in provincia sono stati registrati dalla sola polizia stradale 173 incidenti, con 5 decessi e 262 feriti. Nel 2010 i numeri erano stati pessoché gli stessi, con 180 incidenti, 6 morti e 270 feriti. Ma in totale, considerando gli incidenti rilevati da tutte le forze dell’ordine, il numero saliva a 1.496 incidenti con 29 morti e 2.093 feriti. E, solo considerando il territorio del capoluogo, gli incidenti nel 2010 erano stati 486, con 7 morti e 667 feriti. Nel diffondere i dati, la Polizia stradale di Trento ha voluto sottolineare come per far fronte al fenomeno degli incidenti stradali, i quali pur in un trend di costante decremento continuano a rappresentare un fenomeno preoccupante in termini di costi umani e sociali,
occorre agire sia sul fronte preventivo e repressivo dei controlli, ma anche attraverso mirati interventi di carattere
informativo e formativo. Per questo, sui temi della sicurezza stradale la Polizia Stradale di Trento porta avanti
azioni nelle scuole, negli enti e associazioni di categoria interessate: nel corso del 2011 sono stati ben settantasette
gli incontri organizzati dagli agenti della stradale. Anche sul piano dell’attività di polizia giudiziaria, l’attività
è stata incrementata sia nei controlli specifici presso gli esercizi pubblici sia in quelli svolti in ambito autostradale
finalizzati alla repressione dei reati commessi nelle aree di servizio, oltre che portare a importanti risultati contro lo spaccio di stupefacenti e il traffico di auto.




(CORRIERE DELLA SERA.it)

LA RICERCA

Crisi finanziaria, suicidi in aumento

Il primo studio approfondito sul legame tra le difficoltà economiche, la depressione e i tentativi di togliersi la vita



MILANO - Crisi finanziarie, depressione e tentativi di suicidio. Il rapporto c’è e colpisce sia le persone a reddito più basso sia quelle a reddito medio-alto, a causa delle perdite finanziarie. E per la prima volta viene documentato in uno studio pubblicato da World Psychiatry, la rivista della World Psychiatric Association(Società mondiale di psichiatria), di cui è presidente l’italiano Mario Maj, docente a Napoli. È la prima ricerca sull’andamento della frequenza della depressione e dei tentativi di suicidio nel corso di 10 anni (dal 1998 al 2007), in rapporto alle fasce di reddito in un intero paese (la Corea del Sud). È il tema dominante anche al congresso della Società italiana di Psicopatologia (Sopsi), che si apre a Roma martedì 15 febbraio.

RISCHIO DISOCCUPAZIONE - Spiega Maj, che è anche presidente in carica della Sopsi: «È stato documentato l’incremento della frequenza della depressione e dei tentativi di suicidio durante il periodo di crisi finanziaria. Il tasso dei tentativi di suicidio è aumentato da 13,6 per 100.000 abitanti nel 1997 a 18,8 nel 1998, anno di inizio della crisi. La disuguaglianza nella frequenza, in rapporto al reddito, è andata poi progressivamente aumentando durante il decennio. Il divario tra fasce di reddito più basso e più alto è raddoppiato tra il 1998 e il 2007». L’incremento della disuguaglianza si è osservato anche per la salute fisica, ma è risultato molto più pronunciato per la salute mentale. In un’altra ricerca, condotta in 26 paesi europei, si è anche visto che per ogni aumento dell’1% del tasso di disoccupazione si è verificato un aumento dello 0,79% dell’incidenza del suicidio nei soggetti di età inferiore ai 65 anni. In particolare in Inghilterra, le persone indebitate sono risultate essere due volte più inclini delle altre a pensieri suicidi.

RESPONSABILITÀ - Nel corso del 2010 sono, inoltre, comparsi i primi studi sulle conseguenze della crisi mondiale iniziata nel settembre 2008, dopo la bancarotta della Lehman Brothers Holdings negli Stati Uniti. Una ricerca condotta a Hong Kong ha confrontato la frequenza della depressione maggiore nel 2005, nel 2007 e nell’aprile-maggio 2009. È risultata, rispettivamente, dell’8,3%, dell’8,5% e del 12,5%. L’aumento nel 2009 si è riscontrato sia negli uomini che nelle donne ed è stato maggiore nei soggetti tra i 55 e i 65 anni e in quelli che avevano famiglia (suggerendo un rapporto con il carico di responsabilità dal punto di vista finanziario). L’aumento di frequenza ha colpito sia le persone della fascia di reddito più basso sia quelle della fascia medio-alta. Quest’ultima a causa della perdita di denaro investito. Tra i soggetti con le perdite più significative la frequenza della depressione maggiore è risultata essere del 20,3%.

DEBITI E PSICHE - Un altro studio, svoltosi in Gran Bretagna, ha individuato due gruppi di persone ad alto rischio di depressione a causa della crisi: quelle insicure sul mantenimento della propria occupazione e quelle indebitate. In questi due gruppi, la frequenza è risultata più che raddoppiata rispetto agli altri soggetti esaminati. «Vero – aggiunge Maj -. È stato documentato che la disoccupazione si associa ad un rischio aumentato di depressione, disturbi ansiosi e quadri psicosomatici, con un tasso complessivo di problemi psicologici del 34% tra i disoccupati contro il 16% negli occupati. Quanto più lungo è il periodo di disoccupazione, tanto maggiori sono le conseguenze sulla salute mentale. Inoltre, l’impatto della disoccupazione sulla psiche risulta maggiore nei paesi meno sviluppati sul piano economico, in quelli in cui la distribuzione del reddito è più disomogenea e in quelli in cui i sistemi di protezione dei disoccupati sono più deboli».

«RINFORZARE IL SOSTEGNO» - Sempre gli inglesi hanno visto, in un altro studio, che il rischio di depressione e di disturbi d’ansia risultava aumentato nei soggetti che avevano perso il lavoro recentemente (durante l’ultimo anno) e in quelli che erano stati senza lavoro per più di tre anni. Il rischio di sviluppare disturbi mentali non era ridotto in coloro che ricevevano un sussidio. Infine, i disturbi d’ansia. Confrontando il periodo della crisi (2008-2009) con quello precedente (2005-2007), ricercatori australiani hanno verificato un aumento dei disturbi d’ansia nei soggetti con lavoro precario, ma non in quelli con lavoro stabile. Conclude Maj, lanciando un appello ai governi come Società mondiale di psichiatria: «Occorre rinforzare i servizi di salute mentale quando c’è crisi finanziaria piuttosto che sottoporli a tagli drastici, come purtroppo sta adesso accadendo in molti Paesi compreso il nostro. E mi appello alle aziende: almeno le grandi sviluppino o rinforzino sistemi di supporto psicologico per i dipendenti».

Mario Pappagallo




OMICIDI DI DEPRESSIONE


Uccide figlia di tre anni, poi si suicida

(ANSA)

Il movente del gesto sarebbe stato originato dalla decisione dell'uomo di non separarsi dalla bambina


BRESCIA - A pochi giorni dalla sentenza che gli consentiva di tenere la bambina solo nel fine settimana, ha sparato alla figlia e poi si e' suicidato. Alberto Fogari, 44 anni, prima di rivolgere il fucile automatico calibro 12 da caccia verso di se' ha sparato anche al suo cane da caccia. I corpi dell'uomo e della figlioletta di tre anni sono stati trovati stamattina, intorno alle 9 nelle campagne di Lonato, nel Bresciano. Fogari lavorava come commesso in un supermercato, ma a giorni avrebbe aperto un asilo nido. '' Amava moltissimo i bambini'', spiega Cristina, la compagna che con lui avrebbe condiviso anche quest'esperienza professionale. E poi aggiunge, parlando dell'accaduto: ''Nessuno l'ha mai aiutato: giudici, assistenti sociali, psicologi''. Parole forti che confermano come Alberto Fogari stesse vivendo con tensione la situazione che, in seguito alla separazione, si era venuta a creare riguardo la bambina. Nell'ultimo pomeriggio della sua vita, Fogari e' stato con la compagna e la bambina nella sua casa di Brione, in Valtrompia. Poi e' uscito ''per andare a fare un giro'', aveva detto. In auto con lui la piccola Nicole il cane Chicco. L'auto ha raggiunto Lonato, comune del Garda bresciano e imboccato via delle Cocche. Una zona in aperta campagna dove probabilmente era stato a caccia in passato. Erano circa le 20,45 quando nella cascina ''Botteghino'' sono stati sentiti tre colpi. Prima due, quelli che hanno ucciso la bambina e il cane. Poi, prima dell'ultimo sparo, e' passato qualche minuto, secondo i testimoni, forse mezz'ora secondo quanto emerge dagli accertamenti di medicina legale. In quei minuti Alberto Fogari con ogni probabilita' ha scritto un biglietto su cui ha lasciato poche righe assicurando i parenti: ''Vi proteggero' dall'alto''. Poi ha aggiunto le scuse ai genitori. Ha quindi appoggiato il foglio sul cruscotto ed e' sceso. L'arma, rivolta al capo, ha sparato nuovamente. ''Ho pensato a dei bracconieri'', ha raccontato Mauro Gallina, l'agricoltore di 48 anni che ieri sera ha sentito i colpi dalla propria cascina, distante circa 100 metri dal campo di grano appena raccolto in cui si trovavano i corpi. ''Ho avuto paura, perche' in passato da queste parti si e' vista gente girare con delle pistole''. Poi, stamani, da lontano, ha visto i corpi e pensato a degli zingari addormentati. Si e' avvicinato. ''Mi sono trovato davanti alla bambina, indossava una tutina beige ed era stata colpita alle spalle. Poi c'era l'uomo con il cranio spappolato da un lato e il cane vicino a lui''. Nelle ore successive sono arrivati i carabinieri, il medico legale. La madre della bambina ed ex compagna di Alberto Fogari, che proprio nelle scorse settimane si e' sposata, ha avuto un malore quando ha saputo della tragedia.




Madre uccide figlia di 6 anni: ha confessato
(Corriere.it)
È accaduto a Mezzolombardo, in Trentino. La donna, di 44 anni, ora si trova nel carcere di Rovereto. Dopo il delitto ha chiamato il marito

TRENTO - Ha confessato la donna sospettata di aver ucciso la figlioletta di sei anni a Mezzolombardo. La donna, assistita dal suo legale, ha detto di averlo fatto «in preda a una crisi depressiva a seguito del senso di inadeguatezza materna». Ora si trova nella sezione femminile del carcere di Rovereto. Il legale della donna ha chiesto al pm di ricoverarla nel reparto psichiatrico dell'ospedale S. Chiara di Trento. «Era chiaramente incapace di intendere e di volere» ha detto l'avvocato Vasco Chilovi, ribadendo la necessità di sottoporre la donna a una perizia psichiatrica. «Si è detto che era stata in cura in passato ma non possiamo basarci su voci. È necessario vedere le carte e capire di quali patologie ha sofferto e quali cure ha fatto». Il fattaccio è successo poco prima delle 8 di giovedì nella casa dove la famiglia viveva. La bambina, soccorsa dal 118, è stata trasportata all'ospedale ma è morta per le gravi ferite. La donna è stata poco dopo fermata dai carabinieri del Nucleo operativo di Trento.
URLA STRAZIANTI - Quando la madre l'ha colpita la bambina si stava preparando per andare a scuola. I vicini di casa hanno sebtito urla strazianti provenire dalla casa. È intervenuto un medico che abita nella palazzina di fronte e ha visto la piccola in una pozza di sangue. È stato subito chiamato l'elicottero del 118 e i carabinieri. La piccola è stata portata all'ospedale di Trento, dove è stata sottoposta a terapia intensiva, ma non è sopravvissuta a causa della grave emorragia. Il padre, di 46 anni, era già al lavoro quando è stato chiamato dalla moglie che gli ha detto che la bambina stava male. L'uomo, operaio in una fabbrica di porte, si è precipitato a Mezzolombardo, che dista una quindicina di chilometri dal luogo dove lavora. In casa si è trovato davanti la bimba morente. Secondo i parenti la donna soffriva di depressione e a quanto pare sarebbe stata in cura. I vicini l'hanno descritta come una persona molto riservata ma affettuosa.
01 giugno 2007




REATI DI LITIGIOSITA'


l’Adige.it – Trento, una città abbastanza tranquilla, molto vivibile, senza fenomeni di criminalità organizzata, con reati in costante calo ma che ultimamente registra fra i suoi cittadini un aumento di litigiosità e del senso di insicurezza. In tre anni la media dei reati è calata del 20%. Al 31 luglio 2007 erano 10.705, al 31 luglio 2010 8.090. Cala anche il numero dei furti (da 5.408 del 2007 a 3.738 del 2010), stabile quello delle rapine (54 nel 2010, in leggero aumento, 42, nel capoluogo) e dei reati di droga (114 nel 2007, 119 nel 2010). Diverso il trend per quanto riguarda le liti: se nel 2007 gli interventi delle volanti erano stati 1.664, nei primi sette mesi del 2010 sono già stati 2.071


A Trento meno reati
ma cresce la litigiosità

(ANSA).


24/08/2010 12:48

TRENTO - Trento, una città abbastanza tranquilla, molto vivibile, senza fenomeni di criminalità organizzata, con reati in costante calo ma che ultimamente registra fra i suoi cittadini un aumento di litigiosità e del senso di insicurezza. Questo il quadro delineato ai giornalisti dal questore di Trento Angelo Caldarola, al termine del suo incarico durato quasi quatttro anni. «Mi chiede come mai nonostante il numero dei reati diminuisca, non riusciamo ad abbattere il senso di insicurezza fra i cittadini», ha detto Caldarola il quale ha lanciato un allarme sull'aumento dei reati legati alla litigiosità. «Ormai gran parte degli interventi quotidiani delle volanti è legato a liti, anche banali ma che rischiano di trasformarsi in scontri fisici, che si riscontrano nelle famiglie, fra i condomini, gli automobilisti e i passanti». «È un brutto segnale e bisogna tenere il fenomeno sotto controllo», ha aggiunto Caldarola che ha auspicato una risposta al problema da parte degli amministratori. «Occorre tenere viva la città che di sera appare morta, per cui viene a mancare il controllo del territorio da parte degli stessi cittadini». «Rispetto ad altre città - ha aggiunto Caldarola - ho tenuto sotto controllo il problema delle armi. Oltre ai 6.200 cacciatori, ci sono troppe licenze di porto d'arma per uso personale, che in questi anni ho voluto ridurre. Inoltre vanno tenuti sotto controllo anche i collezionisti di armi antiche». Fra i successi conseguiti, il questore Caldarola ha parlato dell'annullamento del gap tecnologico riscontrato nella nuova sede, l'accordo con il presidente Dellai
per il supporto tecnico e logistico, la ristrutturazione dei servizi in montagna, il potenziamento della squadra nautica a Riva del Garda, il progetto sicurezza sul Garda, la creazione della sottosezione autostradale della Polizia stradale (con l'arrivo di 10 uomini), per consentire maggiori servizi sul territorio. Fra i progetti realizzati in questi quattro anni, ci sono anche i protocolli d'intesa con le scuole per la cultura della legalità, per la prevenzione con banche, ospedali, rappresentanti di preziosi e istituti di vigilanza, il progetto video sorveglianza, il progetto sordomuti, il servizio denunce a domicilio.

In tre anni, in Trentino, la media dei reati è calata del 20%. Al 31 luglio 2007 erano 10.705, al 31 luglio 2010 8.090. Il dato è stato elaborato dall'ufficio analisi del territorio della Questura di Trento. Gran parte dei reati sono patrimoniali (5.476 nei primi sette mesi del 2010). Cala il numero dei furti (da 5.408 del 2007 a 3.738 del 2010), stabile quello delle rapine (54 nel 2010, in leggero aumento, 42, nel capoluogo) e dei reati di droga (114 nel 2007, 119 nel 2010). Diverso il trend per quanto riguarda le liti: se nel 2007 gli interventi delle volanti erano stati 1.664, nei primi sette mesi del 2010 sono già stati 2.071.
(ANSA).






LE CITTA' SONO LITIGIOSE
PER USCIRNE SERVE L'ESPERTO IN MEDIAZIONE: SI PUNTA SULLA PERSUASIONE


Vigili Urbani, Camera di Commercio e Gruppo Abele insieme per proporre un unico super-mediatore per le liti.

Oggi Camera di Commercio, Polizia Municipale e Gruppo Abele sono i tre soggetti coinvolti attivi, ognuno per conto proprio, a gestirele liti: la prima per sedare le proteste dei consumatori  arrabbiati per bollette troppo salate o conti eccessivi, i secondi nei condimini e per lestrade (teatro più frequente e a rischi di sfociare in reati) e il Gruppo Abele nelle scuole, dove imperversa il bullismo.

Spesso motivi futili ma che, se trascurati, possono diventare veri e propri reati, ricordano dalla Polizia Municipale

Così l'idea dei vigili di seguire l'esempio della Camera di Commercio, far mediare, far capirele valide ragioni reciproche anziché sanzionatorie.

Ma anche i vigili evidenziano la tendenza degli ultimi tempi, ovvero il sempre più numeroso coinvolgimento degli adolescenti.

Nel 2009 segnalati 80 casi di liti nate dal disturbo delle aree verdi. Il Gruppo Abele denunci 40 casi nelle scuole di cui 20 di reale bullismo. In questo ambito, questo il senso della denuncia di don Luigi Ciotti " nell'accentuarsi delle distanze sociali ed economiche, rischiano di crescere anche i conflitti tra le persone. Occorre quindi lavorare insieme.


Comments